venerdì 1 giugno 2012

A Day to Forget: 18 Febbraio 2012, Sunderland vs Arsenal 2-0

Alex Chamberlain, Johan Djourou e Lukasz Fabianski si disperano dopo il secondo autogol


Nemmeno tre giorni dopo la disfatta di San Siro, l’Arsenal torna a giocare una partita di capitale importanza allo Stadium of Light, fortino del Sunderland di Martin O’Neill.
Lontani dalla vetta in Premier League, estromessi dalla Carling Cup per mano del Manchester City e virtualmente eliminati anche dalla Champions League dopo i quattro gol concessi a Milano, non restava che la FA Cup per cercare di raddrizzare la stagione.
Il confronto con il Sunderland, tuttavia, non era proprio dei più favorevoli, soprattutto se bisogna giocare fuori casa su un terreno troppo accidentato per permettere ai Gunners di sviluppare le solite trame offensive.

Non é tempo di lamentele, bisogna solo lottare su tutti i palloni e superare l’ostacolo – in qualsiasi modo.

Come prevedibile, Arsène Wenger mischia le carte e concede un turno di riposo a Theo Walcott, Wojciech Szczesny e Tomas Rosicky, sostituiti da Fabianski, Gervinho e Ramsey; fuori anche Gibbs per far spazio a Coquelin e nuova opportunità da titolare per Chamberlain dopo la panchina al Meazza.


Al fischio finale al delusione é palpabile
La partita, per quanto l’inizio vede un Arsenal intraprendente, diventa via via più complicata e difficile da gestire, soprattutto per i ritmi altissimi: perso Coquelin per infortunio, Wenger é costretto a ridisegnare tutta la propria difesa ed inserire Sebastien Squillaci spostando Vermaelen a sinistra – una mossa che mina la già precaria coesione di una squadra sotto pressione e costretta a far risultato a tutti i costi.
Il Sunderland gioca tutte le proprie carte senza paura, lascia il pallone agli avversari per asfissiarli con un pressing incessante ed approfittare dei possibili errori dei londinesi; ne risulta una partita che si gioca da un’area all’altra senza sosta, senza soluzione di continuità: da una parte ci provano Sessegnon e McClean, dall’altra risponde Gervinho ma la partita non si sblocca.
A parte una timida protesta di van Persie dopo un contatto in area con John O’Shea, l’Arsenal fatica enormemente a reggere il ritmo imposto dal Sunderland e finisce troppo spesso per ricorrere ai falli; proprio come quando Johan Djourou stende Craig Gardner vicino all’area di rigore: Sebastian Larsson vede il suo calcio di punizione allontanato da Vermaelen, il pallone resta comunque in possesso del Sunderland grazie al controcross di Kieran Richardson, deviato maleficamente in rete dallo stesso Vermalen.
Uno a zero per i padroni di casa, la fortuna non è certo dalla parte dei Gunners in questi giorni.

E il seguito della partita non smentisce certo la tendenza, anzi.


Kieran Richardson apre le marcature
Il secondo tempo continua sulla falsariga del primo, il Sunderland ha sempre troppa benzina per i poveri Gunners e nemmeno gli inserimenti di Rosicky e Walcott sembrano rinvigorire un Arsenal in evidente difficoltà.
Stephane Sessegnon domina gli avversari, James McClean si dimostra avversario ostico per Bacary Sagna e dall’altra parte van Persie risulta troppo isolato e i pochi palloni che gli arrivano finiscono sprecati a causa di una giornata delle meno brillanti e della grande prova della difesa del Sunderland, guidata da O’Shea.
I minuti passano, le energie calano e come se non bastasse ecco che arriva la beffa finale: Stephane Sessegnon si sbarazza col fisico di Arteta e s’invola tutto solo verso la porta, appoggia il pallone all’accorrente Larsson il cui tiro finisce sul palo e percorre tutta la linea di porta.

Dov’è la beffa, allora?

La beffa sta tutta nella subdola deviazione di Alex Chamberlain, uno dei pochi giocatori dell’Arsenal che rincorre gli avversari per fermare quel contropiede letale, il cui tocco inopportuno spinge quel pallone in fondo alla rete.
Sotto di due gol con meno di tredici minuti da giocare, l’Arsenal è sul punto di dire addio anche all’ultimo obbiettivo stagionale, per di più nel modo più crudele.
I Gunners si gettano comuque disperatamente in attacco, onorando fino all’ultimo la partita, ma il risultato non cambia più fino al triplice fischio finale; il 18 Febbraio 2012, pur avendo ancora 14 partite da giocare, la stagione2011/2012 dell’Arsenal sembra già finita.

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