mercoledì 31 ottobre 2012

Reading vs Arsenal 5-7: Dodici gol in centoventi minuti, qui dit mieux?

Olivier Giroud si fa' restituire la maglia dai tifosi dopo averla lanciata al gol del pareggio...

 
Due partite di Capital One Cup, TREDICI gol segnati e SEI subiti.

Basterebbe questo a far capire la follia di una squadra che, nelle partite della competizione meno importante (parole di Arsène Wenger), si lascia andare a facili entusiasmi.

Se contro il povero Coventry City i Gunners si erano divertiti e avevano divertito soprattutto i sessantamila accorsi all’Emirates Stadium, questa volta al Madjeski Stadium i ragazzi di Wenger l’hanno combinata davvero grossa: sotto di QUATTRO gol fino gli ultimi secondi del primo tempo, l’Arsenal è riuscito in qualche modo a trovare un clamoroso pareggio mettendo a segno due reti tra il minuto 88 ed il minuto 94.

Una partita completamente folle, assolutamente imprevedibile e ricca tanto di gesti sublimi quanto di errori incredibili; alle prove discutibili di Johan Djourou, Damian Martinez e Ignasi Miquel hanno fatto da contraltare la serata esaltante di Theo Walcott, Olivier Giroud, Andrey Arshavin e nientemeno che Marouane Chamakh.

Per rendere l’idea dell’irripetibilità della serata basta sottolineare che Chamakh ha segnato una doppietta da fuori area, compreso un irriverente pallonetto che ha fissato il risultato finale, e che l’Arsenal ha segnato ben DUE VOLTE da calcio d’angolo e che soprattutto, due eventi più rari di un calcio di rigore contro lo United ad Old Trafford...

Proprio per restare in tema, è ora di cominciare a pensare alla supersfida di sabato, quando per la prima volta i Gunners torneranno nello stadio di quell’infamante 2-8 firmato Danny Welbeck, Ashley Young, Wayne Rooney, Nani e Park Ji-Sung.

In vista della partita, Arsène Wenger ha tenuto a riposo tutta la spina dorsale della squadra, cosa che Sir Alex Ferguson non potrà fare visto l’impegno odierno che vede i Red Devils affrontare il Chelsea di Di Matteo, pochi giorni dopo aver sbancato Stamford Bridge non più di tre giorni fa: per quanto entrambi i Club schiereranno i giovani più interessanti dei propri vivai, la partita arriva nel momento peggiore viste le proteste e le tensioni della partita di campionato, vinta in maniera controversa dagli uomini di Ferguson contro un Chelsea ridotto in nove e sconfitto da un gol in fuorigioco.
Nessuna delle due squadre vorrà certamente prendere il rischio di fare una figuraccia.

Partiamo quindi da questo punto per cercare spunti d’ottimismo in vista del big match di sabato: i vari Cazorla, Podolski, Mertesacker, Arteta e Wilshere saranno belli freschi in vista di una delle partite più delicate della stagione, una vera manna dal cielo soprattutto visto l’evidente ritardo fisico mostrato recentemente dai giocatori più influenti dell’inizio di stagione dei Gunners.
Cazorla e soprattutto Podolski sono sembrati lontani parenti dei fuoriclasse che abbiamo ammirato nelle prime uscite stagionali, quindi niente di meglio che una settimana di tranquillità per prepararsi in vista del grande show.

Dall’altra parte, invece, Arsène Wenger si ritrova tra le mani quattro giocatori col morale a mille: Theo Walcott, Andrey Arshavin, Olivier Giroud e Marouane Chamakh hanno trascinato la squadra verso l’incredibile rimonta e sono ora nelle migliori condizioni possibili per tornare protagonisti in campionato e in Champions League. Per quanto modesto fosse il Reading, il modo in cui questi quattro hanno ribaltato un risultato che sembrava definitivo dopo appena mezz’ora avrà un effetto incalcolabile sul futuro dell’Arsenal e dei giocatori stessi, tornati improvvisamente sul radar di Arsène Wenger.

Escluso Marouane Chamakh, che appare comunque troppo indietro nelle gerarchie, sia Theo Walcott che Andrey Arshavin potrebbero sfruttare l’occasione per recuperare posizioni nella personalissima classifica di Arsène Wenger e tornare prepotentemente nell’undici titolare.
Il problema, semmai, sarebbe trovare loro la posizione ideale: con altri tre gol, Theo Walcott ha chiarito ancora una volta che ci troviamo di fronte ad un attaccante puro che con la sua velocità e la sua freddezza diventa sempre più letale sotto porta, doti ormai acquisite e pronte ad esplodere non appena il manager non lo dirotterà definitivamente al centro.
E qui sta il problema: quando succederà? Succederà in tempo oppure Theo lascerà l’Arsenal? È ormai chiaro a tutti che Walcott rinnoverà solo dietro garanzia di un ruolo da attaccante, sentendosi (a buona ragione) un attaccante e non più un centrocampista esterno.
Arsène Wenger ha poco tempo per convincere il nazionale inglese e i segnali non sono dei migliori...staremo a vedere.

Per quanto riguarda Arshavin, invece, la soluzione ideale sarebbe sistemarlo alle spalle di Olivier Giroud e lasciargli quella libertà di creare che è, ad oggi, propria solo di Santi Cazorla: il fantasista spagnolo è assolutamente intoccabile, quindi per il russo non resta che l’esilio sulla fascia sinistra, territorio preferito di Lukas Podolski.
La situazione non è quindi rosea per il talento ex Zenit San Pietroburgo, eppure le sue qualità devono essere assolutamente sfruttate.
Termino con Olivier Giroud, fino ad ora poco più di un pendolare tra campo e panchina: questo gol, sommato a quello segnato al Coventry e l’altro messo a referto contro il West Ham, potrebbero far crescere sia l’autostima del francese che la convinzione del suo manager e connazionale Arsène Wenger, mai del tutto convinto (fino ad ora) del suo nuovo centravanti.

Lasciamo quindi ad Arsène Wenger le ardue scelte in vista della partita contro il Manchester United, ciò che conta sarà sfruttare a dovere l’abbondanza di qualità che questa squadra ha tra i propri ranghi.

Per qualche ora ancora, godiamoci l’ebbrezza di una partita storica ed un risultato inimmaginabile.

COMMON ARSENAL!

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