lunedì 20 febbraio 2012

Sunderland - Arsenal 2-0: Addio sogni di gloria, un'altra stagione in bianco


Tutti giu' per terra!


Come amaramente pronosticato - e mai come ora avrei voluto sbagliarmi - i Gunners hanno ancora una volta pagato dazio sul campo del Sunderland e detto addio anche all'ultimo traguardo della stagione, quella FA Cup che pareva essere il solo trofeo verosimilmente accostabile all'Arsenal questa stagione.
Complici le eliminazioni di Manchester United e Manchester City, la dispendiosa corsa con il gruppetto di testa che costa energie al Tottenham e la finale di Carling Cup che poteva saziare l'appetito del Liverpool, la coppa d'Inghilterra sembrava davvero essere l'occasione buona per interrompere il digiuno che dura ormai da sette anni.
E invece no.

L'amara sensazione di una stagione già virtualmente finita con ancora tre mesi di partite in calendario è molto difficile da metabolizzare, ancora una volta il mese di Febbraio si è rivelato decisivo per le sorti della squadra ed ancora una volta in negativo - proprio come l'anno scorso.
Se la stagione passata furono il Barcellona in Champions League e il Manchester United in FA Cup - oltre alla finale di Carling contro il modesto Birmingham - a decretare la fine dei voli pindarici di tanti Gooners, quest'anno sono i più modesti Milan e Sunderland a far calare il sipario su un'altra stagione deludente.
Zero a quattro in Champions League, zero a due allo Stadium of Light e buonanotte a tutti.
Quel che più mi ferisce di tutto questo scempio è quello zero alla casella dei gol fatti nei due incontri più importanti della stagione, quelli che avrebbero dovuto lanciare l'Arsenal verso una primavera eccitante e magari verso un trofeo, un successo liberatorio che riparasse tutti i cuori frantumati dalle ultime stagioni buie.
Fermatosi van Persie - che resta umano pur col suo talento extraterrestre - si è fermata tutta la squadra, incapace di creare un qualsiasi grattacapo ai difensori avversari; una volta che Re Mida ha perso i poteri, l'ottone è rimasto ottone e non si è più trasformato in quell'oro che fino ad ora aveva illuso tanti con il suo luccichío.
Una lezione da imparare in fretta per Arsène Wenger ma soprattutto per Walcott, Gervinho, Arshavin, Chamakh e Park - ovvero coloro che avrebbero dovuto sopperire in caso di bisogno alle défaillances del capitano: nessuno dei giocatori citati ha saputo alzare il proprio livello di gioco quando necessario, anzi spesso hanno tutti finito col dileguarsi non appena il gioco si è complicato.

Non sono pochi ora quelli che chiedono a gran voce una bella pulizia generale nello spogliatoio dell'Arsenal, a quanto pare ci sono parecchie foglie secche e troppi germogli che non danno frutti che sarebbe ora di rimuovere, pulire: sarebbe davvero ora di una bella rivoluzione, una bella ventata di novità che possa illuderci che tutto sia cambiato, che l'aria sia finalmente diversa e si possa tornare a sperare in qualcosa di bello per il futuro del Club.

L'autogol di Squillaci, l'inizio della fine
 Non sono però d'accordo con chi chiede anche un cambio di giardiniere, sono ancora convinto che Wenger sia la persona giusta per riportare l'Arsenal in posizioni più consone alle attese dei tifosi: senza parlare di riconoscenza, vorrei farvi notare che pur con giocatori evidentemente mediocri (lo dicono tifosi e stampa, dopo tutto!), Wenger non ha permesso che l'Arsenal scivolasse mestamente a metà classifica ma ha mantenuto il Club nell'élite europea - volenti o nolenti bisogna rendere omaggio a chi ha tenuto dietro di sè Tottenham e Liverpool pur con Squillaci, Chamakh e compagnia varia.
Vogliamo dire che era tutto merito di Fàbregas e Nasri? Facciamolo pure, ma il primo è stato infortunato spesso e il secondo non ha mai brillato in tutto il girone di ritorno dopo le magie del girone d'andata. Non c'era Vermaelen e van Persie è stato fuori cinque mesi, Ramsey era ancora in infermeria e Arshavin era già quell'oggetto misterioso che è ancora oggi.
A chi vogliamo dire grazie per essere arrivati davanti ad altri Club, più ricchi e attrezzati dell'Arsenal?

Per il futuro c'è solo una cosa che vorrei sapere, vorrei davvero capire se Gazidis e Kroenke stanno davvero mettendo a disposizione di Wenger quella barca di soldi che viene spesso citata sui tabloid oppure se quei soldi non ci sono e il manager è quindi costretto a comprare al discount anzichè nelle migliori boutique.
Personalmente credo più alla seconda ipotesi (anche se probabilmente la verità sta nel mezzo), e sarebbe quindi ora che il proprietario, il presidente e il direttore generale facciano chiarezza sulla situazione attuale del Club: o il manager è inspiegabilmente tirchio e crede che i soldi del Club siano soldi propri, temendo per la propria pensione, oppure la paghetta che gli allungano è proprio scarna.
Mi ricorda le tante pubblicità con l'asterisco, vorrei riuscire a capire se c'è la fregatura e dove si trova!


..e quello dello sfortunato Ox, uno dei pochi a salvarsi
 Per tornare alla partita, l'Arsenal è stato eliminato da due autogol ed è stato negato a van Persie un rigore abbastanza evidente quando si era ancora sullo zero a zero: non per accampare scuse, certo la fortuna era impegnata a fare altro sabato pomeriggio.
Domenica arriva il Tottenham per quello che fino a poche stagioni fa era un derby dalle forti tinte biancorosse e che è diventato una sorta di incubo da un paio di stagioni a questa parte: un'altra sconfitta e il processo di rivoluzione potrebbe subire un'accelerata imprevedibile, di sicuro è l'ultimo appello per i tanti calciatori che si stanno letteralmente giocando il futuro; in partite come questa solo quelli con carattere e talento saranno in grado di reggere la pressione, gli altri verranno inevitabilmente travolti e messi di fronte ad uno specchio che dirà loro quanto sono mediocri.
Domenica è l'ultima chiamata, chi risponde?

COMMON GUNNERS!

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