11 gennaio 2012

Arsenal - Leeds 1-0: King Henry II, tutto troppo perfetto per essere vero

The King is back - long life to the King

Si puó ammettere candidamente, quando Thierry Henry e la sua barba hanno rimesso piede in campo tutti covavamo la folle idea che fosse proprio lui - The King - a togliere le castagne dal fuoco ma tutti - ne sono certo - sapevamo altrettanto bene che ci sarebbe stata una possibilitá su un milione che la favola avesse il suo lieto, hollywoodiano fine: il Leeds difendeva in massa, la manovra dei Gunners s'impigliava sistematicamente nella rete costruita alla perfezione da Simon Grayson all'altezza della trequarti, dove finiva ogni velleitá assassina degli attaccanti di casa.

Piú passavano i minuti e piú di faceva strada l'idea che da un momento all'altro sarebbe partito uno di quei contropiede fulminanti che sono spesso stati causa di sconfitte (e ulcere) in casa Arsenal: giá vedevo Townsend bruciare in velocitá il volenteroso Miquel per appoggiare il pallone all'impresentabile Becchio - lasciato solo a centro area - che avrebbe condannato senza problemi l'Arsenal all'eliminazione.
Un copione giá visto, se volete chiamatelo pessimismo ma io preferisco chiamarlo sano realismo: ogni volta che il dominio è assoluto - quasi imbarazzante -  ma il pallone non finisce in fondo al sacco sistematicamente finiamo infilzati alla prima occasione per gli avversari.

The Ox
Dopo un primo tempo quasi da dimenticare, giocato sottoritmo e senza traccia di autentica intraprendenza, al rientro dagli spogliatoi si sono finalmente visti aggressivitá e incisivitá che hanno presto chiuso gli ospiti nei propri trenta metri, senza tuttavia (come al solito) costringere il portiere avversario al superlavoro che probabilmente aveva messo in conto: se si escludono una conclusione di Arteta ben disinnescata da Longeran ed una bordata centrale di Chamberlain, non si registrano altri interventi dell'estremo difensore ospite.
Nonostante una ritrovata verve da parte di Arshavin, instancabile nello sfrecciare dalla corsia di sinistra ma scadente quando si è trattato di concludere o sfornare un assist, nonostante l'energia di Chamberlain dall'altra parte e nonostante un Ramsey onnipresente a centrocampo, il pallone finiva sempre per essere sprecato nel momento piú importante, la rifinitura decisiva.
Ci voleva un momento di magia per sbloccare finalmente questa partita, che iniziava a puzzare di beffa, e quella magia non poteva che venire da King Henry e la sua maglia numero 12: al momento del suo ingresso in campo (minuto 68') il boato assordante dell'Emirates deve aver fatto tremare anche le case di Chelsea, Soho e magari Notting Hill; pronti via e Henry viene pescato in fuorigioco kilometrico - niente male come inizio!

I primi tocchi del Re, ad essere cinicamente onesti, non sono stati proprio brillanti ma ne è bastato uno - ed era il quinto pallone toccato dal francese - per cambiare la storia di una partita e farla diventare una favola: pallone filtrante di Song, Henry evita il fuorigioco e apre il suo bel piattone destro per far scivolare la sfera oltre il corpo proteso di Longeran.
Tipico gol alla Henry, il pallone che gira e accarezza il palo lontano senza lasciare speranza al portiere.

Song e Coquelin - presente e futuro
I secondi dopo sono un delirio: mai visto Henry esultare cosí selvaggiamente, mai visto Wenger esultare tout-court (se non con quei due pugnetti esili che si muovono di scatto rigorosamente DUE VOLTE, dall'alto al basso e ritorno) e grandissimo scatto di Szczesny che ha probabilmente battuto il record di Usain Bolt per arrivare a congratulare Henry.
L'abbraccio tra Henry e Wenger per poco non mi commuove ma ammetto di essere stato tentato dall'idea di abbracciare il televisore.

Presi dall'euforia generale per poco di Gunners non si fanno infilare un minuto dopo da McCormack - dimenticato in area dal giovane Yennaris - e successivamente da Forssell, la cui conclusione ravvicinata ha esaltato i riflessi del nostro portierone polacco.

A proposito, che effetto vi fá sapere che in porta quest'anno c'è davvero un portiere?

La favola ha avuto il suo happy ending, dall'altra parte del nord di Londra intanto c'è chi inizia a fare gli scongiuri: Harry GuancetteRosse  Redknapp sta giá pensando al derby del prossimo 25 Febbraio all'Emirates, che in principio non avrebbe dovuto vedere in campo Henry, fino a quando Wenger non ha rivelato che il prestito potrá essere prolungato di altri dieci giorni - con scadenza il 26 Febbraio.
C'è modo migliore di congedarsi definitivamente che rifilare il solito golletto (o piú di uno?!) agli Spurs?

Trema Harry, trema...

COMMON GUNNERS!

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