10 novembre 2011

Vincere o continuare ad esistere, voi che preferite?

"Ci sono tre tipi di Club: quelli che spendono i soldi del proprio proprietario, quelli indebitati e quelli che spendono solo ció che producono". Queste le parole usate dal Mega Direttore Intergalattico Ivan Gazidis per spiegare alla squadra quale sarà la strategia dell'Arsenal per gli anni a venire. Quale sarà mai delle tre?

Se è vero che restare competitivi sarà tremendamente difficile, per non dire impossibile, trovo motivo di orgoglio il sapere che il mio Club voglia distinguersi per lungimiranza e saggezza, creando un modello di sostenibilità economica che lo porterà sicuramente ad eccellere in un futuro che mi auguro non sia troppo lontano.
Il divario attuale con United, City e Chelsea é enorme, difficilissimo da colmare, ma una cosa é certa: l'Arsenal non finirà mai in bancarotta, non finirà in 4a divisione per non essere stato in grado di pagare i propri debiti; lo stesso non si puó certo dire dei rivali - tenuti in vita dai soldi del riccone di turno - ma che succederà quando Mansour, Abramovich o i Glazer si stuferanno? Semplice, abbandoneranno un Club con spese astronomiche, spese che non sarà possibile sostenere e che porteranno i Club al fallimento, oppure ad un drastico e velocissimo ridimensionamento.
Leeds docet.

Il gioco non vale la candela, a mio parere, e pazienza se per qualche anno i campionati e le coppe le vinceranno altri.
Forse.

Gunning down Spurs - Lansbury e Gibbs
Non potendo competere a livello economico, Wenger ha capito piuttosto in fretta che per restare al vertice sarebbe dovuto andare a scovare talenti là dove gli occhi altrui non arrivano, o per lo meno dove non arrivano altrettanto in fretta.
Oltre a questo, il manager alsaziano ha capito che non potendo comprare la lealtà dei propri giocatori, non restava altro da fare che crescere calciatori con il culto dell'Arsenal, ragazzi arrivati prestissimo e nutriti a pane e Gunners - per sviluppare in loro una sorta di eterna gratitudine che possa neutralizzare l'odore dei petroldollari altrui.
Il processo é iniziato già da qualche anno, con i vari Senderos, Flamini, Fabregas e Clichy ma questa prima "covata" non ha portato i risultati sperati dato che - chi prima, chi dopo - hanno tutti abbandonato la nave.
Il secondo tentativo, appena iniziato, sembra promettere molto meglio visto che i vari Wilshere, Gibbs, Frimpong e Walcott (pure Lansbury, segnatevi questo nome) non hanno nessun tipo di saudade essendo nati a pochi kilometri dall'Emirates.
Su questo secondo, promettente tentativo pende peró un'enorme spada di damocle che rischia di far precipitare tutto già alla fine di quest'anno: Robin van Persie é in scadenza nel 2013, il che signfica che se non rinnoverà il contratto entro l'estate si rischia di rimettere in scena la pantomima di Samir Nasri (per quanto lo spessore morale dell'olandese é anni luce superiore a quello del francese); se Captain Vantastic emulerà l'amicone Vermaelen, che ha appena rinnovato per altri 4 anni, allora tutto il progetto ripartirà a velocità supersonica e potrebbe rivelarsi molto, molto sorprendente.
Ora che finalmente la squadra sta assumendo un'identità ben precisa, che per la prima volta non si vedono in campo solo sbarbatelli inesperti ma anche calciatori già svezzati come Arteta, Mertesacker, lo stesso van Persie o Sagna, sarebbe davvero un peccato buttare tutto all'aria per l'ennesima volta.

Io credo fortemente in questa squadra, a differenza degli anni scorsi sembra consapevole di essere inferiore ai propri avversari e ha iniziato a dare battaglia su ogni pallone - senza dimenticare peró di giocare a calcio come solo l'Arsenal sa fare.
Il vento sembra essere cambiato, sembrano passati i giorni in cui le squadre "piccole" arrivavano all'Emirates a far barricate e i Gunners stavano lí a prenderle senza reagire, cercando di andare in porta con il pallone e magari pareggiare pur di non sporcare la loro immagine da fiorettisti. I ragazzi sembrano avere imparato ad usare il pugno duro, probabilmente anche grazie all'inserimento in squadra di gente che é abituata a lottare su ogni pallone per restare sotto le luci dei riflettori.

In conclusione, il futuro dell'Arsenal pare illuminarsi proprio nel momento che sembrava essere il piú buio degli ultimi 15 anni.
Ancora una volta Wenger ha dimostrato una lungimiranza fuori dal comune, ha resistito a tutte le critiche piovutegli addosso e ha tirato dritto per la propria strada - coerente alle proprie idee come pochi altri sarebbero stati in grado di essere in quelle condizioni.
Chapeau, Le Prof.

COMMON ARSENAL!

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