lunedì 13 febbraio 2012

Sunderland – Arsenal 1-2: Oops, he did it again! Henry trascina i Gunners al quarto posto

Rimonta completata e quarto posto agganciato!


Ebbene sì, Henry did it again! Non contento del tiro vincente in FA CUp contro il Leeds e della firma (per quanto ininfluente) sul match di Premier contro il Blackburn, l'attaccante da 229 gol con la maglia dell'Arsenal ha escogitato il migliore dei regali per salutare il campionato inglese e tutti i tifosi accorsi allo Stadium of Light per sostenere questa pazza squadra: al primo dei cinque minuti di recupero, eccolo quindi volare con il suo piedone ad accarezzare un pallone vagante in area di rigore e battere l'incolpevole Mignolet - regalando tre punti di un peso specifico inimmaginabile per la corsa al quarto posto.
Nonostante un campo davvero brutto, nonostante la giornata no di Walcott e Chamberlain, nonostante l'infortunio a Mertesacker e nonostante uno svantaggio shock a venti minuti dalla fine, i ragazzi di Arsène Wenger hanno saputo rialzare la testa ed andare ad espugnare un campo sul quale non vincevano dal 2008 - cortesia di Theo Walcott.


Il migliore terzino destro della Premier in azione

Con Rosicky e Chamberlain ancora una volta preferiti a Ramsey e Arshavin e con il ritorno a tempo pieno di Bacary Sagna sulla corsia di destra, sembrava che i Gunners potessero finalmente sfatare il tabù di uno stadio mai troppo amico ed un manager anch'egli mai troppo simpatico nei confronti del Club ma soprattutto di Wenger. Come spesso successo dalle parti di Sunderland, la partita è stata una vera e propria battaglia per i primi quarantacinque minuti e non ha prodotto molto a livello sia tecnico che emozionale, se non la sensazione che i superleggeri Gunners fossero pronti a vendere cara la pelle e rispondere colpo su colpo.
Un Arteta non troppo ispirato e Song troppo occupato a fare da frangiflutti nella propria trequarti hanno lasciato al solo Rosicky l'incombenza di creare azioni pericolose, rendendo quindi ogni velleità del Piccolo Mozart inutile; per quanto il centrocampista ceco abbia provato accelerazioni, verticalizzazioni o qualsiasi altro trucchetto dei suoi, il risultato è sempre stato mediocre.
Non per colpa sua, sia chiaro, ma per mancanza di collaborazione da parte di due esterni a cui Martin O'Neill ha messo un'ottima museruola e soprattutto del poco movimento da parte di van Persie, ben controllato da O'Shea e Turner; l'unica occasione utile  per l'olandese è stata infatti creata da un malinteso tra i due centrali, cui ha posto rimedio l'attento Mignolet andando a neutralizzare la girata del capitano dei Gunners.
Troppo poco per sperare di portare a casa tre punti.


No mercy: McClean porta in vantaggio i Black Cats

Con il secondo tempo che inizia sulla falsariga del primo, a più di un tifoso sarà passato per la testa che  - salvo episodi imprevedibili - il viaggio nel Tyneside e il freddo patito per tutti i novanta minuti sarebbero stati ripagati con un punticino praticamente inutile.
Ed ecco allora servito l'imprevisto: Mertesacker lascia scorrere dietro di sè un pallone appena recuperato da Sagna ma nel voltarsi dimentica una caviglia piantata nel terreno, con conseguente distorsione e caduta; il centrocampista McClean non ci pensa due volte e s'invola verso la porta, calcia potente e preciso col suo sinitro e batte l'incolpevole Szczesny.
Sunderland in vantaggio a meno di venti minuti dalla fine, Mertesacker portato fuori in barella e probabile sconfitta all'orizzonte - proprio mentre arrivano buone notizie da Liverpool, dove l'Everton stava battendo due a zero il Chelsea e l'aggancio poteva diventare possibile.

Non mi soffermo sulla questione fair play, mi limito a constatare che fosse successo in Serie A saremmo ancora intenti ad analizzare moviole, ascoltare opinioni di esperti e chiedere l'arresto per McClean: invece niente proteste, se non un timido braccino di Koscielny nemmeno troppo convinto.
Ironico il fatto che il protagonista della vicenda si chiami McCLEAN -che in inglese significa PULITO: nomen omen, o forse no!
A quel punto credevo che la frittata fosse servita, con contorno di recriminazioni per l'ennesima occasione buttata al vento ed un quarto posto che si faceva via via sempre più impossibile da raggiungere.

Addio (?) alla Premier nel migliore dei modi

Ci hanno pensato Ramsey, Arshavin, Henry e la Dea Bendata a ridarmi speranza e trasformare un pomeriggio da incubo in un pomeriggio perfetto: vittoria e aggancio al quarto posto, ad oggi di proprietà dell'Arsenal che può di nuovo diventare padrone del proprio destino.
Un altro dettaglio che ha reso il pomeriggio ancora migliore è stato vedere i tre subentrati - Ramsey, Arshavin e Henry - cambiare le sorti della partita: niente male per uno come Arsène Wenger che un paio di settimane fà era un incompetente che sbagliava le sostituzioni!
Il tempo è  come sempre galantuomo e oggi ha dimostrato, se ce n'era ancora bisogno, che bisognerebbe contare fino a un milione prima di esprimere un qualsiasi giudizio su un partita di calcio, o sul calcio in generale, tanta è la volatilità dell'argomento trattato.

Ora sotto con il Milan, come sempre l'Arsenal andrà a San Siro con la ferma intenzione di segnare quel gol (o quei gol) in trasferta che nelle competizioni europee valgono più dell'oro.
Non fosse per Ibrahimovic, il Milan non mi farebbe così tanta paura ma data la presenza dello svedese non posso certo dirmi tranquillo per la partita di martedì: sono convinto al 100% che l'Arsenal è nell'insiem superiore alla squadra di Allegri, gioca un calcio migliore ed è in condizioni migliori rispetto ai rossoneri ma loro hanno una cerchia di solisti che può chiudere un partita da un momento all'altro.
Non vedo l'ora di sedermi al mio posto nel primo anello arancio dello stadio Meazza e vedere che effetto farà guardare i Gunners dal vivo - gentile regalo della migliore Gooner d'Italia (e Svizzera!).


COMMON GUNNERS!

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