martedì 29 maggio 2012

SCELTI DA VOI, ecco la TOP 3 dei lettori di Clock End Italia


#3 Laurent Koscielny, difensore (43% dei voti)




Chi lo avrebbe mai detto, dopo il disastro di Wembley? Il difensore centrale ex Lorient, arrivato la stagione scorsa, ha saputo trasformarsi in uno dei più affidabili stopper dell’intera Premier League nell’arco di appena un’estate.

Dopo aver sofferto – e non poco – nella prima parte della sua prima stagione in Inghilterra, Koscielny sembrava destinato a guardare la maggior parte delle partite di quest’anno dalla panchina, soprattutto dopo l’arrivo di Per Mertesacker.

Invece, complice un infortunio di Vermaelen e il periodo d’adattamento necessario al difensore centrale tedesco, Kos é stato uno dei giocatori più utilizzati da Arsène Wenger durante la stagione: 42 presenze all’attivo tra campionato, Champions League, FA Cup e Carling Cup – con un bonus di tre gol.

Di tutte le qualità messe in mostra quest’anno, la solidità ed il coraggio sono di sicuro quelle che hanno impressionato maggiormente tifosi e stampa: il francese ha saputo (ri)conquistarsi un posto nel cuore dei tifosi dell’Arsenal con interventi duri e spettacolari, mettendo spesso il proprio corpo tra il pallone e la porta e dando sempre il 100% ogni volta che è stato chiamato in causa.

La sua intesa con Vermaelen é cresciuta in maniera esponenziale, così come la fiducia del francese nei propri mezzi e l’autorità nel guidare le ripartenze dei Gunners dalla propria metà campo.

Resta qualche di errori da correggere, soprattutto quell’irruenza costatagli dieci ammonizioni ed alcuni autogol evitabili, ma il grande impegno del difensore è stato ampiamente ripagato dalla nuova fiducia concessogli da Wenger e dall’Emirates Stadium, oltre che dalla convocazione per Euro 2012 e il gol decisivo contro il W.B.A. che è valso la qualificazione diretta alla prossima Champions League.





#2 Mikel Arteta, centrocampista (43% dei voti)




Partiti Samir Nasri e Cesc Fàbregas, in tanti aspettavano il grande colpo di mercato che avrebbe permesso all’Arsenal di restare competitivo nonostante le cessioni eccellenti: si parlava di Mario Götze, di Juan Mata, di Eden Hazard e di tanti altri potenziali fuoriclasse che Arsène Wenger avrebbe trasformato in campioni – come fatto con i due emigrati di lusso.

Ed invece i giornali non dicevano nulla, la rete taceva e il tempo scivolava pericolosamente via fino alla chiusura ufficiale del mercato.

All’ultimo minuto dell’ultimo giorno di mercato, ecco che arriva finalmente un annuncio: “l’Arsenal FC comunica di aver ingaggiato dall’Everton FC il calciatore Mikel Arteta per una cifra non specificata. Tutti all’Arsenal FC danno il benvenuto a Mike augurandogli i migliori successi.”

Mikel Arteta? Tutto qui?

Forse ero uno dei pochi veramente estasiati dalla mossa last minute di Wenger, altro che panic buy!

Stampa e critici non facevano altro che indicare l’inesperienza dei giocatori dell’Arsenal quale causa della serie di annate senza trofei, quando finalmente arriva un giocatore all’apice della propria carriera e con centinaia di partite sulle spalle, ecco che di colpo non va bene nemmeno questo.

Ma come?



Mikel Arteta é sempre stato il mio sogno segreto, ogni volta che mi capitava di guardare l’Everton giocare mi chiedevo perché Arsène non si decidesse a consegnare il basco ai palcoscenici che meritava (con tutto il rispetto per Goodison Park) e portarlo all’Emirates Stadium: uno dei pochissimi centrocampisti davvero completi in circolazione, uno con due piedi squisiti e una visione del campo in cinemascope, uno da Arsenal insomma.

Con in più una propensione alla conclusione dalla distanza che avrebbe aggiunto una nuova dimensione alle dinamiche della squadra.

Arteta è uno di quei giocatori che si sentono quando ci sono, ma soprattutto quando mancano: la tecnica nel centrocampo dell’Arsenal non manca di certo, come la fantasia, ma pochi sono in grado di organizzare il reparto come il basco, tenere unito il centrocampo con la difesa e l’attacco e allo stesso tempo catalizzare decine di palloni per smistarli velocemente e in maniera precisa.

Mikel Arteta non è certo Fabregas, ma in questo momento rappresenta tutto quello di cui  Wenger aveva bisogno: affidabilità, esperienza, carisma e geometrie da condividere con i vari Song, Ramsey e Wilshere – quando tornerà. Non é certo appariscente, raramente é spettacolare, ma é certamente uno su cui contare e uno cui affidare i palloni scottanti perchè li disinneschi prima di consegnarli in avanti. In una squadra che spesso soffre di improvvisi cali di concentrazione, avere uno sempre nel cuore della partita è manna dal cielo.

Le sue statistiche parlano di 38 presenze e sei gol – il più importante dei quali contro il Manchester City – ma non esistono numeri che possano spiegare l’importanza del basco in squadra: è sufficiente vedere quanto la qualità del gioco dell’Arsenal finisca in picchiata quando Arteta non é in campo, quanto la manovra risulti lenta e confusa se non è l’ex Everton a guidarla.

Credo sia il complimento migliore per un centrocampista.





#1 Robin van Persie, attaccante (87% dei voti)




Che sorpresa! 37 gol in 48 partite, capocannoniere e miglior giocatore della Premier League sia per i colleghi che per i giornalisti – naturale quindi che sia lui il miglior giocatore della stagione anche per voi lettori di Clock End Italia.

Finalmente una stagione senza infortuni, ed ecco cosa l’olandese è in grado di fare: gol spettacolari, assist sontuosi, giocate meravigliose ed una leadership tanto innata quanto sorprendente.

Che Captain Vantastic fosse un giocatore di livello mondiale lo si era già intuito nella parte finale della scorsa stagione, quando ha trascinato l’Arsenal al quarto posto finale, ma la definitiva consacrazione é arrivata con la stagione appena finita e la piena consapevolezza di essere una vera superstar: la fascia di capitano gli ha fatto compiere quel passo in più che serviva a renderlo consapevole di poter guidare la squadra dentro e fuori dal campo, un corpo finalmente affidabile lo ha lasciato libero di esprimere il suo calcio mervaigliosamente efficace.

Difficile scegliere quale sia il momento migliore della sua stagione, tante sono le istantanee di una stagione eccezionale: la tripletta al Chelsea, la volée contro l’Everton, la conclusione vincente ad Anfield, la rete contro gli Spurs o quel pallonetto sfortunato contro lo Swansea, sono troppe le perle regalate dall’olandese a noi Gooners.

Lascio quindi a voi l’ardua scelta, io non sarei proprio in grado.

Esattamente come non sono in grado di capire se l’olandese rinnoverà o meno quel dannato contratto – in scadenza il prossimo 30 Giugno.

Ci aspetta un’estate di trepidazione e ansie, prepariamoci Gooners!


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