mercoledì 7 marzo 2012

Arsenal - Milan 3-0: anche senza miracolo, tre volte grazie

Peccato...ma Rosicky e gli altri possono essere orgogliosi di quanto mostrato contro il Milan


Ci voleva un miracolo, come hanno detto all'unisono manager e giocatori, e purtroppo non c'è stato; sarebbe stata la più grande rimonta nella storia della Champions League, purtroppo l'Arsenal non è riusciuto a superare l'ultimo, insormontabile gradino e ha dovuto fermarsi ad un passo dalla Storia (del calcio).
Questa partita serviva - più che a rincorrere un'impossibile qualificazione - a ripristinare l'orgoglio e l'immagine dell'Arsenal in Europa e nel Mondo, dopo la colossale batosta di San Siro: missione compiuta.

Koscielny apre le danze dopo appena sette minuti
Bisogna rendere omaggio a Wenger per aver motivato i suoi giocatori a provare una missione impossibile, averli convinti che sarebbe potuto succedere e aver dato loro tutte le armi possibili per rincorrere l'imponderabile: con la formazione - un po' per scelta e molto per necessità - ha dato coraggio ai suoi; con la tattica ha permesso alla difesa d'imbrigliare Robinho e annullare Ibrahimovic.
Dopotutto Arsène Wenger avrebbe potuto risparmiare van Persie, Walcott e Rosicky in vista della delicata sfida contro il Newcastle, per evitare affaticamenti o magari infortuni.


Rosicky ha alimentato le speranze al 26' minuto

Cosa sarebbe successo se ieri sera van Persie si fosse fatto male? Chi avrebbe difeso il coraggio dell'alsaziano nel voler rincorrere un risultato fuori portata? Vi lascio la risposta.
Ai giocatori va dato atto del grande cuore e della fantastica concentrazione messi in campo per tutti i 94' giocati a ritmi folli; fino a quando le gambe hanno retto, c'era una sola squadra in campo.
Resta il rammarico, restano i se e i chissà che ora frullano nella testa: chissà come sarebbe andata con un paio di giocatori in più (Ramsey e Arteta) a disposizione invece di Ozyakup; chissà come sarebbe andata se al posto di Chamakh fosse subentrato Henry; se invece di Park ci fosse stato Benayoun a sostituire l'acciaccato Walcott, come sarebbe andata?
Ma una più di altre: chissà come sarebbe andata se avessimo giocato meno peggio a Milano.
Quello è il più grande rimpianto, essersi complicati la vita più dell'immaginabile in trasferta - giocando la peggior partita di sempre in Europa.

van Persie ci ha fatto credere che fosse davvero possibile
Non è tempo di "piangere sul latte macchiato", come dice un poeta contemporaneo, bisogna continuare a costruire su questo momento estremamente positivo che ha visto i Gunners raccogliere tre risultati eclatanti - per quanto l'ultimo sia inutile - e conservare lo slancio delle ultime settimane per eliminare un'altra concorrente alla qualificazione per la prossima Champions League, quel Newcastle che resta sorprendentemente in scia a Chelsea e Arsenal. Si gioca all'Emirates, dove segnare tanti gol sembra una cosa facile, di questi tempi, e l'occasione è davvero ghiotta.
Il tutto sperando in un altro scivolone degli Spurs, ormai non troppo distanti.
Il vero obbiettivo dell'Arsenal è quello, ritrovarsi la prossima stagione a girare i campi europei della Champions League: senza questo è facile prevedere un altro mini-esodo, con la qualificazione in tasca invece ecco che la conferma di van Persie apparirebbe meno improbabile, soprattutto se confermati gli arrivi di Podolski e Verthongen, o qualsiasi altro giocatore di qualità che possa restituire un po' di ottimismo per le stagioni future.


Una citazione speciale per la partitae del piu' giovane di tutti,
quel Chamberlain che ci ha incantati

Ripensando alla partita di ieri, lasciata da parte quel pizzico di amarezza, resta un senso di orgoglio per quanto fatto vedere dalla squadra, dal manager e dall'Emirates Stadium.
Mai avrei osato sperare di avere la possibilità di anche solo credere nella rimonta, eppure a fine primo tempo sembrava tutto tranne un'utopia.
Mai avrei osato sperare di vedere una linea difensiva perfetta, che ha messo in fuorigioco Ibrahimovic e compagni per ben 9 volte.
Mai avrei osato sperare di ammirare quel ragazzo di appena 18 anni farla da padrone tra van Bommel, Nocerino e Emanuelson, eppure Oxlade-Chamberlain ha giocato una partita da applausi per coraggio, personalità ed maturità.
Mai avrei osato sperare di ritrovare il Rosicky di Dortmund, dopo anni di infortuni e prestazioni incolori.
Mai avrei osato sperare di vedere i "fuoriclasse" del Milan terrorizzati a morte da un Arsenal decimato e disperato.
Mai avrei osato sperare in una notte del genere, nonostante l'amarezza.


COMMON GUNNERS!

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