mercoledì 12 dicembre 2012

Un mese da depressione e cardiopalma, un mese da Arsenal...

Gunners a testa bassa, una scena preoccupantemente familiare...


Molti di voi potrebbero obbiettare dicendo che ho ingenuamente sottovalutato i segnali d'allarme che sono scattati dopo i pareggi contro Aston Villa e Everton, soprattutto vista la maniera in cui questi pareggi sono arrivati, ma credo che pochi di voi - nemmeno i pessimisti cronici -avrebbero potuto immaginare un seguito tanto disastroso quanto quello registrato dai Gunners in quest'ultimo mese. Quella che doveva essere la partita del cambio di marcia, che avrebbe dovuto inaugurare una serie dorata per l'Arsenal non è andata come ci si sarebbe potuti aspettare e ha visto i Gunners regalare tre punti allo Swansea all'Emirates Stadium con un netto due a zero firmato Michu; a quella bruciante sconfitta ha fatto seguito una tanto prevedibile quanto evitabile sconfitta in Champions League a casa dell'Olympiacos, terreno che ci vede da sempre in difficoltà: a poco è servito il gol di Tomas Rosicky, i greci ci hanno castigato per l'ennesima volta proprio quando una vittoria ci avrebbe garantito quel primo posto nel girone che avrebbe reso il sorteggio un po' meno complicato. Messici alle spalle anche queste due sconfitte, abbiamo atteso con ansia l'arrivo all'Emirates Stadium del West Brom di Steve Clark, autentica rivelazione di quest'inizio di stagione e diretta concorrente per un posto in Champions League: un tuffo di Santi Cazorla per cui l'arbitro ha assegnato il rigore ed un altra massima punizione accordata per un fallo ai danni di Alex Oxlade-Chamberlain (che probabilmente aveva a sua volta commesso fallo poco prima) hanno permesso a Mikel Arteta di ridare ossigeno ai Gunners e battere i Baggies, non senza polemiche. Il resto, purtroppo, è storia freschissima e ha visto l'Arsenal perdere in maniera indecorosa a casa del Bradford City, onesta formazione di League Two, nonostante una formazione molto vicina a quella reputata titolare. I vari Vermaelen, Sagna, Cazorla e Podolski non sono stati capaci di far valere la propria netta superiorità tecnica, colpa probabilmente di una concentrazione drammaticamente sotto il minimo sindacale, e hanno finito col cedere ai rigori dopo aver riacciuffato il pareggio a due minuti dalla fine.
Eccoci quindi a commentare un mese terribile per i Gunners, letteralmente in mezzo ad una delle peggiori tempeste degli ultimi anni.
A differenza della maggioranza, non me la sento di mettere nel mirino Arsène Wenger: l'alsaziano ha dimostrato di fare sul serio mettendo in campo la formazione giudicata migliore, il problema sono stati semmai i giocatori in campo. Nessuno ha tirato fuori una prestazione almeno sufficiente, il solo Wilshere ha per lo meno mostrato caparbietà ed spirito combattivo degne di un giocatore dell'Arsenal. Non sarò mai tra quelli che vogliono un'uscita di scena di Arsène Wenger, né ora né a fine stagione, pur riconoscendo la complessità di alcune scelte, perché senza questo manager ora l'Arsenal potrebbe essere una squadra come il Tottenham o il Liverpool, completamente allo sbando e senza una strada da seguire. La mia speranza è che una batosta come questa, o come quella rimediata dallo Swansea, possa far riflettere i giocatori cosiddetti titolari e farli tornare indietro di qualche mese a quell'atteggiamento umile e compatto che aveva fatto nascere intempestivi sogni di gloria tra noi Gooners. Quella squadra, operaia e solidale, aveva sbancato Anfield e strapazzato il povero Southampton prima di perdere il bandolo della matassa e ritrovarsi incapace di vincere, neppure sul campo del modesto Bradford City. Potreste sottolineare che quei giocatori che ci hanno delusi così profondamente sono in fondo gli stessi fortemente voluti dallo stesso Arsène Wenger durante l'estate, eppure non sono per niente convinto che l'alsaziano avrebbe potuto mirare più in alto: non sono affatto certo che Ivan Gazidis e Stan Kroenke stiano giocando pulito con Arsène Wenger, vantando risultati finanziari enormi e fondi illimitati che poi non vengono mai spesi. Abbiamo un proprietario che dal momento del suo insediamento ha assistito solamente ad una decina di partite ed un direttore generale sempre pronto a vantare ottimi risultati economici e poco presente quando si parla di calcio giocato. Al povero (pur con tutti i suoi difetti) Arsène Wenger non resta che fare il parafulmine di un Club che appare smarrito, almeno nella dirigenza, prendendosi le colpe sempre e comunque, qualsiasi siano le sue scelte. Ieri qualcuno criticava la decisione di schierare la formazione migliore ma potete star certi che se in campo fossero andati dei ragazzini (con risultato identico) avremmo sentito dire che Arsène non vuol vincere.
Queste diatribe da bar, fatte sempre e comunque col senno di poi, e questo rimpiangere continuamente chi se ha abbandonato la nave (sono arrivato addirittura a leggere di qualcuno che rimpiange Nasri, un "fuoriclasse vero") o chiedere la testa di Arsène Wenger per poi esaltarlo alla prossima vittoria non fanno altro che far precipitare il Gooner al livello di un tifoso qualunque di Chelsea o Manchester City, presenti quando di vince e assenti quando le cose vanno male.
Come disse un giorno Dennis Bergkamp "Io amo l'Arsenal, non l'Arsenal con i trofei. E tu?"
E voi?
COMMON ARSENAL

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