27 agosto 2012

Stoke City vs Arsenal 0-0: altro pareggio, altro clean sheet, altri rimpianti.


Partiamo dalle buone notizie: tutti i Gunners sono usciti dal Britannia Stadium sulle proprie gambe.
                                                 
E scusate se è poco!

Per il resto invece un altro pareggio a reti inviolate che, per quanto possa far bene al reparto difensivo, sta deprimendo sempre un po’ di più gli attaccanti di Arsène Wenger: il dominio quasi totale del possesso palla non si è quasi mai trasformato in vere e proprie occasioni da gol, lasciando Begovic a dover disinnescare una conclusione da lontano di Cazorla e pregare che l’audace pallonetto di Olivier Giroud fosse veramente troppo alto, preghiera esaudita anche se non di troppo.

Arsène Wenger ha schierato subito il centravanti francese, dirottando Podolski sulla sinistra e invitando Theo Walcott a sedersi in panchina. Per il resto formazione praticamente confermata, più per obbligo che per scelta, fatta eccezione per il forfait dell’ultimo secondo di Wojciech Szczesny cui ha fatto da sostituito il redivivo Vito Mannone: quanti di voi se la sono fatta sotto quando hanno visto la formazione ufficiale?

Ed invece il buon Vito non ha avuto granché da fare, ha corso un enorme pericolo quando Walters è spuntato davanti alla porta (insaccando di prepotenza) ma il guardalinee ha cancellato ogni paura segnalando il fuorigioco all’attaccante dello Stoke.
Ad essere onesti, come dicevo prima, nemmeno Asmir Begovic dall’altra parte ha dovuto fare granché, ringraziando la lentezza della manovra dei Gunners e soprattutto il tuffo a pesce del difensore Wilkinson, coraggioso nel mettere il testone sulla conclusione ravvicinatissima di Lukasz Podolski.

Manca brillantezza, manca incisività e di conseguenza l’Arsenal si ritrova spuntato e disarmato di fronte alla perfetta organizzazione degli uomini di Tony Pulis, attenti a non concedere il minimo spazio agli avversari; arriverà il momento in cui le gambe cominceranno a girare a mille, nel frattempo però gli uomini di Wenger hanno lasciato sul campo quattro punti che sembravano alla portata, scavando già un piccolo deficit con la testa della classifica.
Niente di trascendentale, soprattutto se vinceremo ad Anfield contro il Liverpool, però abbiamo imparato sulla nostra pelle che accumulare punti di ritardo poi costringe a grossi straordinari sia mentali che fisici, finendo con l’usurare i giocatori e presentare conti salatissimi nelle ultime gare di campionato.

Che lo vogliate oppure no, alla terza giornata ci troviamo subito ad un crocevia importante della stagione: vincendo contro il Liverpool si potrebbero archiviare questi due pareggi insipidi senza troppe preoccupazioni, dando la colpa al caldo, agli avversari, alla sfortuna o a qualsiasi altra cosa passi per la testa mentre pareggiando (o addirittura perdendo) contro i Reds ecco che tutti quei dubbi che già serpeggiando nelle menti dei giocatori diventerebbero macigni da rimuovere con un enorme sforzo.

Potreste rispondermi che è troppo presto per farsi già tante preoccupazioni, per esperienza però so quanto sia difficile cancellare dalla propria testa anche il più piccolo dubbio quando i fatti non ti aiutano: hai voglia a ripeterti ossessivamente che tutto andrà bene, se le cose nella realtà non vanno come dovrebbero finisce che quel piccolo dubbio insinuatosi quasi per caso si trasforma improvvisamente in un tarlo, una vocina che distrugge piano piano ogni tua certezza.
L’Arsenal avrebbe dovuto vincere le prime due partite e i giocatori lo sanno perfettamente: sanno che hanno dominato e sanno soprattutto che hanno commesso qualche errore di troppo, gettando alle ortiche quattro punti che avrebbero fatto morale; Arsène Wenger, i tifosi e loro stessi stanno cercando disperatamente di convincersi che è solo sfortuna, che è solo una questione di tempo prima che le vittorie arrivino e l’unico modo di spazzare via questo malessere strisciante sarà battere il Liverpool, possibilmente mostrandosi brillanti e spietati sotto porta.

Vincere o perdere contro il Liverpool darà la prima svolta alla stagione dell’Arsenal, per quanto presto possa sembrare.

Inutile fasciarsi la testa prima del tempo perché la squadra ha comunque giocato – seppure a sprazzi – un calcio tale da poter superare il Liverpool di Brendan Rodgers: avranno anche quasi vinto contro i campioni in carica del Manchester City, eppure i Reds sono ancora un cantiere aperto sul quale pendono tantissime incognite.

Tiriamoci un pochino su di morale con una semplice statistica: dopo non aver segnato nemmeno un gol in due partite di campionato, l’Arsenal è comunque davanti al Tottenham e allo stesso Liverpool.

Mind the gap…

COMMON GUNNERS!

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