20 novembre 2012

Arsenal vs Tottenham 5-2: il derby perfetto, per il secondo anno di fila!


Bye Bye 5PUR2!! Again...
 
 
Era davvero molto difficile eguagliare l’incredibile gioia della vittoria nel North London Derby dell’anno scorso e nulla faceva presagire una tale passeggiata di salute per i Gunners, eppure i ragazzi di Arsène Wenger sono riusciti nell’impresa di ripetere il magnifico risultato dello scorso Febbraio, schiacciando i cugini con un sonoro cinque a due.

Questa vittoria, vitale soprattutto a livello morale, ha il gran merito di riavvicinare alla squadra una tifoseria sempre più disillusa ed arrabbiata, stanca dei troppi saliscendi di una compagine capace tanto del meglio quanto del peggio.

In tutta onestà bisogna ringraziare Emmanuel Adebayor e la sua schizofrenia, senza la quale la partita sarebbe quasi sicuramente finita in parità numerica e probabilmente con un tabellino diverso: è molto bene non dimenticare per nessun motivo che gli Sp*rs sono stati capaci di schiacciare i Gunners per i primi venti minuti, quando in campo si era undici contro undici, ed oltre al vantaggio iniziale hanno seriamente rischiato di raddoppiare e rendere la vita molto difficile ai padroni di casa, ancora una volta indecisi nella fase difensiva.

Le partenze a rilento cominciano a diventare un serio problema per l’Arsenal, colpito a freddo sia dal Tottenham che da Chelsea, West Ham e Manchester United, e Arsène Wenger deve assolutamente trovare la pozione magica per far uscire dagli spogliatoi un Arsenal battagliero e subito pimpante; le rimonte erano già un marchio di fabbrica dei Gunners durante la stagione scorsa ed abbiamo visto che, quando il campionato volge al termine, aver dovuto spendere tante energie per recuperare partite in salita si è rivelato poi troppo costoso a livello sia fisico che mentale, il che ha portato l’Arsenal a risultati sconcertanti come le sconfitte con Wigan e Norwich City.

La speranza è che, esattamente come successo l’anno scorso, questa vittoria possa fare da catalizzatore per il seguito della stagione, soprattutto ora che bisogna mettere in cassaforte la qualificazione agli ottavi di Champions League e recuperare terreno in campionato, riducendo per quanto possibile il gap dalla vetta della classifica.
Le ottime prestazioni di Olivier Giroud, Santi Cazorla, Per Mertesacker e Theo Walcott (rassegniamoci, non firmerà ed in estate volerà altrove a segnare caterve di gol) unite ai ritorni di Bacary Sagna, Jack Wilshere e Wojciech Szczesny hanno ridato una fisionomia molto più convincente alla squadra di Wenger, ora molto più somigliante a quella che lo stesso alsaziano aveva immaginato in estate.

Per quanto Manchester City,  Manchester United e Chelsea appaiano distanti, solo i Red Devils sembrano davvero attrezzati per spazzare via la concorrenza visto l’enorme potenziale offensivo di cui dispongono, mentre le squadre di Roberto Mancini e Roberto Di Matteo sono già alle prese con qualche scricchiolio e non è impossibile vadano a rotoli all’improvviso, soprattutto dovessero essere eliminate dalla Champions League.

Inutile farsi illusioni, soprattutto in una competizione lunga come la Premier League, perché questo Arsenal resta molto fragile e volubile ma – se riusciranno a costruirsi una corazza fatta di convinzione e coraggio – i ragazzi di Arsène Wenger potranno comunque rendersi protagonisti e veleggiare nelle parti più alte della classifica, proponendo il solito calcio spumeggiante che rende i Gunners una squadra tanto apprezzata nonostante il digiuno da trofei.

Poi, come sappiamo bene, il calcio resta talmente imprevedibile che la sorpresa può celarsi dietro il prossimo angolo.

Ora avanti con il Montpellier, sull’onda dell’entusiasmo!

COMMON ARSENAL!

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