venerdì 13 aprile 2012

Da LehmannLaurenTouréCampbellCole a SzczesnySagnaKoscielnyVermaelenGibbs: Arsène Wenger ha finalmente (ri)trovato la formula magica?

The Invicibles, il prototipo della squadra perfetta. Wenger ci sta lavorando...

Si respira un'aria nuova attorno a London Colney e all'Emirates Stadium, una certo profumo di solidità e unione che non si respirava da parecchi anni - dagli anni dei successi e dei fasti wengeriani. Da qualche mese a questa parte è tornata quella certa essenza di affidabilità che ha contraddistinto i momenti più vincenti della lunga era dell'alsaziano sulla panchina dei Gunners, quelli durante i quali gli avversari temevano le scorribande di Pires, Ljungberg, Bergkamp e Henry ma sapevano anche che stuzzicare la difesa dei Gunners voleva spesso dire finire malconci.
Non era un bel compito dover lottare su ogni pallone con due colossi come Sol Campbell e Kolo Touré, con i loro muscoli e la loro determinazione, e non era certo più piacevole dover sfidare a duello Lauren da una parte e Ashley Cole dall'altra per sperare di poter mettere al centro un pallone pericoloso;  ammesso di farcela, bisognava pur sempre superare l'attenta guardia del portiere tedesco Jen Lehmann, sbeffeggiato in Italia e rinato in patria prima di raccogliere la pesantissima eredità di David Seaman.
Arsène Wenger sembrava infatti aver trovato la formula perfetta per far convivere un attacco arrembante e una difesa impenetrabile, formula che ha poi portato agli Invincibles e alla loro clamorosa serie di 49 partite senza sconfitte; con il passare delle stagioni però quella ricetta segreta è andata in qualche modo smarrita e man mano che Wenger perdeva i pezzi sembrava impossibile trovare dei nuovi elementi in grado di continuare questa gloriosa tradizione, iniziata da George Graham e i suoi leggendati Back Four (Dixon-Bould-Adams-Winterburn più Seaman in porta).
Sono arrivati i tempi dei Senderos, dei Silvestre, dei Traoré e degli Almunia a spezzare quella lunghissima catena di difensori impeccabili e cancellare lentamente la rinomata affidabilità del sistema difensivo dei Gunners; a volte lo scintillante gioco offensivo di Wenger ha aiutato a mascherare questo enorme difetto ma troppo spesso l'errore (collettivo o individuale) ha compromesso ogni possibilità di successo alla squadra.

Bisogna toccare il fondo...
Nonostante la pressione crescente dei tifosi e probabilmente a causa del budget striminzito, il manager francese ha insistito nel dare fiducia a tutti quegli elementi che - agli occhi di tanti - sembravano non essere all'altezza della storia dei Gunners: incurante delle critiche e sicuramente a corto di possibilità, Wenger ha dato ad ognuno dei sopracitati giocatori numerose possibilità di guadagnarsi la fiducia dei sostenitori, senza che nessuno fosse tuttavia in grado di cogliere la palla al balzo.
Tanti, me compreso, si chiedevano perchè l'alsaziano non volesse lanciarsi sul mercato alla ricerca di un portiere (un esempio a caso) o di un difensore centrale di rinomata caratura mentre spendeva buona parte delle risorse del Club per due semi-sconosciuti come il belga Thomas Vermaelen e il francese Laurent Koscielny: il primo veniva dall'Ajax ma non sembrava rappresentare il prototipo dell' imponente difensore centrale che avrebbe potuto reggere un duello con Drogba o Fernando Torres, per non parlare poi di Koscielny - prelevato dal Lorient dopo appena una manciata di partite nel massimo campionato francese.
Durante quelle sessioni di calciomercato di faceva un gran parlare di Phil Jagielka e Gary Cahill, due difensori già abituati alla Premier League e nel giro della Nazionale inglese, ed ecco che Arsène mette sotto contratto due carneadi.
Come sempre!

Stesso discorso per la fascia destra, quando l'arrivo del francese Bacary Sagna dall'Auxerre aveva fatto storcere più di un naso e alzare più di un sopracciglio: in quel momento il titolare sembrava dovesse essere l'inesperto Eboué, perchè non andare alla ricerca di un navigato terzino destro che conoscesse il mondo della Premier?
In porta - e per il ruolo di riserva di Almunia, per di più - era sbarcato uno sconosciuto polacco di nome Lukasz Fabianski: circolavano i nomi di Shay Given e perfino Gianluigi Buffon, potete immaginare la delusione di molti.

...per poter tornare al massimo...
Eppure Wenger aveva in mente un piano ben preciso, aveva a quanto pare visto più lontano di tanti Gooners in giro per il mondo e non cambiò idea nemmeno dopo l'inspiegabile pasticcio di Koscielny nella sciagurata finale di Carling Cup dell'anno scorso, finita col tragicomico malinteso tra il difensore francese ed un giovane portiere dal nome impronunciabile ed il conseguente gol di Oba Martins.
Oggi in tanti hanno capito perchè Wenger si è sobbarcato sberleffi e critiche feroci continuando a costruire la sua difesa, con i suoi uomini scelti uno per uno: l'oggetto misterioso Sagna è diventato uno dei migliori terzini destri al mondo, Koscielny e Vermaelen hanno messo in piedi un'intesa al limite della perfezione e possiedono entrambi quel mix di cattiveria e classe che li ha resi pressoché insuperabili nelle scorse settimane e il giovincello Gibbs, troppo spesso penalizzato dagli infortuni, ha dimostrato perchè Wenger lo ha sempre voluto in squadra nonostante la fragilità e l'inesperienza.
Si è dovuto arrendere per quanto riguarda il portiere, accantonando finalmente Manuel Almunia, e ha anche dovuto rigraziare la (s)fortuna che ha accelerato l'inserimento in squadra di Wojciech Szczesny al posto del connazionale Fabianski.
Ognuno dei difensori titolari attuali ha dovuto fare i conti con un momento difficilissimo, ha dovuto sormontare un errore imperdonabile (Szczesny e Koscielny al Millenium Stadium, Gibbs in semifinale di Champions League) o un infortunio grave (Sagna quest'anno, Vermaelen tutta la stagione scorsa) e sta ora raccogliendo i frutti dello sforzo fatto per tornare al top; il resto lo ha fatto il nuovo assetto tattico voluto da Wenger e la crescita esponenziale di Alex Song davanti alla difesa, ma più di ogni altro il fattore che ha trasformato la difesa colabrodo dell'Arsenal in una retroguardia affidabile è stato lo spirito di sacrificio che sta animando tutti i giocatori, la voglia di lavorare l'uno per l'altro e il combattere tutti assieme, come una vera squadra.
Non dimentichiamo che l'Arsenal degli Invincibili poteva contare su Vieira e Gilberto Silva per contenere gli avversari e aveva in Henry e Bergkamp i primi difensori.

...anche quando sempre impossibile rialzarsi.
Pazienza se per arrivare a questo risultato si sono dovuti sacrificare giocatori dall'ego troppo candido per essere sporcato come Nasri, Adebayor, Gallas o Ashley Cole, perchè adesso la via che porta al successo sembra molto meno impervia rispetto a qualche mese fa.
La squadra attuale avrà anche nomi meno altisonanti ma sembra avere coraggio da vendere e un furore sconosciuto - oltre ad un umiltà che spesso non era proprio di casa all'Emirates.
Fino a quando le teste dei giocatori rimarranno basse e se non verrà dato spazio alla compiacenza, questo Arsenal potrà tornare a dire la propria nei quartieri alti e zittire finalmente tutti quelle critiche ingenerose e i toni sarcastici di tanti avversari e giornalisti.

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