venerdì 25 maggio 2012

Save The Date: 9 Gennaio 2012, Arsenal vs Leeds 1-0


Tutti in piedi, the King is back!


Un anonimo terzo turno di FA Cup in scena all’Emirates contro un Leeds United scivolato nelle serie minori, un undici titolare in cui trovano spazio tanti giovani che necessitano di fare esperienza e quidi pochissime aspettative da una fredda serata di Gennaio – non fosse che stasera si festeggia un graditissimo ritorno.

E che ritorno!

Sua maestà King Thierry Henry torna per dar man forte ad un Arsenal in crisi, che sarà presto privato di Gervinho e Chamakh a causa della Coppa d’Africa: il francese parte ovviamente dalla panchina, ha perso lo smalto dei suoi anni migliori ma rappresenta un modello da seguire per i tanti giovani che popolano lo spogliatoio dei Gunners – a cui serve disperatamente un leader da seguire.

Per quanto in tanti si aspettino una goleada da parte dei padroni di casa, bisogna fare i conti con un Leeds che é arrivato a Londra per fare il più classico degli sgambetti, prendendosi lo scalpo di una delle squadre più blasonate d’Inghilterra: d’altrone, vista la fragilità della squadra di Arsène Wenger, non esiste momento migliore per sognare il colpaccio.
La partita infatti si dimostra subito molto più complicata di quanto ci si potesse attendere: il dominio é assoluto, la manovra fluida ma l’Arsenal non trova la via della rete a causa dell’imprecisione dei vari Arshavin, Chamakh e Ramsey – tutti incapaci di centrare il bersaglio al momento opportuno.
Personalmente, mi aspettavo dalla partita una vittoria non troppo faticosa e magari la ciliegina sulla torta di un gol di Titi, per coronare la serata; ammetto che ero molto pessimista circa il reale impatto che Henry avrebbe potuto avere in campo, dopotutto il francese ha sempre fatto di accelerazione e velocità le sue armi principali – armi di cui purtroppo non era più in possesso.
Mi sarei accontentato quindi se Thierry avesse potuto fare da chioccia ad un gruppo di giocatori molto spaesato, segnando magari qualche gol qua e là per coronare un ritorno da leggenda.

Tutto l'interesse della partita era rivolto al Grande Ritorno
L’Arsenal domina in lungo e in largo, eppure il Leeds dà questa stana sensazione di pericolosità, pur non creando veri e propri grattacapi all’inedita linea difensiva formata da Coquelin (cui subentrerà Yennaris), Squillaci, Koscielny e Miquel.
La sensazione viene sinistramente confermata quando il finlandese Vayrynen crea una discreta confusione nell’area di Gunners e il compagno di squadra Becchio spreca un’ottima occasione sparando il pallone oltre la traversa; si mette male, i Gunners dominano ma non passano in vantaggio e quindi lo spettro della beffa si fà sempre più reale – una situazione già vissuta troppe volte.
Il primo tempo si conclude sullo zero a zero e il risultato non cambia per una buona fetta della seconda frazione, cominciata sulla falsariga della prima: dominio territoriale, occasioni da gol a ripetizione ma niente da fare per i Gunners – sempre bloccati sullo zero a zero dagli uomini di Grayson.

Thierry Henry si alza dalla panchina per iniziare il riscaldamento.

Alex Chamberlain ci prova per tre volte, Arteta costringe Lonergan ad una gran parata con una bella conclusione da lontano e il difensore Aiden White devia in maniera provvidenziale un pallone che Chamakh avrebbe potuto facilmente accompagnare in rete.

Thierry Henry si toglie la tuta e si avvicina alla linea laterale, è arrivato il grande momento.

Arsène Wenger richiama Marouane Chamakh, ancora una volta deludente, e lo rimpiazza con Thierry Henry: l’Emirates Stadium esplode in un boato assordante, ma il risultato é ancora inchiodato sul pareggio e il tempo inizia a scarseggiare.
L’Arsenal continua il suo forcing forsennato, costringendo la difesa del Leeds agli straordinari, ed ha ammassato l’incredibile numero di 28 occasioni da gol fino a questo punto – contro 1 da parte del Leeds.
La partita dev’essere in qualche modo stregata, penso tra me e me, poi all’improvviso Alex Song raccoglie un pallone sui venticinque metri ed alza la testa alla ricerca di un compagno: Henry è in fuorigioco ma compie rapidamente due passi all’indietro per rimettersi sulla linea difensiva del Leeds, precisamente alle spalle di Thompson; Alex Song alza la testa e passa il pallone in un angusto corridoio tra lo stesso Thompson e O’Dea e in quell’esatto momento il tempo si arresta.

Thierry Henry controlla il pallone con il destro, entrando in area di rigore.
Thierry Henry controlla la posizione del portiere avversario con un rapido sguardo.
Thierry Henry apre il suo leggendario piattone destro e lascia partire un rasoterra a giro.
Thierry Henry corre come un indiavolato lungo la linea di fondo, in estasi.
Thierry Henry continua a correre per andare ad abbracciare Arsène Wenger in panchina.

Il festeggiamento selvaggio é finito in un abbraccio al mentore Arsène Wenger

Non ci posso credere, lo ha fatto di nuovo!
Thierry Henry ha fatto tornare indietro le lancette dell’orologio di qualche anno, quando di gol così ne segnava regolarmente una trentina all’anno.
Quando il pallone é scivolato in fondo al sacco mi sono trovato inginocchiato davanti al televisore – giuro.
uello che all’inizio era solo un insignificante terzo turno di FA Cup contro una nobile decaduta come il Leeds, in una fredda serata di Gennaio si é improvvisamente trasformato in uno dei momenti più emozionanti della stagione.

Sono bastati due tocchi di quel piede destro magico per cambiare la storia di una serata, dopotutto non é questo ciò che distingue i fuoriclasse?

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti