martedì 6 dicembre 2011

Il mio nome è Thierry Henry

Da oggetto misterioso a pilastro, da diamante grezzo a gemma splendente, la storia di uno dei tanti sconosciuti che Wenger ha trasformato in calciatore internazionale. "Il Mio Nome è" ripercorre la storia delle tante promesse divenute Gunners grazie alla tenacia, alla lungimiranza e alla testardaggine tipicamente francese di Arsène - perchè  come sappiamo ARSENE KNOWS! 

Niente di piú facile che parlare di Thierry “Mr. 226 goal” Henry quando si vuol lucidare l’immagine dell’Arsenal e di Arsène Wenger, ma quando l’attaccante francese è sbarcato a Londra tutti credevano si trattasse semplicemente di un esterno di centrocampo, un fulmine da posizionare nel corridoio di destra o di sinitra a cui chiedere solo accelerazioni e cross al centro.
Tutti tranne Wenger, ovviamente, che lo aveva visto crescere a Monaco -  in coppia con un certo David Trézéguet – e che aveva intravisto in lui le potenzialitá per diventare la punta di diamante dei suoi Gunners.

Legend in the making - 1999
Nonostante i 23 anni, Henry aveva giá dalla sua parte un Mondiale vinto con la Francia nel 1998 – con tre goal all’attivo pur non essendo un titolare inamovibile – ma nessuno aveva ancora davvero compreso il vero potenziale che il giovane Thierry avrebbe potuto esprimere: certo, era velocissimo e aveva un controllo di palla eccezionale; certo, non aveva paura dei contrasti ed eccelleva nel dribbling in velocitá; certo, calciava sia preciso che potente indifferentemente con entrambi i piedi ma ognuna di queste qualitá sembrava affiorare in superficie solo sporadicamente.

Gli abbonati di Highbury avevano appena detto adieu ad un altro attaccante francese, giovane ed estremamente promettente come Nicolas Anelka – scappato al Real Madrid dopo mesi di estenuanti capricci e trattative – e in pochi credevano di avere giá davanti agli occhi colui che sarebbe diventato il miglior marcatore della storia del Club.
D’altronde l’impietoso zero alla casella dei goal segnati dopo le prime otto partite da attaccante dell’Arsenal non giocavano certo a favore di Henry, che una volta disse anche “devo re-imparare da zero l’arte del goal”.
Nemmeno i suoi venti goal in oltre cento partite con il Monaco, e tantomeno i miseri tre messi a segno nelle sedici apparizioni con la maglia della Juventus, testimoniavano in favore della teoria di Wenger secondo la quale il ragazzo avrebbe potuto far saltare qualsiasi sistema difensivo avversario.
Henry era velocissimo ma un po’ troppo innamorato del pallone, testardo abbastanza da sfidare continuamente i difensori avversari senza avere abbastanza muscoli per vincere un singolo duello e soprattutto tendeva a voler strafare, a cercare la giocata piú difficile per mettere a tacere le prime critiche che arrivavano strisciando dagli spalti e dai giornali.

Il pomeriggio in cui l’Arsenal affrontava il Southampton avrebbe di fatto cambiato la storia di Thierry Henry, oltre che del Club stesso: Tony Adams serve un pallone rasoterra a Henry, girato spalle alla porta ad una ventina di metri dal portiere avversario, il francese tiene a bada lo stopper avversario e si porta il pallone sul destro prima di far partire un tiro liftato verso il palo piú lontano, cogliendo di sorpresa l’estrmo difensore dei Saints.
BANG! Uno a zero e primo goal di Henry con la maglia dell’Arsenal, esultanza rabbiosa e una sorta di liberazione che lo porterá a segnare 226 goal tra Inghilterra ed Europa, superando cosí sia Cliff Bastin che Ian Wright, i due principali goleador della storia dell’Arsenal prima dell’avvento di Tití.

O Terryboy come lo chiamava i primi giorni il londinese DOC Ray Parlour.


Henry ha segnato in tutti i modi possibili ed immaginabili, su quasi tutti i campi del mondo: un assolo stordente al Bernabeu che ha portato l’Arsenal ad essere il primo Club inglese a vincere nel mitico stadio del Real Madrid, innumerevoli capolavori contro gli acerrimi rivali del Tottenham e del Manchester United e alcune perle regalate ai fedelissimi di Highbury (il colpo di tacco contro il Charlton resterá uno dei piú grandi colpi di genio di Henry).

Difficile prevedere che un’ala mingherlina com’era Henry ai tempi del Monaco potresse un giorno diventare un centravanti immarcabile, capace di vincere quattro volte la Scarpa d’Oro inglese e due volte quella Europea – oltre ad un pálmares a livello di Club e Nazionale che pochi altri giocatori possono vantare.
Terryboy era un ragazzino egoista e magrolino, é diventato un leader ed un esempio – oltre ad un cannoniere capace di tenere botta a qualsiasi corpo a corpo che il peggior stoppe britannico potesse ingaggiare; era un esterno di centrocampo tutto fronzoli e ricami e ha lasciato Londra come il miglior centravanti che la storia della Premier League abbia mai visto; era stato capace di segnare appena 23 goal nelle sue prime 121 partite ed è diventato colui che non scendeva mai sotto i 22 goal per stagione.



Pensare che i quasi 11 milioni di sterline spese per ingaggiare Henry dalla Juventus nell’estate del 1999 sono state giudicate eccessive per un Mr. Nessuno che – velocitá supersonica a parte – non mostrava nessuna qualitá degna dell’investimento.
Undici milioni di sterline per quello che è diventato il miglior giocatore dell’Arsenal di tutti i tempi, undici milioni per il l’alzata e girata al volo che hanno lasciato di sasso Fabien Barthez, undici milioni per lo slalom gigante con cui ha steso gli Spurs a Highbury – coast to coast; undici milioni per il colpo di testa con cui al 93’ ha completato la rimonta sullo United di Rooney e Ronaldo; undici milioni per lo sprint a perdifiato con cui ha seminato Carragher prima d’irridere Hyypia e mettere alla spalle di Dudek in quel di Anfield; undici milioni per stendere l’Inter a San Siro; undici milioni per mettere a tacere i centomila del Bernabéu.

Undici milioni sarebbero stati ben spesi anche per una sola delle emozioni qui sopra, quella vecchia volpe di Wenger le ha avute TUTTE per undici milioni, con in piú due campionati d’Inghilterra, tre F.A. Cup, due Community Shields ed una finale di Champions League.

E ora godetevele anche voi, gratis oltretutto!


Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti