lunedì 19 dicembre 2011

Manchester City - Arsenal 1-0: bye bye Premier? Non ancora!



City in vantaggio, Silva insacca da due passi e addio sogni di gloria. Forse.



Abbiamo perso, certo, ma credo sia il primo caso in cui una sconfitta rappresenti una grande iniezione di fiducia.
Siamo d'accordo che con la fiducia tutta sola non si scalano le classifiche, resta tuttavia la netta presa di coscienza che gli sgangherati Gunners, pur in difficoltá numerica in difesa, abbiano ampiamente tenuto testa alla squadra di Mancini.
Avessimo cinicamente concretizzato l'occasione d'oro che ha avuto van Persie o avessimo beneficiato del rigore che l'arbitro avrebbe dovuto fischiare quando Micah Richards ha toccato il pallone con il braccio in area, saremmo tornati a casa con un punto sudato e meritato - ma non è stato cosí e bisogna prendere di buono la prestazione e la voglia di lottare, anche se non fanno punti.

Quel che mi spaventava di piú alla vigilia della partita era la concreta possibilitá che - una volta incassato il primo gol - la partita potesse finire in tragedia come all'Old Trafford e causare una mega depressione di massa.
Nonstante il gol incassato, invece, i ragazzi di Wenger hanno continuato a lottare su tutti i palloni e hanno fortunatamente evitato di gettarsi sconsideratamente all'attacco e lasciare praterie ad Aguero e simpatica compagnia.


Lotta senza quartiere
Peccato per la giornataccia di Walcott e la cronica inconcludenza di Gervinho, le cui prestazioni hanno di fatto impedito a van Persie di essere pericoloso come al solito, altrimenti avremmo potuto creare qualche grattacapo in piú a Joe "Mel Gibson" Hart; non che il portiere inglese non abbia avuto il suo bel da fare, soprattutto su Vermaelen, ma questa volta l'Arsenal è stato decisamente meno spumeggiante e pericoloso del solito.
Non so quanti di voi siano d'accordo con me, ma credo sia stia un po' sopravvalutando il buon Gervinho: velocitá, buon dribbling e resistenza sono sicuramente doti interessanti ma senza il coraggio di provare a saltare il proprio avversario non servono certo a molto; la riverenza mostrata di fronte a Richards e soprattutto Kolo Touré, oltre ad un controllo di palla spesso approssimativo e un'esasperante lentezza nel prendere una decisione ogni volta che il pallone passava dai suoi piedi sono spesso costate care al momento di sorprendere i Citizens in contropiede.
Walcott avrá tanti difetti, ma sa perfettamente come usare la propria velocitá esplosiva e non si fá certo pregare quando bisogna sfidare l'avversario uno contro uno.
Se l'Arsenal fosse una squadra "normale" (e se Arshavin fosse ancora un calciatore), Gervinho siederebbe comodamente in panchina ad imparare come si fá l'esterno offensivo in Premier League: niente paure, niente fronzoli e accelerazioni su accelerazioni lungo la linea laterale come facevano Pires, Ljungberg e come fanno oggi Nani, Nasri e Ashley Young .
Purtroppo il budget dell'Arsenal è ben diverso da quello delle rivali, quindi bisogna accontentarsi di Gervinho - non uno da buttare ma nemmeno un titolare inamovibile di una squadra che aspira a conquistare trofei.

Trovata la soluzione, Le Prof?
Per quanto riguarda le note positive, bisogna dire che finalmente l'Arsenal puó contare su almeno quattro difensori piú che affidabili (Vermaelen, Koscielny, Sagna e Mertesacker) e che il centrocampo non é mai stato cosí forte da anni: Arteta, Song e Ramsey sono una certezza in mezzo al campo e non temono confronti con nessuno in Inghilterra ed Europa (Barcellona escluso, ovviamente); con il ritorno di Wilshere e magari la definitiva esplosione di Diaby potrebbe davvero diventare il punto di forza della squadra per i prossimi anni.
A proposito di Arteta, durante la partita ho perso il conto dei palloni sradicati dai piedi degli avversari e consegnati al reparto offensivo, oltre ovviamente a tutti i passaggi sballati dei vari Djourou e Gervinho che ha addomesticato e ripulito durante i 90 minuti.
Credo di non sbagliare quando dico che lo spagnolo è stato il miglior acquisto delle ultime sessioni di calciomercato - secondo forse al solo Vermaelen.

Ora guardiamo avanti, speriamo che succeda qualcosa ad Arshavin (5 palloni toccati, 4 buttati via e uno consegnato ad Arteta che era un metro piú in lá) in modo che si riprenda o sparisca dalla mia vista e speriamo soprattutto che Wenger stia preparando il colpaccio per Gennaio: non pretendo certo Fernando Torres o Kaká, mi accontenterei di vedere sbarcare all'Emirates Podolski o qualcun'altro in grado di fare sia l'esterno che la seconda punta.

Dodici punti dalla vetta sono tantissimi, il campionato è ancora lunghissimo e continuando cosí sono certo che arriveremo ALMENO quarti - ma credo potremmo arrivare molto piú in alto.

Lassú dove osano le aquile.
Lassú dove osano anche i diavoli rossi e gli sceicchi annoiati che hanno tanti mercoledí liberi.

Senza ambizione non si vince e accontentarsi di lottare per il quarto posto sarebbe controproducente; per sviluppare una mentalitá vincente bisogna innanzitutto credere di poter vincere, cosa che è crudelmente mancata negli ultimi anni.

COMMON GUNNERS!

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti