domenica 31 marzo 2019


Dov’eravamo rimasti?
Sembra passata un’eternità da quando abbiamo fatto registrare due vittorie fondamentali, entrambe in casa, contro Manchester United e Rennes.

L’imperativo è, ovviamente, riprendere il cammino da dove l’abbiamo interrotto.

Più facile a dirsi che a farsi, perché dopo diciotto lunghi giorni senza impegni ufficiali è difficile immaginare in che condizioni versino i giocatori.
Quelli impegnati con le rispettive Nazionali sono tornati più o meno integri, ad eccezione di Granit Xhaka che è stato sottoposto a qualche controllo dopo l’infortunio patito contro la Danimarca.
Aaron Ramsey, mandato a casa da Giggs per un fastidio muscolare, si è allenato regolarmente negli ultimi giorni ed è arruolabile, così come Nacho Monreal.
A parte lo squalificato Lucas Torreira e gli infortunati di lungo corso, quindi, l’intero contingente è a disposizione di Unai Emery.
Il mini-ritiro di Dubai e la vittoria di prestigio contro l’Al Nasr di Negredo ha permesso ai giocatori non convocati dai rispettivi paesi di sgranchirsi le gambe e ha dato visibilità a qualche giovane di belle speranze - oltre immagino ad aver portato qualche soldo nelle casse del Club.

La speranza è che sia servito per preparare al meglio la volata finale, che comincia stasera contro il Newcastle di Benítez.
I risultati positivi di Chelsea (2-1 al Cardiff all'ultimo respiro) e Manchester United (2-1 casalingo contro il Watford) ci obbligano a restare concentrati, mentre la sconfitta del Tottenham a casa del Liverpool ci regala la possibilità di strappare il terzo posto ai cugini e issarci in una posizione che sembrava irraggiungibile appena un mese fa.
Inutili congetture se non riusciamo ad avere la meglio sul Newcastle; i Magpies hanno spesso sofferto le trasferte nel nord di Londra e rischiano di dover fare a meno di Schär, uno degli uomini più in forma del momento, a causa di un infortunio alla testa patito in Nazionale; anche senza lo svizzero, tuttavia, il Newcastle può essere avversario ostico per un Arsenal a corto di partite ufficiali.
La fisicità di Rondón e la velocità del nuovo acquisto Almirón - in passato accostato anche all’Arsenal - sono pericoli reali per la retroguardia dei Gunners, che dovrà anche fare attenzione all’esplosività degli esterni avversari.

Da un punto di vista tattico, le due squadre potrebbero affrontarsi con due schieramenti che fanno delle corsie laterali il proprio punto di forza - anche se il Newcastle probabilmente adotterà un 4-5-1 più guardingo rispetto al nostro 3-4-1-2.
Il duello tra Sead Kolašinac e l’americano Yedlin sarà molto avvincente, così come promette scintille quello tra Rondón e Sokratis - con il greco che dovrà fare attenzione a non usare troppo le mani.

Data la serie positiva di risultati e prestazioni dell’ultimo periodo, è difficile immaginare che Unai Emery voglia allontanarsi dal modulo visto a White Hart Lane e nelle ultime due partite casalinghe, anche se Henrikh Mkhitaryan, Alex Iwobi e Denis Suárez scalpitano per un posto da titolare.

Dovessi tirare ad indovinare, la formazione che Unai Emery potrebbe mandare in campo questa sera, in un 3-4-1-2, sarebbe così composta: Leno, Sokratis, Koscielny, Monreal, Maitland-Niles, Ramsey, Xhaka, Kolašinac, Özil, Aubameyang, Lacazette.

Appuntamento stasera alle 20:00 per le formazioni ufficiali, poi la diretta ed infine le pagelle.
Stay tuned!

giovedì 28 marzo 2019


“Sliding Doors - Cosa sarebbe successo se…” è una serie che ci riporterà ad un momento chiave della storia dell’Arsenal, un risultato o un evento che hanno profondamente cambiato la traiettoria di un giocatore, di un manager o di tutta la squadra.

La primissima puntata è incentrata su una sconfitta che brucia ancora, arrivata in circostanze sfortunate e che avrebbe potuto cambiare radicalmente le storie di Arsène Wenger, Ashley Cole, Thierry Henry e di tutto l’Arsenal - compresi noi tifosi.

La storia si svolge a Parigi, il 17 maggio 2006.
Arsenal e Barcellona si affrontano al Parc des Princes, in ballo c’è il Sacro Graal del calcio europeo, la famosa coppa dalle grandi orecchie - la Champions League.

venerdì 22 marzo 2019


Da Arsène Wenger a Unai Emery.
Oltre al cambio epocale in panchina, servito all’Arsenal per cercare di voltare pagina, Sven Mislintat e Raul Sanllehi in estate hanno portato nel nord di Londra nuovi rinforzi, capaci di avere un impatto immediato col calcio inglese e dare subito un contributo importante.

Analizziamo, uno ad uno, il rendimento dei nuovi arrivi.

Apps: 40 (29 PL, 7 EL, 3 EFL, 1 FA)
Gol: 2
Assist: 3

Arrivato dalla Sampdoria, dopo il Mondiale in Russia, per una cifra intorno ai 30 milioni.
Voluto fortemente da Unai Emery, numericamente ha preso il posto di Jack Wilshere, approdato al West Ham; dalla 3ª giornata prende in mano il centrocampo e le chiavi della mediana, formando un duo in cabina di regia con Granit Xhaka.
I due si completano: lo svizzero, regista, statico, alto; l’uruguagio mobile, dinamico, più incontrista.
Classe 1996, l’Arsenal si è assicurato un key player per i prossimi anni al centro del progetto tecnico di Emery. Positivissima la sua stagione, con pochissime note negative.
VOTO: 8

Apps: 37 (25 PL, 8 EL, 3 EFL, 1 FA)
Gol: 1
Assist: 2

Vera e propria rivelazione della scuderia bretone, Mislintat pesca una “gemma” in mediana prendendo un centrocampista dal Lorient (Ligue 2) classe 1999. Sorprende soprattutto in tournée contro le big europee, viene schierato dal tecnico basco in quasi tutti i match contro le top six della Premier League.
Ha classe e tecnica per valorizzare la manovra offensiva dell’Arsenal e sarà, verosimilmente, un punto fermo della squadra che verrà. Ottima investimento, per soli 8 milioni di euro.
VOTO: 7,5

Apps: 30 (20 PL, 7 EL, 1 EFL, 2 FA)
Gol: 2
Assist: 2

Il profilo del greco viene considerato come ideale per “sopperire” alle carenze nel reparto difensivo, ancora di più dopo l’addio al calcio giocato di Mertesacker. Arriva dal Borussia Dortmund, per 16 milioni di euro, ritrovando così i compagni Aubameyang e Mkhitaryan, con cui già aveva trascorso periodi ottimi in Bundesliga. Titolare fisso, grintoso e sempre attento, seppur mostrando pure qualche limite.
Il reparto, con Mustafi, Papa e Koscielny è nettamente migliorato rispetto allo scorso anno (nonostante gli infortuni di Bellerin e Holding) e l’arrivo dell’ex Milan e Genoa ha facilitato il percorso in zona Champions. 
VOTO: 7

Apps: 28 (24 PL, 3 EL, 0 EFL, 1 FA)
Gol: 0
Assist: 0

Oscurato da Neuer e Ter Stegen in ottica nazionale, Bernd si è rivelato un portiere di sicuro affidamento, capace di ottimi interventi tra i pali (al NLD, per esempio) e di una buona tecnica per la manovra bassa palla a terra.
Un portiere moderno, dunque, per l’Arsenal di Emery, che può contare anche sull’esperienza di Petr Čech nelle Coppe.
Non sarà Lehmann, almeno nel breve periodo, ma le sensazioni sono molto positive per un suo futuro roseo nel Nord di Londra.
VOTO: 7

Apps: 21 (12 PL, 6 EL, 2 EFL, 1 FA)
Gol: 1
Assist: 1

Contratto annuale per l’esterno difensivo svizzero, arrivato a parametro zero dopo aver salutato la Juventus.
Avrebbe dovuto rappresentare una valida alternativa a Bellerín ma è finito per vedersi superare da Maitland-Niles (giustamente) nelle gerarchie in difesa: chiamato in causa, ha sempre reso con scarsi risultati, evidenziando la fase calante della sua carriera e una chiara lentezza nei movimenti.
Se non inutile, poco ci manca.
VOTO: 5



mercoledì 20 marzo 2019

Monchi, a sorpresa, ha scelto il Siviglia.
Il dirigente spagnolo, dato per certo come prossimo direttore sportivo dell’Arsenal, ha deciso di tornare a casa e ignorare le sirene provenienti da Londra: un bene o un male per noi?

Qualche settimana fa, quando l’affare sembrava sul punto di essere ufficializzato, ho avuto l’opportunità di fare due chiacchiere con Valerio, che gestisce l’account Twitter “La Roma nel Cervello” (@RomaNelCervello).

In vista dell’annuncio ufficiale, che sembrava imminente, ho fatto qualche domanda a proposito di Monchi e della sua esperienza a Roma - di cui vi riporto la trascrizione completa.

Ne esce un ritratto impietoso di Monchi, accolto con grande entusiasmo ma poi inciampato lungo il percorso, principalmente a causa di alcuni acquisti sbagliati ma soprattutto alla luce della strenua difesa di Di Francesco, anche quando la situazione era palesemente irrecuperabile; sebbene il suo operato sia valutato positivamente quando si parla di giovani talenti, gli investimenti fatti per giocatori più esperti hanno destato tante perplessità e fatto schizzare il monte ingaggi, senza davvero migliorare la squadra.

Vi invito a leggere le parole di Valerio e farvi un’idea: rimpiangete il fatto che alla fine Monchi abbia scelto il Siviglia o tanto meglio così?

martedì 19 marzo 2019


Sono le 18.58 italiane, le 17.58 londinesi: Jonathan Moss, l'arbitro che sta dirigendo Arsenal-Manchester United, indica con sicurezza il dischetto - è rigore per l'Arsenal.
I ragazzi di Emery vanno tutti a congratularsi con Lacazette, astuto nel riuscire a conquistare il penalty ai danni di Fred.

Tutti tranne uno.