lunedì 23 gennaio 2012

Arsenal - Manchester United 1-2: Il punto di non ritorno

A parte pettinarsi, cosa vogliamo fare delle 16 partite che mancano?


Impossibile restare sorpresi da una sconfitta che  - emotività a parte - era scritta nelle liste dei diciotto giocatori convocati dai due manager: Rooney, Giggs, Nani, Valencia, Berbatov e Scholes contro van Persie, Walcott, Rosicky, Park, Djourou e Benayoun.
Nonostante il miracoloso recupero di Vermaelen, infatti, non si vedeva come Nani e Valencia non avrebbero fatto passare un pomeriggio più che tormentato ad una difesa in cui il solo Koscielny sembra avere le qualità necessarie a raccogliere la sfida.
Ci si potrebbe attaccare agli infortuni e accampare scuse, ma poi si scopre che Ferguson era senza Vidic, Ferdinand, Ashley Young, Fletcher e Hernandez e allora l'amara verità viene a galla: la coperta è drammaticamente corta.


Il cambio della discordia - pane per i maestri del senno di poi

Arsène insiste che la squadra, una volta al completo, è più che competitiva e non potrei non essere più d'accordo; la grande rimonta messa in mostra fino a qualche settimana fa stava lì a testimoniare la bontà dell'organico dell'Arsenal al completo ma ora - con quattro difensori e due centrocampisti indisponibili - il rovescio della medaglia ci racconta che continuare a spostare giocatori fuori dalla loro posizione preferita è dannoso.
Sono pochissimi i giocatori in grado di occupare indifferentemente le posizioni più disparate in campo senza calare di rendimento e purtroppo nessuno di questi indossa (o ha indossato) la maglia dell'Arsenal; questi calciatori hanno in genere una vastissima esperienza ed un'intelligenza calcistica molto raffinata che permette loro di leggere il gioco e quindi sopperire ad alcuni automatismi mancanti con l'esperienza e l'anticipo.
Se un giocatore non è già eccellente nella propria posizione naturale sarà molto difficile che riesca a brillare altrove, se non dopo mesi di allenamento specifico; impossible quindi chiedere a Djourou di trasformarsi in Sagna in tre settimane, aspettandosi da lui un moto perpetuo lungo la linea laterale ed i tipici movimenti che un terzino conosce a memoria.


L'illusione di essere sullo stesso livello...

Capisco la volontà di Wenger di chiedere uno sforzo estemporaneo ad un suo giocatore, ma quando i titolari e le riserve designate devono stare fermi per parecchie settimane allora non si tratta più di una soluzione d'emergenza, quanto di una precisa strategia; sono d'accordo con l'alsaziano quando dice che il calciomercato non è esattamente un supermarket dove i calciatori sono esposti sugli scaffali e i manager passano con i loro carrelli prima di andare alla cassa, ma abbiamo visto che non è difficile fare un affare quando se ne ha voglia/necessità: non è indispensabile andare a scovare il nuovo Roberto Carlos chissà dove, sarebbe sufficiente trovare un paio di terzini veri e propri che possano dare una mano in un momento d'emergenza come questo: quando i titolari sono infortunati, le loro riserve indisponibili e perfino le riserve delle riserve rimediano infortuni allora è forse il momento di dare un'occhiata a cosa offre il mercato.
Mi rifiuto di credere - come ha detto Arsène - che non ci fosse nemmeno un giocatore appena più esperto di Jenkinson, Miquel o Yennaris disponibile al trasferimento a Londra.


Se non si vuole cercare non si trova, questo è certo.


...e il tragico ritorno nel mondo reale

Lo United ha strameritato di vincere, dominando allegramente tutto il primo tempo come se stesse giocando nel prato dietro casa e peccando solo di imprecisione negli ultimi metri: la facilità con cui Evra e Nani hanno sfondato dalla parte di Djourou e l'altrettanta sicurezza con cui Valencia ha messo in croce Vermaelen la dicono lunga sulla differenza dei valori in campo.
Poco importa se l'Arsenal ha avuto quindici minuti interessanti, ne restano settantacinque in cui lo United era in completo controllo della partita.
Penso che l'Arsenal debba far meglio che sparare palloni lunghi verso un Mertesacker in posizione di centravanti-boa come fatto negli ultimi quindici minuti, uno schema che non fà onore nè a Wenger nè a giocatori come Rosicky, Ramsey, Song e Walcott.

Faccio onestamente fatica a trarre spunti positivi da questa partita, eccezion fatta per l'ennesima partita monumentale di Koscielny e l'intraprendenza di Chamberlain; resta l'amarezza del vedere una squadra obbiettivamente inferiore all'avversario e che ha fatto poco per metterci almeno il cuore.
È impensabile che il coraggio di osare venga fuori dal più giovane della combriccola mentre i senior  restano a guardare e si accontentano di passaggi laterali, se non arretrati: Walcott si è fatto mettere la museruola da Evra senza opporre resistenza, Carrick(!) ha spadroneggiato a centrocampo e nessuno ha fatto nulla per render loro la vita difficile.

Sarebbe bene che ora tutti - Wenger in primis - si fermassero un secondo davanti allo specchio e guardando il proprio riflesso si convincessero che bisogna parlare poco e pedalare tanto; tutte quelle qualità che sono state messe in campo da Settembre a Novembre sono scomparse non appena la classifica si è fatta più consona al nome dell'Arsenal e si è ripiombati in quel tremendo mix di compiacenza e testardaggine che ha rovinato tutte le stagioni recenti.

È ora di aprire gli occhi e capire che la Champions League non è un diritto divino ma va conquistata sui campi come Craven Cottage e il Liberty Stadium; bisogna capire che non giochiamo più nello stesso campionato di United, City e Tottenham ma bisogna fare quello che la squadra non è più abituata a fare: combattere.
Ripensare a dov'eravamo quattro mesi fa e ricordare come abbiamo fatto a tirarci fuori dalle sabbie mobili aiuterebbe certamente a riprendere lo slancio necessario a mostrare che l'Arsenal è molto di più di quanto visto nell'ultimo mese.

COMMON GUNNERS!

1 commento:

  1. Se vogliamo in questa partita c'è tutto Wenger:il suo amore per i giovani, per la tecnica,per il bel gioco da una parte(vedesi Chamberlaina a sorpresa titoalre)e l'incapacità di riuscire a cambiare una squadra in corsa con validi sostituti dall'altra.
    Chamberlain e Koscielny hanno fatto un'ottima prestazione,RvP si è confermato sui suoi livelli,Szczesny dà sicurezza in porta.E poi?Purtroppo finiscono qui gli aspetti positivi.Ramsey,a mio avviso,è stata la più cocente delusione per l'incapacità dimostrata di saper prendere in mano il centrocampo.Mertesacker dietro fa quel che può,ma è inadatto ai ritmi Premier.
    Le speranze per il futuro si chiamano Wilshere e mercato:logicamente non si può pretendere che un giocatore solo risolva tutto,però la sua classe aiuterà.Dal mercato sinceramente non saprei cosa aspettarmi.
    But, "In Arsene we trust".Almeno finchè non fa entrare Arshavin...

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