30 novembre 2012

Everton vs Arsenal 1-1: due risultati identici, due partite così diverse



Sono certo che tra noi Gooners soltanto pochi, compreso il sottoscritto, non sono arrabbiati con la squadra dopo gli ultimi centottanta minuti di Premier League: due pareggi di fila, quindi due soli punti raccolti sui potenziali sei a disposizione e gruppo di testa che si allontana pericolosamente per i Gunners.
Tuttavia, è bene sottolineare quanto i pareggi registrati dall'Arsenal contro Aston Villa ed Everton siano differenti l'uno dall'altro: se a Villa Park l'ampio turnover posto in essere da Arsène Wenger ha finito col produrre una prestazione confusionaria e generalmente sottotono, il punto raccolto a Goodison Park ha tutt'altro sapore perchè i Gunners hanno mostrato grande carattere e spirito combattivo, su un campo complicato come quello dell'Everton.
Resta il rammarico per non aver vinto una partita che sembrava essersi immediatamente messa sui binari giusti, cortesia dell'ennesimo gol di un mortifero Theo Walcott dopo nemmeno due minuti, però bisogna anche sottolineare che i Toffeemen avrebbero potuto anche vincere la partita, giocata su ritmi indiavolati ed estremamente fisica per tutti i novanta minuti.
L'Arsenal che conosco io - e che conoscete anche voi - avrebbe facilmente potuto finire schiacciato dall'entusiasmo di un Everton voglioso e determinato, più abituato alla battaglia rispetto ai fiorettisti di Arsène Wenger, ed invece ha saputo tenere testa agli avversari anche sul piano fisico, costruendo pure qualche pallone decente per portare a casa i tre punti.
Due pareggi consecutivi non possono certo ritenersi soddisfacenti per una squadra ambiziosa come l'Arsenal, soprattutto vista la classifica attuale, ma non dimentichiamo che in questo primo scorcio di campionato abbiamo già fatto visita a Liverpool, Stoke, Manchester United e ora pure Everton, raccogliendo quasi ovunque risultati positivi nonostante la difficoltà delle partite.
Non dimentichiamo inoltre che delle quattordici partite giocate finora, otto le abbiamo disputate lontano dall'Emirates Stadium, spesso in condizioni complicate sia per quanto riguarda il meteo che in termini d'atmosfera: se si esclude la débacle di Old Trafford, i Gunners hanno sempre risposto presente sul piano fisico e morale, rispondendo spesso colpo su colpo agli assalti di avversari decisi a buttarla sul fisico.
La prestazione di Goodison Park è lì ad avvalorare questa tesi, una prestazione nonostante tutto molto gagliarda e non abbastanza apprezzata dai troppi tifosi che avrebbero voluto vedere un tabellino diverso.
Il cammino dei Gunners sembra ora molto più abbordabile ed è su questo fattore che dovremo tutti insieme dare un primo giudizio alla stagione: vediamo se i Gunners sapranno mettere insieme quel filotto di vittorie che il calendario suggerisce e poi potremo farci un'idea circa la bontà delle scelte di Arsène Wenger, le ambizioni per la stagione e i difetti di una squadra che sta ancora evolvendosi.
La sconfitta di Norwich qualche settimana fa aveva seminato disperazione e rabbia tra tanti Gooners, eppure anche il Manchester United é crollato a Carrow Road, dominato per larghi tratti dagli uomini di Hughton proprio come successo ai Gunners.
Questo ci mostra che la Premier League è un campionato complicato e molto probante sia per il fisico che per la mente, un campionato dove andare in trasferta ad Old Trafford o a Carrow Road richiede la stessa concentrazione e, soprattutto, può generare qualsiasi risultato.
Per questo motivo, l'Arsenal ha il dovere di far pesare il fatto di giocare nell'imponente Emirates Stadium sia contro lo Swansea che contro il West Brom, due squadre che arriveranno a Londra nelle prossime settimane per testare la consistenza dei Gunners e provare a fare uno sgambetto al Golia di turno.
Se i vari Carrow Road, Liberty Stadium e compagnia si trasformano in bolge ogni volta che i padroni di casa scendono in campo, lo stesso deve succedere all'Arsenal quando si gioca all'Emirates, con la non negligiabile differenza che a sostenere i Gunners ci sono 60'000 spettatori contro il 15/20'000 degli stadi degli avversari meno blasonati.
A Madrid lo chiamano effetto Bernabeu, i Gooners hanno il dovere di trasportare il concetto all'interno dell'Emirates Stadium.

COMMON ARSENAL!

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