mercoledì 30 maggio 2012

A Day to Forget: 20 Agosto 2011, Arsenal vs Liverpool 0-2

Ultima da Gunner per Samir Nasri, non una prestazione memorabile


Spesso i debutti casalinghi dell’Arsenal sono stati lontanti dall’essere scintillanti, ma l’inizio della stagione 2011/2012 all’Emirates Stadium è stato davvero orribile.

Non tanto per la prestazione, a tratti encomiabile, quanto per la sensazione lasciata alla fine della partita: questo Arsenal ce la mette tutta, ma non basta.

Una sensazione dura da mandare giù, una realtà difficile da accettare perchè ci metterebbe tutti davanti ad uno specchio ad ammirare un’immagine che mai avremmo voluto vedere – cioé un Arsenal semplicemente non all’altezza.

Di fronte ai Gunners c’è il nuovo Liverpool di Kenny Dalglish, pur privo di Luis Suarez e Raùl Meireles  entrambi sistemati in panchina, quindi l’avversario non é certo dei più abbordabili; inoltre bisogna fare i conti con le assenze di Kieran Gibbs, Song e Gervinho che costringono Wenger a puntare sui debuttanti Carl Jenkinson in difesa e Emmanuel Frimpong sulla mediana.

La vera notizia del pomeriggio, però, è la presenza nell’undici titolare del ribelle Samir Nasri, che alcuni giornali danno già d’accordo con il Manchester City mentre altri reputano inrreversibilmente interrotte le trattative tra il francese e il Club di Mancini; il trattamento dell’Emirates verso Nasri è quindi un misto di fischi e incoraggiamenti – non certo la cornice migliore.

Frimpong fatica a contenere la delusione dopo l'espulsione
L’inizio di partita è incoraggiante, i debuttanti sembrano controllare bene l’emozione della prima volta ma ben presto il Liverpool trova importanti varchi in contropiede, complice un’organizzazione non eccellentetra i reparti.
Frimpong, uno dei migliori nel primo tempo, riesce a tappare le tante falle che si aprono a centrocampo ma non ha certo la tecnica di Song e fatica quindi a distribuire i palloni recuperati;
al suo fianco Aaron Ramsey non riesce a trovare il bandolo della matassa tra Lucas Leiva e Charlie Adam, correndo spesso a vuoto; Samir Nasri, con la testa ormai altrove, prova qualche accelerazione ma non é incisivo come la stagione precedente. Il centrocampo fatica molto, pur mettendoci grande impegno, e gli esterni non aiutano più di tanto nè in difesa, nè in attacco: Theo Walcott no crea mai grattacapi a Josè Enrique mentre dall’altra parte Andrey Arshavin è apatico come accaduto troppo spesso recentemente.



Naturale quindi che Robin van Persie, al rientro dopo la squalifica, non riesca ad essere incisivo come dovrebbe – facendo quindi passare a Carragher, Agger e Reina un pomeriggio piuttosto tranquillo.

Come dicevo all’inizio, la sensazione che lascia questo Arsenal é davvero strana: ci sono grande impegno, grande senso di responsabilità verso i tifosi, grande determinazione ma dove sono finite la velocità, la tecnica e la fantasia? Dove sono le manovre avvolgenti, gli uno-due al limite dell’area?

In definitiva, dov’è il VERO Arsenal?

Il timore è che quell’Arsenal, il VERO Arsenal, sia sparito per sempre: l’addio di Fabregas, la probabile partenza di Nasri, l’infortunio di Jack Wilshere e il lento recupero di Ramsey tolgono ai Gunners tutte le fonti di gioco, trasformando la manovra in una lenta, prevedibile serie di passaggi in orizzontale.

Può davvero Arsène Wenger aver sbagliato completamente le proprie scommesse? Il dubbio esiste, ed è pure bello solido.

Suarez e Meireles festeggiano la vittoria all'Emirates
Il secondo tempo della partita non fà altro che confermare le tante paure dei Gooners, soprattutto quando Frimpong rimedia il secondo giallo della partita e macchia un ottimo esordio con un’espulsione – per quanto forse esagerata – lasciando la squadra in dieci per venti minuti.
Venti lunghi minuti che permettono al Liverpool di crescere ancora in autorità e trovare la via del gol, nella maniera più atroce: Luis Suarez s’infila in area di rigore ma viene contrastato da da Ignasi Miquel, il cui rinvio finisce per colpire l’accorrente Ramsey e trasformarsi in un subdolo pallonetto che scavalca il sorpreso Szczesny.
Uno a zero per gli ospiti con appena nove minuti da giocare e un uomo in meno in campo – missione impossibile.
nfatti allo scadere arriva anche il raddoppio, firmato dallo stesso uruguaiano: Raùl Meireles trova un varco sulla destra e crossa basso a centro area per l’accorrente Suarez, cui non resta che depositare comodamente in rete.

Due a zero, partita finita.

Finite anche le speranze?

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