domenica 27 maggio 2012

Save The Date: 26 Febbraio 2012, Arsenal vs Spurs 5-2

Theo Walcott segna il gol del 4 a 2, l'Emirates esplode di gioia

Immagenatevi lo scenario catastrofico: i Gunners sono reduci da due sconfitte pesantissime, nel risultato quanto nelle conseguenze, contro il Milan in Champions League (0-4) e il Sunderland in FA Cup (0-2) che ne hanno di fatto decretato la fine di ogni sogno di gloria; all’Emirates Stadium arrivano gli acerrimi rivali del nord di Londra, lanciati come non mai verso le zone alte della classifica e distanti ben dieci punti dagli uomini di Wenger.

Per mantenere una minima speranza di riacciuffare il quarto posto e accedere ai preliminari di Champions League, l’Arsenal DEVE vincere e cercare di inanellare una serie positiva che sia duratura anziché continuare sulla falsariga di una stagione altalenante e francamente deludente fino a lì.

Bisogna però fare i conti con la squadra di Harry Redknapp, stabilmente in lotta con le due big di Manchester e decisa a compiere uno storico double contro l’Arsenal dopo la vittoria dell’andata. Sembrano lontani i giorni in cui il North London Derby era inevitabilmente a tinte biancorosse, da qualche partita a questa parte gli Spurs sembrano aver preso il sopravvento dopo un lungo dominio dei Gunners; tanto più che dopo una manciata di minuti gli ospiti sono già in vantaggio, cortesia del neo arrivato Louis Saha e del posizionamento inguardabile di Vermaelen&Co.
Al momento del goal dell’ex centravanti dell’Everton, la classifica diceva che gli Spurs avevano accumulato ben 13 punti di vantaggio sull’Arsenal, eppure il peggio doveva ancora venire.

Alla mezz’ora l’esterno gallese Gareth Bale, inarrestabile, s’infila nell’area di rigore di Szczesny per guadagnarsi un rigore estremamente discutibile – accordato però dall’arbitro Mike Dean.
Sul dischetto di presenta nientemeno che il più detestato degli ex, quell’Emmanuel Adebayor che ha più volte fatto infuriare noi Gooners con dichiarazioni e comportamenti a dir poco sopra le righe.
Come nel peggiore degli incubi, il pallone finisce dritto in fondo alla rete e la partita sembra finita dopo appena 34 minuti – e con essa tutto il campionato.

Niente Champions League, niente St. Totteringham Day.

Uno scenario catastrofico, appunto.


van Persie e Sagna esultano per l'insperato pareggio
Succede però che dal nulla il redivivo Bacary Sagna, al rientro dopo essersi rotto il perone durante il derby di andata, impatta un perfetto cross di Mikel Arteta e riapre in qualche modo una partita che sembrava ormai persa.
Nemmeno una manciata di minuti ed ecco che succede l’imponderabile, l’insperato: un goffo rinvio di Assou-Ekotto finisce dritto sui piedi di Captain Vantastic, l’olandese ricama un paio di dribbling di rara eleganza per poi scaraventare un magnifico sinistro a giro oltre le braccia protese di Brad Friedel e dritto in fondo al sacco – apoteosi all’Emirates Stadium!
Dall’inferno al paradiso in meno di dieci minuti, quanti di voi avrebbero messo la firma su un pareggio tanto insperato (e immeritato)?

Al rientro dagli spogliatoi, tra timori di un crollo improvviso e sogni di rimonta, i ragazzi di Arsène Wenger riprendono esattamente da dove avevano lasciato, mettendo immediatamente alle corde gli Spurs e trafiggendoli dopo cinque minuti: incursione sulla destra di Sagna, cross basso a centro area sul quale si avventa come un falco Tomas Rosicky; il tocco del ceco non lascia scampo a Friedel, immobile come una statua di sale, ed il regista ex Borussia Dortmund può festeggiare il ritorno al gol dopo oltre un anno.

Un segno del destino, forse, o semplicemente la giusta ricompensa per i tanti tifosi che nonostante le avversità sono sempre rimasti dalla parte della squadra e del manager.


Un anno di attesa per il gol piu importante
Il ritmo della partita cala, l’Arsenal riprende fiato dopo un forcing indiavolato ed ecco che riaffiorano i soliti dubbi, che hanno accompagnato tutta la stagione fino a questo punto: sarà la squadra in grado di arginare una possibile reazione degli Spurs? Sapranno i ragazzi in campo controllare i nervi e reggere la pressione di un risultato tanto fondamentale?
Tutte le risposte tanto agognate arrivano nello spazio di nemmeno centottanta secondi, tra il 65esimo e il 68esimo miunto: prima Robin van Persie, solo contro due avversari, li ubriaca entrambi e serve un pallone d’oro a Theo Walcott – che lo trasforma nel gol del 4 a 2 con un delicato pallonetto ai danni di Friedel; poi Alex Song inventa un sublime lancio che elude il fuorigioco del Tottenham e lancia ancora Walcott a tu per tu con il portiere statunitense, trafitto per la quinta volta.

CINQUE a due in poco più di un’ora, dopo essere stati in bilico sull’orlo del baratro (e forse oltre): cosa chiedere di più?


Alle 14:04 del 26 Febbraio 2012, l’Arsenal era sotto di due gol e lontano tredici punti  dai cugini degli Spurs – alle 15:18 dello stesso giorno i punti di distacco erano diventati sette e la stagione dei Gunners riprendeva un minimo di significato: il quarto posto era agguantato ma soprattutto il terzo posto occupato dal Tottenham non era poi così lontano e l’idea di poter festeggiare per un’altra volta il caro St. Totteringham Day assomigliava sempre meno ad un’utopia e sempre di più ad un progetto.

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