giovedì 27 settembre 2012

Arsenal vs Coventry City 6-1: qualche spunto dal festival del gol



Giroud scavalca il portiere e segna il suo primo gol per l'Arsenal
 
Come previsto, i Gunners hanno seppellito di gol i poveri avversari del Coventry, fanalino di coda della League One.
Niente di nuovo quindi, compresa una goleada che tanti allibratori avevano ampiamente previsto, ma vale la pena sottolineare tanti aspetti positivi usciti da una serata di festa, per alcuni giocatori in campo come per gli oltre sessantamila spettatori.

Partiamo proprio da qui: una notturna infrasettimanale contro una squadra di livello decisamente inferiore ha comunque attirato all’Emirates Stadium 61'500 persone, segno evidente che i prezzi ultra concorrenziali scelti dall’Arsenal (tanti biglietti erano in vendita a 5 o 10 sterline) e la voglia di vedere all’opera i giovani più promettenti del settore giovanile sono richiami irresistibili per tanti, convinti (e premiati) di andare ad assistere ad una partita divertente.
In un momento in cui tanti Club – anche di primissima fascia - non riescono a riempire il proprio stadio nemmeno per le competizioni più blasonate, è confortante vedere che il brand Arsenal, in termini di calcio, organizzazione e cultura, è un motore sociale importante tanto a Londra quanto fuori.

Tanti altri buoni spunti sono stati offerti dai giocatori in campo, che fossero debuttanti alle prime armi oppure professionisti navigati finiti nell’ombra in questo inizio di stagione: penso ad Arshavin ad esempio, finito nel dimenticatoio e tornato improvvisamente sulla ribalta con una prestazione brillante, coronata da un bel gol, tre assist e il ritorno (finalmente) di quel sorriso scomparso dalla faccia del russo già da qualche mese;  un Arshavin in forma e motivato potrebbe dare tantissimo a questo Arsenal in termini di fantasia, assist e gol, bisognerà capire quanta voglia di riconquistarsi il centro del palcoscenico avrà il fantasista ex Zenit.

Ottime notizie anche da Theo Walcott, autore di una splendida doppietta e bravo a ricordare a tutti quanto anche lui potrebbe essere importante per la stagione dei Gunners: due assoli splendidi, conclusi con lucidità e precisione, hanno riportato a galla tutte le qualità del nazionale inglese, sempre più preciso sotto porta e sempre meno sprecone palla al piede.
Il suo contratto è pericolosamente in bilico, il ragazzo ha più volte detto di voler rinnovare ma le parti in causa restano distanti, bisognerà davvero trovare una soluzione rapida per evitare che Walcott si trasformi da risorsa in problema, togliendo ai Gunners un’arma importante.

Altre ottime notizie sono arrivate dalla grande prova di Ignasi Miquel, il migliore in difesa, e dallo scintillante debutto del centrocampista tedesco Serge Gnabry, oltre che dal ritorno di Emmanuel Frimpong dopo il doppio infortunio che lo ha tenuto a riposo per quasi due stagioni intere.
Da sottolineare anche il grande gol di Chamberlain, una conclusione potente dalla lunga distanza, ed il perpetuo movimento di Coquelin a centrocampo, oltre che l'assist per il gol d'apertura.

La chicca finale è ovviamente il primo gol con la maglia dell’Arsenal di Olivier Giroud, sublime nello scavalcare il portiere ospite con un delicatissimo tocco sotto e aprire finalmente il suo account con i Gunners; peccato per quel rigore sbagliato, ben parato peraltro dall’estremo difensore avversario, però la cosa più importante resta che quel maledetto gol che proprio non voleva arrivare è finalmente arrivato, scacciando tutti i fantasmi!
Il centravanti francese, sempre sostenuto dai tifosi, dai compagni e da Wenger, potrà finalmente scrollarsi di dosso quell’insicurezza  che sembrava attanagliarlo ad ogni partita, conclusa inevitabilmente con tante buone occasioni create ma nessun gol all’attivo.

Per concludere, l’ottimo momento di forma della squadra continua e questo non può che far ben sperare per il big match di sabato contro il Chelsea, ennesimo test importante di un inizio di stagione che poteva essere molto complicato ed invece sorride ai Gunners.

Quello che impressiona di più al momento sembra essere la volontà di tutti nel lavorare duro per il bene della squadra, soprattutto da coloro che giocano meno: le prove di Arshavin, Chamberlain, Walcott e anche Chamakh sono lì a dimostrarlo.

COMMON ARSENAL!

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