03 febbraio 2012

Bolton – Arsenal 0-0: zero gol, un punto, due speranze. E tanta rabbia!

Ad una manciata di centimetri dalla magia

Svegliandomi al mattino sapevo già cosa avrei trovato su tutti i giornali inglesi ed anche italiani, la sfilza di titoloni catastrofici che rappresentano l'abituale tassa da pagare per l'Arsenal quando si tratta di un pareggio o - peggio ancora - una sconfitta.
Non cerco certo di difendere la squadra, oggi ai minimi termini in quanto a prestazioni e risultati, ma è vero che i Gunners sono da anni la vittima ideale dei tanti tabloid d'oltremanica, spesso esagerati nella loro spietatezza: l'Arsenal ha dominato per tutti i novanta minuti, ha colpito un palo ed una traversa con van Persie e si è divorato un'occasione incredibile con Theo Walcott mentre dall'altra parte Szczesny ha dovuto solo rispondere ad una mezza occasione di N'Gog; a leggerla così sembrerebbe una partita sfortunata per i Gunners, e probabilmente non è stato altro che questo, ma non è l'avviso dei tanti esperti e opinionisti che hanno già scritto una sfilza di epitaffi per la squadra: non nego che la rincorsa al quarto posto si sia complicata ma le squadre che sono davanti (Chelsea compreso) non giocano nemmeno nella categoria dell'Arsenal; i vari Newcastle e Liverpool hanno una squadra e un gioco che sono infinitamente inferiori a quelli dei Gunners mentre il Chelsea - pur con una rosa più attrezzata rispetto a quella di Wenger - sembra una creatura senza testa nè coda che vive di sprazzi improvvisi.
Come ha detto Arsène, ora non resta che rimboccarsi le maniche e concepire ognuna delle prossime partite come una finalissima che non si può sbagliare.
Che si tratti di Blackburn, Tottenham o Manchester City, tutti dovranno affrontare un Arsenal cattivo, veloce e affamato - pronto a tutto per avere la meglio sull'avversario.
Mi tranquillizza l'idea di avere di nuovo in squadra Arteta e Sagna in un momento così delicato, e sono queste le due speranze che fanno capolino nel titolo: due giocatori affidabili e coraggiosi, lottatori su cui si può contare quando le partite diventano incandescenti come quelle che stanno per arrivare.
Ancora sfortuna, palo e palla fuori
La forza di Sagna, la sua fisicità e la sua corsa inarrestabile sulla corsia di destra combinate con l'intelligenza e la precisione di Arteta in mezzo al campo permetteranno alla difesa di rinsaldarsi e al centrocampo di ritrovare ordine e geometrie, restituendo di fatto il controllo del campo e del pallone ai Gunners - qualcosa che è tremendamente mancato recentemente.
Non è un caso che nella prima partita dal rientro del duo franco-iberico, l'Arsenal sia tornato a macinare gioco e a sequestrare il pallone, pur ammettendo che l'avversario non era dei più ostici.
Eppure al Reebok Stadium abbiamo sempre perso negli ultimi anni, subendo spesso l'aggressività dell'avversario e concedendo spesso il pallino del gioco al Bolton padrone di casa, incapaci di tenere il pallone abbastanza a lungo da spegnere gli ardori dei Trotters. Trovo quindi abbastanza ridicolo e certamente inutile attaccare la squadra adesso, come stanno facendo con malcelato piacere il Sun e il Daily Mail: scrivono che l'Arsenal è stato fortunato a non perdere, che farà fatica a centrare l'Europa League, che il ciclo di Wenger è chiuso e che in estate partirà la solita diaspora di giocatori verso lidi apparentemente migliori; personalmente ormai ci ho fatto il callo, non mi preoccupo di quel che si scrive in giro perchè ho visto troppe partite dell'Arsenal per non sapere che a brevissimo giro di posta si tornerà a segnare gol a grappoli e recuperare posizioni in classifica e credo di conoscere troppo bene Arsène Wenger per pensare che non sia pronto a tirare fuori i guantoni ed accettare la nuova sfida che arriva; ogni volta che Arsène e la squadra si sono trovati spalle al muro, la reazione è stata ottima e veloce - e sono convinto sia così anche questa volta.

D'ora in poi si lotta su ogni pallone!
E la rabbia? Quella c'è ma non è rivolta alla squadra bensì a quegli pseudo tifosi che contestano senza sosta Wenger, la società e i giocatori ogni volta che le cose non girano nel modo giusto: quelli che se ne sono andati alla fine del primo tempo contro il Villa domenica scorsa, quelli che nominano mille manager che sarebbero migliori di Wenger, quelli che hanno una lista infinita di giocatori che sarebbero centomila volte migliori dei nostri, quelli che prima si arrabbiano con il manager per aver ingaggiato un ragazzino di nome Oxlade-Chamberlain e poi si arrabbiano quando lo sostituisce con Arshavin.
Ammetto di essermi spesso lamentato con Wenger per la sua scarsa attività sul mercato (e confermo la lamentela!) ma sono orgoglioso di non fare parte dei contestatori a prescindere e non ho paura di confessare quante volte mi sono dovuto rimangiare le parole dopo essermi reso conto che avevo torto - e Wenger ragione.
È successo con Song, è successo con Sagna e recentemente anche con Koscielny (dopo l'orrore della finale di Carling Cup) e questo mi ha permesso di rendermi conto che conviene riflettere due volte prima di mettere in dubbio le decisioni di questo manager, che speriamo resti ancora a lungo sulla panchina dell'Arsenal - per il bene del Club.


COMMON GUNNERS!

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