14 maggio 2012

W.B.A. – Arsenal 2-3: Missione compiuta, ma quanta inutile sofferenza!

Una scivolata che vale una stagione, un tackle da Champions League

Quando l'arbitro ha messo fine alla tremenda sofferenza di questa ultima partita della stagione, l’istintivo gesto di esultanza è stato presto rimpiazzato da un piú modesto sentimento di sollievo – direi di scampato pericolo.

Anche la prossima stagione i Gunners saranno nell’élite del calcio europeo, anche l’anno prossimo il nome dell’Arsenal verrà inserito nel libro delle grandi d’Europa, per la quindicesima volta di fila.



Abbiamo rischiato grosso, e varie volte, di rovinare definitivamente tutta una memorabile rimonta con prestazioni disastrose, sfortunate ma principalmente timorose: è successo prima contro il Wigan, uscito vincente dall’Emirates Stadium, poi contro il Norwich City ed infine contro il West Brom di Roy Hodgson – eppure nessuno dei tre avversari sembrava in misura di creare grattacapi ai ragazzi di Arsène Wenger: poteva esserlo (forse) il Wigan, alla ricerca di punti per la salvezza, ma non dovevano esserlo né il Norwich né il West Bromwich Albion, entrambi ampiamente salve e senza ulteriori ambizioni. Eppure entrambe hanno causato danni quasi irreparabili al finale di stagione di noi Gooners, ansiosi di vedere la qualificazione diretta alla prossima Champions League messa in cassaforte e smaniosi soprattutto di poter festeggiare l’ennesimo St Totteringham Day – mai come quest’anno sul punto di non essere celebrato.


Celebration Time, il pericolo è passato
Dobbiamo tutti quanti ringraziare il portiere ungherese Marton Fülop, la cui prestazione disastrosa ha regalato all’Arsenal tutti e tre i gol che hanno fissato il risultato.
Un risultato importante e probabilmente non del tutto meritato, soprattutto vista la pochezza messa in mostra dagli undici scelti da Wenger.
E pensare che l’inizio di partita era stato perfetto, con  Benayoun lestissimo ad approfittare del primo errore dell’estremo difensore del W.B.A. ed insaccare dopo nemmeno cinque minuti; una partenza da sogno, una rete che prometteva un pomeriggio tranquillo con l’orecchio teso a quel che succedeva nei piani alti, tra le squadre di Manchester (e tutti speravamo che il City combinasse l’imponderabile, sognando gli sfottò a Nasri e Clichy!).
Ed invece un gol in sospetto fuorigioco e l’immediato raddoppio dei padroni di casa ci hanno trascinati in un baratro dal quale sembrava molto difficile uscire: una difesa in confusione totale, non aiutata da un guardalinee distratto, più un centrocampo incapace di far filtro e conservare il possesso del pallone ed ecco che la frittata finale è servita.



44 volte grazie Pat!
Ci sono voluti un tiro coraggioso di André Santos e l’indispensabile aiuto di Fülop per rimettere in piedi la qualificazione, prima di tornare a soffrire per ogni pallone che superava la metà campo ed ogni cross che spioveva nell’area di Sczcesny.
Ho perso il conto dei corner calciati dal West Brom, delle volte in cui ho trattenuto il fiato sperando che il pallone finisse fuori dallo specchio della porta, tanto basso era il livello di fiducia nella difesa dell’Arsenal.
Ho rivisto i fantasmi di Wembley, i troppi gol concessi nei momenti peggiori – e nei modi peggiori: distrazioni fatali, incomprensioni, palloni vaganti che non vengono allontanati e soprattutto una tendenza suicida nel crollare a livello nervoso quando la pressione è al massimo.
Neppure quando Koscielny, ancora una volta aiutato spudoratamente da Fülop, ha scaraventato in rete il pallone del 2-3 me la sono sentita di lasciarmi andare all’esultanza: sapevo che mancava tanto tempo, sapevo nel profondo che la squadra avrebbe sofferto fino all’ultimo secondo ed era evidente che non saremmo partiti alla ricerca del quarto gol, preferendo indietreggiare fino alla nostra area e subire la pressione avversaria.
E abbiamo tutti imparato sulla nostra pelle che se esiste una cosa che i Gunners non sanno proprio fare è conservare un risultato.



Sto ancora ringraziando Kieran Gibbs per quel suo intervento su Billy Jones, quella scivolata che ci ha virtualmente qualificati per la prossima Champions League senza dover aspettare la doppia tortura del risultato della finalissima di quest’anno e del preliminare della prossima stagione.

E visto che si parla di ringraziamenti, impossibile non rivolgerne due enormi: il primo a Pat Rice, al passo di addio dopo 44 anni di leale servizio alla causa dell’Arsenal, e il secondo a Yossi Benayoun per la sua grande professionalità e lo spirito di sacrificio mostrato fino all’ultimo secondo passato da giocatore dell’Arsenal.

Ha giocato pochino senza mai lamentarsi, ogni volta che é stato scelto ha ripagato Wenger con prestazioni generose e gol pesanti e non ha mai fatto la minima polemica anche quando le scelte del manager lo penalizzavano in maniera ingiustificata.

Mi auguro (come tanti altri Gooners, credo) che questo prestito possa essere trasformato in trasferimento definitivo perchè Yossi lo merita profondamente.



Spazio alla programmazione per la prossima stagione adesso, spazio ai sogni di mercato e alle speranze: le premesse sono buone, visto l’arrivo di Lukasz Podolski, vedremo come Arsène Wenger  deciderà di abbordare la prossima sessione di trattative.

Speriamo nel rinnovo di Robin van Persie, in primis, e nel pieno recupero di Arteta, Sagna e Wilshere per poter immaginare una stagione avvincente e (finalmente) vincente.

I successi non sono tutto ma sarebbero una ricompensa più meritata per il durissimo lavoro di Wenger sul campo come fuori: la tenacia e la coerenza che l’alsaziano ha mostrato difficilmente sarebbero state messe in campo da un qualsiasi altro manager della parte alta della Premier League – e questo merita tutto il nostro rispetto.


COMMON GUNNERS!

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