mercoledì 1 febbraio 2012

FFP, Fair Play Finanziario: l'Arsenal c'è, voi a che punto siete?

Buona fortuna, Roi Michel...

Qualche giorno fa Michel Platini, boss della UEFA, ha mandato un segnale chiaro e minaccioso ai tanti top Club europei che si trovano ancora fuori dai parametri del famigerato Fair Play Finanziario - nuovo regolamento che impedirà alle società che non raggiungono almeno la parità di bilancio di partecipare ad una qualsiasi competizione continentale.
Ad oggi sono ben tredici i Club che non hanno ancora raggiunto i livelli economici imposti dalla UEFA e sebbene non siano stati fatti ufficialmente nomi, non è difficile immaginare quali siano questi bad boys europei: Manchester City? Manchester United? Milan? Inter? Oh yes...

Ad oggi l'Arsenal è già in linea con le direttive UEFA , come l'altro top Club virtuoso - il Bayern - e credo sia più che giusto rendere ad Arsène Wenger e tutto il board dell'Arsenal i meriti che hanno avuto nel mantenere il Club in salute sia dal punto di vista finanziario che da quello sportivo.
Si potrebbe fare facile ironia sottolineando l'assenza di trofei da ben sei anni ma è più saggio sottolineare il fatto che da 15 anni l'Arsenal è al top in Europa ed in Inghilterra, pur con la recente flessione, ed è considerato ad oggi un esempio da seguire a livello nazionale e continentale.

Cosa succederà ai cari amici del City quando bisognerà vendere a prezzi di saldo pur di rientrare nei paramentri del FFP? Cosa succederà a Ferguson e il suo United quando bisognerà rispondere dei debiti della famiglia Glazer? Cosa s'inventeranno Moratti e Berlusconi per aggirare di nuovo le regole e non farsi beccare da Platini e i suoi gendarmi?

Da sogno a miraggio, il rischio e' alto...
Questo è il grande punto interrogativo di tutta la faccenda: cosa faranno Platini e l'UEFA                quando si tratterà di mettere questi grandi Club dietro la lavagna? Spero, anzi esigo che CHIUNQUE non rispetti le regole venga automaticamente escluso da qualsiasi competizione europea aldilà di qualsiasi blasone, status e ricchezza.
Dal momento che esistono Club capaci di fondere un'ottima gestione finanziaria ad un'altissima competitività sul campo, è necessario che questi ultimi vengano premiati e sostenuti nella loro parabola invece di essere penalizzati - indirettamente - qualora vengano tollerate anche minuscole trasgressioni da parte di altri Club, too big to fail.

Temo che, visti gli innumerevoli sotterfugi e trucchetti finanziari esistenti al momento, il sogno della UEFA di un calcio sano e pulito finisca presto soffocato dalla prepotenza di chi si crede al di sopra delle regole, troppo influenti per seguire le norme applicate a qualsiasi altro Club d'Europa: chi si potrebbe immaginare una Champions League senza Real Madrid, Milan, Manchester United o Barcellona?
Nessuno, tanto meno i vari sponsor.
Proprio per questo, spingendo sulla relativa banalità di una Champions League senza grandi nomi, i Club potrebbero allearsi con i vari sponsor e mettere Platini spalle al muro: o con noi, o senza soldi.
Mi auguro che la UEFA e Platini, venuto il momento dell'inevitabile scontro, siano abbastanza forti da reggere l'immenso potere che il dio denaro metterà sul tavolo.

Il calcio eurpeo è ad un bivio e rischia realmente di farsi strangolare da interessi che nulla hanno a che fare con il pallone, è il momento di lasciare i bari al loro gioco e cercarsi un tavolo pulito a cui vince il più bravo, o magari il più fortunato, ma in cui tutti giocano con le stesse carte.

Voi vi siedereste ad un tavolo di poker al quale i vostri avversari giocano con un mazzo di carte composto interamente da assi?

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti