lunedì 2 aprile 2012

Q.P.R. - Arsenal 2-1: Una sconfitta, una lezione da imparare ma non una CATASTROFE!

SAMBA time...Diakite mette K.O. i Gunners


Dopo sette vittorie di fila, eccoci di nuovo a commentare una sconfitta - per di più arrivata contro la meno pericolosa delle squadre che restano da affrontare da qui alla fine del campionato.
Non c'è molto di cui essere fieri, siamo tutti d'accordo, ma non vedo nemmeno molte ragioni per cadere in depressione dopo la partita di Loftus Road: su un campo infame, contro una squadra che ha rifiutato di giocare a calcio preferendo rinunciare completamente a costruire, si può anche perdere.
Non dovrebbe succedere, ma capita.
Shit happens...

Quando non si riesce a far valere la propria superiorità tecnica, si finisce inevitabilmente su un terreno di scontro non familiare, assolutamente ostile a cospetto del quale è molto difficile trovare una maniera rapida per adattarsi.
Ancora una volta Matk Hughes - proprio come ai tempi del Blackburn - ha costruito il proprio successo sul buon vecchio Kick&Push britannico e ha certamente goduto del trattamento di favore dell'arbitro Mike Dean, reticente nel sanzionare un uso del corpo apparso a tratti eccessivo da parte soprattutto di Mackie e Zamora.
Niente di trascendentale, intendiamoci, ma se l'arbitro avesse anche solo parzialmente impedito ai due attaccanti di usare le maniere forti contro Koscielny e principalmente Vermaelen, ecco che i padroni di casa sarebbero stati privati della loro strategia preferita - o forse l'unica.

Vermaelen ha vissuto in pomeriggio da incubo
Bisogna però tassativamente rendere merito allo spirito combattivo, alla volontà e all'ardore messi in campo dai giocatori del QPR, sempre i primi ad arrivare sul pallone e sempre i più determinati quando si trattava di attaccare come di difendere.
Resto convinto che la vittoria sia una ricompensa troppo grande per quanto mostrato dagli Hoops, sono tuttavia altrettanto convinto che la sconfitta sia la giusta punizione per un Arsenal spaesato, lento e confusionario. Ancora una volta Arsène Wenger ha schierato Ramsey sull'esterno di sinistra - preferendolo a Chamberlain e Gervinho - ed ancora una volta il gallese non ha lasciato la minima traccia sulla partita: cosa pretendere da un regista puro chiamato a fare l'attaccante esterno? Aaron Ramsey non ha lo spunto dell'ala, nonostante un buon dribbling e tanta buona volontà.
Credo che al momento Wenger non possa togliere un Rosicky in forma smagliante ma allo stesso tempo voglia concedere minuti al centrocampista ex Cardiff per continuare il lavoro di sviluppo e affinamento che dovrebbe portarlo ad essere un cardine dell'Arsenal del futuro.
Questo non è certo un buon segno per Gervinho, che non vede una maglia da titolare da quando è rientrato dalla coppa d'Africa: se all'inizio gli è stato concesso tempo per adattarsi alla Premier League, in queste ultime settimane le sue prestazioni spesso inconcludenti sono finite sotto la lente d'ingrandimento senza le tante attenuanti dell'estate scorsa.
L'ivoriano è chiamato adesso a ritrovare la verve dello scorso autunno ma soprattutto il coraggio di osare il dribbling, magari anche la conclusione invece di portare a spasso il pallone in zone periferiche del campo - spetterà a lui quindi decidere se mettersi in prima fila per l'inizio della prossima stagione o restare un jolly da utilizzare saltuariamente.

Nonostante una prova incolore, Walcott aveva riportato
in parita' i Gunners
La partita di Loftus Road ci ha mostrato senza pietà quanto a questo Arsenal manchi un giocatore mancino sulla fascia sinistra, uno al quale i difensori non possano offrire la corsia esterna contando sul fatto che il cross che ne seguirà sarà quasi sicuramente inefficace: non è un caso che gli unici pericoli da quella parte siano creati da Kieran Gibbs, il solo non costretto a rientrare verso l'interno per mettere al centro un pallone pericoloso, come è il caso per Chamberlain e Gervinho: ormai i terzini sanno alla perfezione che sia il giovanissimo inglese che l'ivoriano preferiranno tornare sul destro per crossare o concludere quindi cercano di spingerli il più possibile verso la linea di fondo e forzare un cross impreciso.
Urge una soluzione, soprattutto in vista dell'arrivo del Manchester City domenica prossima: i Citizens hanno un disperato bisogno di vincere per restare il più vicino possibile ai cugini dello United - soprattutto se i Red Devils batteranno il Blackburn stasera - ma sono anche molto nervosi e disuniti in questo momento: prepariamoci ad una partita molto fisica quindi, ci vorrà lo stesso Arsenal iper concentrato che abbiamo ammirato fino a venerdì scorso.
Sono d'accordo con van Persie quando dice che un calendario impegnativo come quello che attende i Gunners da qui alla fine non debba per forza essere un male: come abbiamo visto sabato scorso, affrontare squadre con l'acqua alla gola può rivelarsi molto più complicato che giocarsi uno scontro diretto con Chelsea, Tottenham o Newcastle.
Sembra un paradosso, ma abbiamo imparato durante gli ultimi anni che l'Arsenal finisce sistematicamente in difficoltà contro squadre chiuse in difesa e asfissianti a centrocampo - come mostrato da QPR, Bolton, Wolves e Fulham.
Vediamo quindi come reagiranno i ragazzi di Wenger a questa inaspettata sconfitta e soprattutto come affronteranno sette partite che decideranno tutto - come mai prima d'ora: Arsenal, Tottenham, Chelsea e Newcastle sono tutte chiamate ad un finale di campionato al cardiopalma che potrebbe in un batter d'occhio portarle indifferentemente dal terzo al sesto posto.
Ci vogliono nervi saldi, sarà un buon test per tutti.


COMMON ARSENAL!

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti