giovedì 22 marzo 2012

Everton - Arsenal 0-1: SESTA vittoria di fila, più lo sfizio di aver superato gli Spurs - serve altro?

Thomas Vermelen segna il gol decisivo - e sono gia' cinque in questa stagione!


Difficile trovare il modo di esprimere il sollievo provato quando l'arbitro ha fischiato la fine della battaglia di Goodison Park, tanta era la paura di venire beffati all'ultimo secondo e non approfittare delle sconfitte di Chelsea e Spurs; i tre punti conquistati a casa dell'Everton di Moyes hanno infatti permesso a Wenger e i suoi di aggiungere altri tre punti di distanza tra sè e il Chelsea in ottica quarto posto ma soprattutto hanno consentito ai Gunners di superare il Tottenham al terzo posto - il che rappresenta la doppia soddisfazione del primato cittadino e (ancora più importante) l'accesso diretto alla Champions League, senza passare per i pericolosi preliminari estivi.

Inutile sottolineare quanto il campionato sia ancora lunghissimo, dovendo ancora affrontare nove partite di cui quattro fuori casa e due delle restanti cinque da giocarsi all'Emirates Stadium contro avversari di calibro quali Manchester City e Chelsea.
Fortunatamente per i Gunners anche il calendario delle avversarie non è dei più facili, specialmente per i Blues di Di Matteo che sono accoglieranno il Tottenham proprio domenica prossima, quindi la lotta è più che aperta sia per il terzo che per il quarto posto.
Sabato arriva l'Aston Villa di McLeish, già battuto sia in campionato a Villa Park che in FA Cup all'Emirates, e sarà indispensabile mantenere altissima la concentrazione e non farsi cogliere di sorpresa da una squadra quantomeno imprevebile come i Villans; un po' sulla falsariga dell'Everton, gli uomini di McLeish sono capaci di tutto, dalla prestazione inguardabile alla partita perfetta, proprio come mostrato contro l'Arsenal in coppa: primo tempo da dieci e lode, chiuso in vantaggio per due a zero, e ripresa da incubo con tre gol (di cui due rigori) regalati ai Gunners in nemmeno dieci minuti.


Sagna, uno dei migliori a Goodison Park

Indubbiamente l'Arsenal ha i mezzi per portare a casa altri tre punti pesantissimi ma il rischio concreto è quello di andare in carenza di energie, sia fisiche che mentali, dopo le strepitose sei vittorie di fila registrate fino a qui, con tanto di rimonte all'ultimo secondo; se l'entusiasmo e l'autostima resteranno integre allora la fatica non sfiorerà nemmeno i giocatori e per questo sarebbe ideale mettere la partita in cassaforte il prima possibile - proprio come si è cercato di fare a Goodison Park con un inizio di partita a mille all'ora.
Vuoi per imprecisione, vuoi per sfortuna, si è dovuto soffrire fino all'ultimo secondo e si è dovuto anche ringraziare il guardalinee John Flynn per il colossale errore nell'annullare il gol del pareggio di Royston Drenthe - tutte cose che vorrei evitare quando i Villans arriveranno all'Emirates.

Grande merito della vittoria va sicuramente attribuito ad un linea difensiva impeccabile - eccezion fatta per quel fuorigioco sbagliato che poteva essere fatale - capace di contenere la fisicità di Jelavic e Fellaini oltre alla velocità di Pienaar e lo stesso Drenthe; guidati dalle indicazioni di Sczcesny, i quattro difensori si sono mossi come un'unità ben coordinata e non hanno mai lasciato ai Toffemen una vera e propria occasione da gol ma solo mischie su mischie in mezzo all'area, tutte sbrogliate prontamente e coraggiosamente.
Un grande applauso quindi a Sagna, Koscielny, Vermaelen e Gibbs per la determinazione e la concentrazione mostrate per tutti i novanta minuti - anche quando i palloni hanno iniziato a piovere in area uno dopo l'altro.

Come ha detto Arsène Wenger, il più difficile arriva proprio ora: con il traguardo raggiunto e la consapevolezza di aver fatto qualcosa di straordinario nell'ultimo mese e mezzo, i Gunners corrono seriamente il rischio di rilassarsi e riprendere fiato - un errore che potrebbe essere irrecuperabile.
Il manager alsaziano dice che dopo le delusioni vissute la stagione scorsa non esiste la possibilità che i suoi abbassino la guardia, io come sempre non posso che fidarmi del vecchio Arsène.

COMMON ARSENAL!

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