26 marzo 2012

Arsenal - Aston Villa 3-0: Arriva il settimo sigillo, la corsa alla Champions sorride sempre di più ai Gunners

Settima vittoria di fila, terzo posto consolidato - Emirates in delirio


Complice il pareggio tra Chelsea e Tottenham nel primo pomeriggio, una vittoria contro l'Aston Villa di McLeish era diventata talmente importante da poter virtualmente innervosire l'Arsenal - o almeno così credevo.
Perchè in realtà fin dai primi secondi i Gunners hanno preso in mano la partita e costretto i Villans nella propria metà campo, impedendo qualsiasi contropiede e aumentando senza sosta la pressione sulla difesa ospite.
Proprio come successo contro l'Everton una settimana fa, gli uomini di Arsène Wenger sono partiti con piglio deciso e - nonostante non abbiano immediatamente trovato il gol - hanno fatto capire ai rivali che non ci sarebbe stata storia in campo, che il primo gol sarebbe stata solo una questione di tempo.
Puntualmente, infatti, è arrivata la prima marcatura stagionale del redivivo Kieran Gibbs, seguita poi dalla pregevole rete di Theo Walcott - imbeccato magistralmente da Alex Song.


Theo si dimostra un attaccante sempre piu spietato

A differenza di quanto successo a Goodison Park, tuttavia, questa volta i Gunners non hanno permesso all'Aston Villa di rientrare in partita e hanno di fatto tagliato tutti i rifornimenti a Heskey, Albrighton e Agbonlahor - tutti e tre quasi invisibili per tutti i novanta minuti.
Ancora una volta il pressing asfissiante ed estremamente ben organizzato dell'Arsenal ha soffocato ogni velleità degli ospiti, costringendoli ad appoggi sbagliati o rinvii affrettati  che hanno avuto come risultato il dominio assoluto dei padroni di casa: dopo un quarto d'ora il possesso palla era già esclusivamente dell'Arsenal, con Petrov e compagni costretti a rincorrere avversari rapidi, precisi e incisivi in ogni zona del campo.
Il trio Arteta-Song-Rosicky ha distribuito il pallone con estrema precisione e fluidità, Sagna e Gibbs hanno incessantemente supportato Walcott e Gervinho sugli esterni e di conseguenza la partita dell'Aston Villa si è maledettamente complicata, fino all'inevitabile crollo.
In difesa tutto è filato estremamente liscio - nonostante il problema che ha costretto Koscielny ad un forfait dell'ultimo secondo - soprattutto vista la pochezza di Emile Heskey; se si eccettuano un paio di disimpegni allegri di Sczcesny e un retropassaggio sciagurato del rientrante André Santos, i tifosi dell'Arsenal non hanno mai dovuto temere per il risultato finale.


Forte e preciso...e senza nemmeno spettinarsi!

Tra i tanti protagonisti della partita bisogna assolutamente spendere due parole per Alex Song, ancora una volta impressionante per mole di lavoro e qualità dei passaggi: se non ho perso il conto, quello di ieri è il nono assist della stagione e quel delicato pallonetto oltre le teste dei difensori avversari sta pian piano diventando un marchio di fabbrica: niente male per chi dovrebbe fare il mediano e strappare palloni agli avversari.
Si fà un gran parlare di Scott Parker, di Cheikh Tioté e di Yaya Touré ma dei tre solo quest'ultimo è in grado di coniugare così bene il lavoro sporco del mediano con la visione di un vero numero otto - capace di passaggi precisi e soprattutto incisivi.
Non bisogna dimenticare peró che Song deve ancora compiere 25 anni e non ha l'esperienza internazionale che il 28enne Yaya Touré ha maturato a Barcellona - per questo credo che Song possa davvero diventare un centrocampista da sogno nei prossimi due o tre anni, a patto di mantenere la grande umiltà che gli ha permesso di trasformarsi da brutto anatroccolo in uno splendido cigno.

Un'ultima citazione per il bolide con cui Mikel Arteta ha messo la ciliegina sulla torta, una punizione da trenta metri come non se ne vedevano da un po' all'Emirates Stadium: in un'epoca che raramente ci ha fatto vedere una bella conclusione dalla lunga distanza da parte di un giocatore dell'Arsenal, è fantastico sapere che da un momento all'altro questo basco dall'acconciatura sempre impeccabile possa cambiare una partita in questo modo.

Complice il pareggio tra Blues e Spurs, eccoci quindi belli saldi al terzo posto con tre punti di vantaggio sugli uomini di Redknapp e ben otto sul Chelsea di Di Matteo: mancano otto partite alla fine, otto ostacoli da superare per sigillare questa impressionante rimonta e riaccendere quell'entusiasmo sparito dopo l'inizio di campionato disastroso e il black-out invernale.
Non fosse stato per quella sfilza di pareggi e sconfitte contro Wolves, Fulham, Swansea e Bolton avremmo potuto vivere un finale di stagione elettrizzante ma accontentiamoci ora di ammirare questo Arsenal al massimo della forma e speriamo si stiano costruendo le basi per una stagione - la prossima - che ricompensi tifosi, giocatori e manager per la loro cieca fedeltà allo stile Arsenal.

COMMON GUNNERS!

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