martedì 17 aprile 2012

Arsenal - Wigan 1-2: Blackout totale, Champions di nuovo in bilico!

Latics in festa...beati loro...


Franco Di Santo e Jordi Gomez obbligano l'Arsenal a lasciare sul prato amico l'intera posta in palio all'Emirates Stadium in questo trentaquattresimo turno di Premier League; più che dai due marcatori dei Latics, i Gunners sono stati condannati in primis dalla loro imprecisione e dalla scarsa lucidità mostrata fin dall'inizio: ancora una volta un corner a favore diventa nel giro di pochi secondi un pericolo per la propria porta anzichè un'occasione da gol per gli uomini di Wenger - uno scenario visto troppo spesso negli ultimi anni.
Sono d'accordo nel mandare più uomini possibili nell'area avversaria, ma perchè allora non ricorrere a quella abominabile ma talvolta indispensabile pratica che risponde al nome di fallo tattico?
I casi purtroppo sono due, o si mandano tanti uomini in attacco ma si ricorrere a quest'arma antisportiva oppure si decide di rendersi un po' meno pericolosi nei sedici metri degli avversari ma ci si copre in caso di contropiede fulmineo - di certo però non si può continuare a regalare gol come quello segnato da Aguero in Carling Cup o da Di Santo ieri sera.
Lascio ad Arsène Wenger la scelta.


Vermaelen prova a riportare i Gunners in carreggiata
 Nonostante il fumineo raddoppio degli uomini di Martinez, questa volta risultato di una bella manovra corale e una discreta dose di fortuna, l'Arsenal è stato bravo a rimettersi subito in piedi e partire all'arrembaggio della porta del bravo (ma insostenibilmente perditempo) Al Habsi, sempre attento nella difesa della propria porta.
Il gol di Vermaelen ha riacceso una speranza di rimonta ma quando Mariner ha mandato le squadre nelle spogliatoio per l'intervallo, con il risultato ancora fermo sull'uno a due per gli ospiti, ho avuto l'impressione che non ci fossero più energie per rincorrere l'ennesimo ribaltamento di risultato.
Al rientro dagli spogliatoi i ragazzi di Wenger sono subito apparsi confusionari, individualisti (soprattutto con gli innesti di Chamberlain e Gervinho) e troppo disuniti per portare veri pericoli alla porta del Wigan.
Bravi gli avversari a non farsi schiacciare nella propria metà campo dai Gunners, volenterosi ma inefficaci, mantenendo bene il pallone e andando un paio di volte vicini al gol dell'uno a tre che avrebbe chiuso anzitempo la partita ma credo che il loro compito sia stato facilitato non poco dalla prova opaca di tanti giocatori dell'Arsenal.
Come già successo, perso Arteta per infortunio (pare che la caviglia abbia fatto crac, ma speriamo non sia vero) ecco che la manovra dei Gunners ha perso di logica e fluidità - affidata alla scarsa vena di Ramsey e alle (mancate) accelerazioni di Walcott e Benayoun.
Il solo Rosicky è stato in grado di mettere in piedi qualche azione interessante ma la scarsa assistenza di tutta la linea offensiva - van Persie in primis - lo ha presto lasciato solo nelle proprie buone intenzioni.

van Persie troppo concentrato sugli avversari
e non abbastanza sul suo talento
Troppi sfondamenti palla al piede, finiti sistematicamente sul muro eretto dalla retroguardia avversaria, e pochissimi fraseggi negli ultimi sedici metri sono sfociati in un secondo tempo frustrante, il cui momento culminante è certamente stato la bordata di fischi piovuti su Gervinho dopo l'ennesimo pallone perso malamente.
Non saprei chi tra Walcott, lo stesso ivoriano e Chamberlain abbia perso più palloni nell'ultima mezz'ora di partita, certo è che in termini di contributo effettivo nessuno dei tre merita la sufficienza per quanto mostrato in campo.
Questa volta nemmeno van Persie, apparso molto nervoso, ha trovato il colpo di genio in grado di ribaltare le sorti della partita e si è quindi arrivati fino al triplice fischio senza avere una vera opportunità di trovare almeno il pareggio: qualche mezza occasione, qualche pallone in area ma poco più - in ogni caso non abbastanza per portare a casa almeno un punto.
È vero che i giocatori del Wigan hanno probabilmente infranto il record di minuti persi durante una partita di calcio, ritardando sistematicamente la ripresa del gioco e restando per lunghissimi minuti a terra dopo ogni contrasto, ma la cosa non dovrebbe certo sorprendere visto che tre punti raccolti all'Emirates possono fare un'enorme differenza nella corsa alla salvezza.
Non me la sento di gettare la croce addosso a Di Santo e compagnia, pur non approvando il loro becero comportamento, semmai l'arbitro avrebbe potuto limitare questa pratica sventolando qualche cartellino giallo in più anzichè ammonire Al Habsi ad una manciata di secondi dalla fine.

Sabato prossimo arriva il Chelsea e l'Arsenal sarà chiamato a rimettersi subito in sesto se vogliamo conservare il vantaggio che ci vede ancora in testa nella corsa al terzo posto: una vittoria e i Blues sarebbero definitivamente tagliati fuori dalla corsa, una sconfitta ed ecco che la bagarre sarebbe ancora più complicata, con quattro squadre racchiuse in un pugno di punti e poche partite da giocare.
Quel che mi preoccupa di più è la probabile assenza di Mikel Arteta, ho una paura folle che i Gunners perdano da subito il filo del gioco e s'innervosiscano - lasciando che il Chelsea prenda il comando delle operazioni.
Mi piace sperare invece che l'occasione sia propizia per un'improvvisa rinascita di Aaron Ramsey: è vero che il gallese è lontano dalla forma migliore, non condivido però tutte le critiche che gli stanno piovendo addosso.
Il ragazzo non ha ancora ventidue anni, è alla prima stagione in un campionato impegnativo come la Premier League e per di più nel cuore di una delle squadre più esigenti in termini di tecnica e visione come l'Arsenal; il gallese ha il merito di non nascondersi mai, anche quando le cose non gli riescono come in questo momento, il che mi basta per sapere che il vero Ramsey tornerà presto alla ribalta.
E chissà che quel momento non sia più vicino di quanto sembri.


COMMON GUNNERS!

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