24 settembre 2012

Manchester City vs Arsenal 1-1: un pareggio tra soddisfazione e rimpianto


COYG!!!
 
 
Quanti di voi, ne avessero avuta la possibilità, avrebbero rifiutato un pareggio allo Etihad Stadium?
Pochi, ovviamente.

Vista la partita, però, l’Arsenal può lasciare il campo con tanti rimpianti pur avendo acciuffato il pareggio solamente a nove minuti dalla fine.

Nonostante un dominio territoriale, tecnico e fisico a volte imbarazzante nei confronti degli strapagati idoli della parte blu di Manchester, i Gunners hanno seriamente rischiato di perdere a causa del gol messo a segno da Joleon Lescott verso la fine del primo tempo; regalato inutilmente un calcio d’angolo, l’Arsenal ha pagato dazio quando il difensore centrale della nazionale inglese ha sovrastato sia Podolski che Koscielny e ha insaccato nell’angolino alto, nonostante la presenza sulla linea di porta di Mikel Arteta.

Prima e dopo il fattaccio, tuttavia, in campo si erano visti solamente gli ospiti: il cambio di formazione di Arsène Wenger ha infatti permesso ai Gunners di sovrastare totalmente il centrocampo ospite, limitando l’infulenza sulla partita sia di Yaya Touré che di David Silva – i due spauracchi principali tra le fila dei Citizens.

L’inserimento di Aaron Ramsey – sulla carta nel ruolo di attaccante di destra – ha permesso agli ospiti di controllare agevolmente il pallone e mandare a vuoto il pressing centrale di Javi Garcia e dello stesso Touré; questa supremazia si è presto trasformata in occasioni da gol, più o meno nitide, sprecate malamente a turno da Gibbs, Podolski e soprattutto Gervinho, il cui pessimo controllo di palla ha vanificato l’illuminante passaggio confezionato da Ramsey.

Nonostante il passare dei minuti, nonostante l’infoltimento del centrocampo operato da Mancini tra il primo e secondo tempo e nonostante il pericolo rappresentato dai contropiede orchestrati dal Manchester City, ho sempre avuto la sensazione che l’Arsenal non avrebbe mai perso la partita dello Etihad Stadium.

Troppe volte ho visto i Gunners dominare partite per poi perderle in maniera quasi sistematica, tuttavia ogni giocatore in campo sembrava essere talmente tranquillo, concentrato e determinato da farmi restare illogicamente fermo sulla mia convinzione, puntualmente confermata dal gol di Koscielny.

Una sconfitta sarebbe stata estremamente ingiusta, per una volta quella tanto invocata “giustizia divina” ha presentato il conto alla squadra di Mancini: nonostante gli investimenti faraonici, nonostante le tonnellate di qualità a disposizione ha ancora una volta giocato esclusivamente in contropiede, sparacchiando il pallone verso Aguero e Dzeko nella speranza che ne ricavassero qualcosa di buono – ed allora è giusto essere puniti (ogni tanto...)!

Della partita di Manchester restano l’impressionante prestazione di Jenkinson e Gibbs sugli esterni, oltre alla certezza che Thomas Vermaelen, Laurent Koscielny e Per Mertesacker sono oggi tre centrali difensivi in forma smagliante, perfettamente intercambiabili e di gran livello – a dispetto delle veementi critiche di cui sono stati coperti ad intervalli regolari negli ultimi tre anni.

Ancora una volta Mikel Arteta ha fatto vedere a quale razza di calciatori appartiene – nemmeno lontana parente dei vari Rodwell, Javi Garcia, Barry, Carrick, Sandro, Obi Mikel o tanti altri celebratissimi presunti fuoriclasse – mentre Ramsey ha saputo mettere in campo tutte quelle qualità che ultimamente erano un po’ nascoste.

Santi Cazorla è tornato ai suoi livelli pre-Montpellier, brillando nel primo tempo prima di spegnersi un pochino nella ripresa, e davanti Podolski ha dimostrato di essere affidabile anche nelle giornate storte, aiutando tantissimo in fase di ripiego non potendo essere pericoloso dalle parti di Hart.

Solo buone nuove insomma, nonostante un’uscita a vuoto di Mannone e un rilancio da infarto di Koscielny – la migliore delle quali resta il rientro di Jack Wilshere: quattordici maledetti, lunghissimi mesi per poter finalmente rivedere in campo uno dei talenti più cristallini del panorama europeo: la sola idea di vedere contemporaneamente in campo Arteta, Wilshere e Cazorla mi mette l’acquolina in bocca!

E poi sapere che, nel caso quei tre dovessero passare una brutta giornata, in panchina ci sono Diaby, Ramsey e Rosicky...

COMMON ARSENAL!

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