lunedì 28 gennaio 2013

Arsenal vs West Ham 5-1 : cinque puntelli per il morale dei Gunners



Convincente e soprattutto dannatamente necessaria, la vittoria registrata dai Gunners contro il West Ham di Sam Allardyce ha il grande merito di ridare fiducia ad una squadra in caduta libera, reduce da due sconfitte consecutive e disperatamente alla ricerca di un segnale di ripresa.
Ci sono voluti ulteriori quarantacinque minuti di sofferenza prima che gli spettatori dell’Emirates Stadium potessero finalmente vedere i ragazzi di Arsène Wenger esprimere le loro qualità più evidenti – merito in egual misura di una ritrovata determinazione da parte dei padroni di casa e di una tattica quantomeno discutibile applicata dalla squadra ospite.

Non mi soffermo ad elogiare le prestazioni di Lukas Podolski, Olivier Giroud o Santi Cazorla – già abbondantemente incensati su tutti gli organi d’informazione – ma preferisco concentrarmi su un giocatore che da mesi non riceve che critiche, spesso assolutamente immeritate e ingenerose: parlo ovviamente di Aaron Ramsey, diventato settimana dopo settimana il bersaglio preferito di tanti tifosi e qualche blog che si occupa dei Gunners.
Non sto dicendo certo che il gallese sia del tutto esente da critiche – non sono cieco fino a quel punto – però il talento e la personalità di questo ragazzo non dovrebbero nemmeno essere messe in discussione, ed invece leggo sempre più spesso che Aaron Ramsey non avrebbe le qualità per vestire la maglia dell’Arsenal.
Trovo profondamente ingiusto e velatamente meschino prendersela con un ragazzo di 23 anni, per di più reduce da un bruttissimo infortunio,  che per colpe non sue fino ad ora ha mostrato solo una piccola parte delle enormi qualità di cui dispone, senza tuttavia mai far mancare un impegno totale e una determinazione feroce.
Si possono dire tante cose di Ramsey, però nessuno può rimproverargli di mancare di carattere e determinazione – a differenza di tanti suoi osannati compagni di squadra: raramente ho visto un ragazzo così giovane essere capace di rialzarsi così tante volte dopo tante brutte cadute (infortuni, contestazioni ecc) e non farsi mai abbattere da una giocata sbagliata o una giornata negativa; fate attenzione a come si comporta in campo, per quanto possa giocare male un pallone sarà sempre lì a chiedere quello successivo, impermeabile alle famose “sabbie mobili” che inghiottono tanti giocatori dopo una serie di errori.
Non è una qualità da poco in un gruppo che invece tende a scomparire quando le cose vanno male (leggi Cazorla, Walcott e Chamberlain ad esempio), vorrei quindi che in tanti ci pensassero prima di fischiare un giocatore del genere.
È vero che ha messo insieme tanti prestazioni deludenti, soprattutto quando Arsène Wenger lo ha schierato esterno di centrocampo, però non si è mai lamentato chiedendo di giocare solo nel suo ruolo preferito e si è umilmente messo a disposizione dei compagni – offrendo quel che poteva; non appena tornato nel centro nevralgico del campo, ecco che per magia ha sfornato la prestazione che ci si aspetta da uno come lui, fatta di tanti palloni toccati, pochissimi dei quali sprecati, e una presenza costante nel gioco della squadra – da vero direttore d’orchestra.
Il futuro di Aaron Ramsey è davanti alla difesa, nella posizione attualmente occupata da Mikel Arteta, ed il fatto di essere spesso schierato fuori ruolo è solo la strategia usata da Arsène Wenger per far crescere la consapevolezza e la visione di gioco del suo centrocampista del futuro – come già fatto in passato con Jack Wilshere.
Fischiarlo ora vorrebbe dire mettere in dubbio in primis le qualità di un talento cristallino, corteggiato da mezza Premier League ai tempi del Cardiff City, il fiuto e la fiducia di uno specialista come Arsène Wenger e magari insinuare nella testa del gallese il dubbio di aver fatto la scelta sbagliata quando ha rifiutato l’offerta di Sir Alex Ferguson per diventare un Gunner.
Questo sì che sarebbe un errore imperdonabile, non certo un lancio sballato o un pallone perso a centrocampo.

Spazio ora all’incontro di FA Cup contro il Brighton, nella speranza che l’eliminazione subita contro il piccolo Bradford abbia insegnato qualcosa ai ragazzi di Arsène Wenger.

COMMON ARSENAL!

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