14 gennaio 2013

Arsenal vs Manchester City 0-2 : Gunners sconfitti, in primis da loro stessi

Il risultato della partita di ieri tra Arsenal e Manchester City non andrebbe nemmeno analizzato, visti i presupposti sui quali è stato costruito: Arsenal in dieci dopo nemmeno dieci minuti e rigore a favore degli ospiti – poco importa poi se il tiro dal dischetto è finito sul palo ed in seguito tra le mani di Wojciech Szczesny.
Concedere un uomo in più ed un rigore a favore ad una squadra come il Manchester City corrisponde ad una condanna quasi certa, farlo dopo appena nove minuti di gioco toglie perfino quel minimo dubbio che i più ottimisti hanno serbato nonostante il pessimo inizio di partita.

La partita tra Arsenal e Manchester City è finita con il plateale placcaggio di Laurent Koscielny ai danni di Edin Džeko ed il conseguente rosso (sacrosanto, per quanto ne pensino tanti Gooners alla ricerca di una scusa) sventolato da Mike Dean sotto il naso del difensore francese.
Non era ipotizzabile nessun altro risultato se non la vittoria degli ospiti, soprattutto alla luce delle difficoltà messe in mostra dall’Arsenal quando si trattava di mantenere il possesso del pallone e creare occasioni da gol; inutile quindi attaccarsi alla sfortuna o a qualsiasi altro espediente, i Gunners hanno perso la partita dopo appena nove minuti e l’hanno persa a causa di un errore banale – come accaduto troppo spesso.

L’ingenuità commessa da Laurent Koscielny fotografa fin troppo bene le difficoltà di una squadra psicologicamente in difficoltà e ed incline a perdere la testa nei momenti più delicati: un grande calciatore sa prendere la decisione giusta anche sotto pressione, purtroppo Koscielny ha dimostrato che perfino la decisione che sembra più facile può essere sbagliata; tra andare sotto di un gol e concedere un uomo in più per la quasi totalità della partita non dovrebbe essere troppo difficile scegliere – non fosse altro che per il fatto che un gol si può sempre recuperare mentre l’uomo in meno resta tale per tutta la partita.

La partita di ieri non doveva in ogni modo essere considerata un test per i Gunners, obbiettivamente parlando troppo lontani dagli standard di Manchester United e Manchester City, ma era importante per ridurre sempre di più la distanza con quel posto utile per la Champions League – ormai sempre più traguardo principale dell’Arsenal.
La sconfitta rimediata per mano degli uomini di Roberto Mancini lascia i Gunners ancora indietro (anche se ci sono due partite da recuperare per i ragazzi di Arsène Wenger) rispetto a Tottenham e Chelsea, oltre ad aggiungere pressione ad un ambiente già di per sé abbastanza elettrico.

Apro una piccola parentesi a proposito di Roberto Mancini: possibile che un manager con infite possibilità finanziarie a disposizione ed un rosa così competitiva non riesca a dare un’impronta alla squadra?
Nonstante l’uomo in più e il doppio vantaggio, infatti, gli ospiti non hanno fatto altro che buttare via il pallone, accontentandosi di palleggiare (malamente) nella propria trequarti salvo calciare il pallone lontano non appena i Gunners hanno abbozzato un pressing ben organizzato.
Il suo City vince e quindi tanto meglio per lui  e per gli sceicchi, possibile però che un manager che fà gli stessi cambi del mio allenatore ai tempi degli Allievi sia pagato milioni?

Chiusa la parentesi, adesso come al solito si parlerà di crisi, di un manager incapace, di una squadra non all’altezza e s’invocherà l’acquisto di questo o quello.
In sede di mercato non succederà nulla, lo so io e lo sapete benissimo anche voi.
L’Arsenal di Arsène Wenger non ha mai acquistato un giocatore da prima pagina (eccezion fatta per Andrey Arshavin), per quale motivo il trend dovrebbe cambiare ora?
Meglio sperare in un recupero veloce di Mikel Arteta e pregare perchè Abou Diaby possa reggersi in piedi per dieci partite di fila.

COMMON ARSENAL!

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