18 gennaio 2013

Arsenal vs Swansea 1-0: Jack is Back...per davvero!

Ci sono voluti ottantasei minuti, due salvataggi sulla linea, un palo e svariate altre occasioni sprecate malamente per finalmente avere la meglio di uno Swansea alle corde fin dall'inizio della ripresa.
C'è voluta una una pazienza infinita per validare il passaggio al prossimo turno di FA Cup, è stata un'autentica faticaccia per i ragazzi di Arsène Wenger soprattutto vista la grande mole di gioco sviluppata e viste le innumerevoli occasioni che i vari Thomas Vermaelen, Olivier Giroud e principalmente Theo Walcott non sono riusciti a convertire.

Tronfi di tutta la loro previdibilità, tanti tabloid inglesi non hanno perso l'occasione per criticare la scelta di Arsène Wenger di accogliere le (altissime) richieste di Theo Walcott in sede contrattuale, concedendo al giovane attaccante uno stipendio molto elevato - si parla di 95'000 sterline la settimana per i prossimi tre anni e mezzo più lauto bonus per la firma - pur di tenerlo al Club.
Ironicamente, quelli sono gli stessi tabloid che criticavano Arsène Wenger per NON aver accontentato Walcott e le sue richieste - oggi inacettabili, ieri ragionevoli - ed aver quindi di fatto già perso un giocatore del calibro dell'ex Southampton.
Ancora mi chiedo il perchè del grande seguito che hanno questi giornali senzazionalistici, sempre pronti a cavalcare il sentimento popolare qualsiasi esso sia, con tanti saluti alla coerenza e alla correttezza intellettuale.

Finito lo sfogo contro un stampa d'infimo rango, preferisco concentrarmi sulla migliore notizia della serata: Jack Wilshere è tornato, il suo gemello infortunato ha finalmente lasciato spazio a quel centrocampista completo che tutti conoscevamo prima di quell'assurdo infortunio che lo ha tenuto fuori per oltre un anno.
Ci sono volute alcune prestazioni mediocri, qualche segno d'incoraggiamento, un espulsione tanto stupida quanto sacrosanta e soprattutto la fiducia cieca di un manager che non lo ha mai tenuto fuori nonostante l'evidente stanchezza ed alcune partite poco brillanti.
In tanti volevano che ieri Jack fosse tenuto a riposo in vista della partita con il Chelsea di domenica pomeriggio, sottolineando come il centrocampista avesse bisogno di un turno di riposo per tornare ad un livello di forma accettabile.

Si, in tanti hanno detto che sarebbe dovuto tornare ad un livello ACCETTABILE.

Con la prestazione di ieri sera, Jack Wilshere ha messo in chiaro che il percorso di recupero è ormai giunto a conclusione, d'ora in poi sarà il vecchio Wilshere di sempre (per quanto inappropriata possa sembrare una definizione del genere per un 21enne).
Ci saranno prestazioni sontuose e partite meno brillanti ma d'ora in poi non si dovrà più parlare della convalescenza di Jack Wilshere, del lento recupero di Jack Wilshere, della cautela di Arsène Wenger nei confronti di Jack Wilshere perché Jack ora è tornato - per davvero.
Sfoderare una prestazione come quella messa in mostra dal centrocampista contro lo Swansea è un segnale forte ai compagni, al manager e anche agli avversari, sopratutto se arriva dopo una partita fisicamente provante come quella disputata dall'Arsenal contro il Manchester City appena quattro giorni fa.
Jack Wilshere ha ritrovato sé stesso ed é pronto a caricarsi tutta la squadra sulle spalle, forte di una tecnica sopraffina e di uno spirito da combattente; è ancora presto per consegnargli la fascia di capitano, come invocato da più parti, ma è certo che un giorno o l'altro succederà.
Per adesso è giusto che resti il cuore pulsante della squadra, l'uomo che può cambiare le sorti ed il ritmo di una partita con un'accelerazione.

Ritrovato l'ardore di Wilshere, la brillantezza di Santi Cazorla, la visione di Mikel Arteta e la potenza di Abou Diaby questo Arsenal potrà immediatamente riprendere il cammino che porta alle zone alte della classifica, una posizione più consona rispetto alla situazione attuale di classifica.
Come per incanto - e i tabloid non lesineranno certo titoli e gli "io l'avevo detto" - Theo Walcott butterà dentro un pallone dopo l'altro perchè uno come lui, che davanti alla porta non sbaglia praticamente mai, è il miglior terminale possibile per i suggerimenti geniali di alcuni tra i centrocampisti più forti al mondo.

Non dimenticatelo.

Adesso spazio alla partita col Chelsea e vada come vada: si gioca a Stamford Bridge contro una squadra capace di tutto e del suo contrario, proprio come l'Arsenal: sulla carta possiamo vincere oppure tornare con tanti gol sul groppone - sarà una specie di lotteria ma sprattutto una buona occasione per mostrarsi coraggiosi, uniti e combattivi.
E che sia quel che sia.

COMMON ARSENAL!

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