04 febbraio 2013

Arsenal vs Stoke 1-0 : il quarto posto non è più troppo lontano

C’è voluta una deviazione della barriera e molto coraggio (ben riposto) dell’arbitro nello smentire il proprio guardalinee perchè l’Arsenal avesse la meglio sul fortino prevedibilmente messo in piedi da Tony Pulis. Non fosse stato per quella deviazione forse saremmo qui a raccontare di un Arsenal sprecone, incapace di capitalizzare le tante occasioni create e vittima ancora una volta tanto dell’approccio ultradifensivista della Stoke City quanto della propria cronica leziosità.
Fortunatamente – e meritatamente, bisogna dirlo – la punizione calciata da Lukas Podolski è finita in fondo al sacco e il direttore di gara Chris Foy ha correttamente assegnato il gol, dato che nessun giocatore dell’Arsenal ha influito sulla traiettoria ingannevole del pallone calciato dal tedesco.

Cosa conservare di questa partita? Sicuramente i tre punti che ci portano a contatto con quel quarto posto divenuto l’obbiettivo minimo, poi il debutto di Nacho Monreal, apparso subito a proprio agio sulla corsia di sinistra e sopravvissuto a quello shock culturale di cui ha parlato con arguzia Arsène Wenger ed infine il rientro di Mikel Arteta a centrocampo, autentico baluardo e piattaforma ideale per far esplodere le qualità di Jack Wilshere, Theo Walcott, Alex Oxlade-Chamberlain e dei subentranti Santi Cazorla e lo stesso Lukas Podolski.
Niente male per un’anomina partita di metà campionato contro l’ostico Stoke City, aggrappatosi alle parate di un eccellente Asmir Begovic (che finirà allo United l’anno prossimo) e deciso a chiudere ogni spazio alla manovra dei Gunners anche a costo di non creare nemmeno l’ombra di un’occasione da gol.

Purtroppo ad essere pignoli ci sono anche un paio cose che vanno sottolineate con la matita rossa: innanzitutto le troppe occasioni sprecate perchè – bravura del portiere avversario a parte – le conclusioni da distanza ravvicinata sono comunque più difficili da sbagliare che non da convertire, poi il cronico leziosismo che porta i giocatori di Arsène Wenger a cercare sempre il passaggio di troppo nei pressi dell’area di rigore invece che provare la conclusione diretta, un difetto/pregio che non credo sarà mai intaccabile poichè intrinseco alla filosofia di Arsène Wenger e quindi ormai del Club stesso.
Odiate oppure amate la cosa, fatto sta che non cambierà mai.
Quando ci penso a mente fredda vorrei che l’Arsenal continuasse a voler portare la palla oltre la linea di porta ed evitasse di trasformarsi in un Manchester United qualsiasi che colpisce alla minima occasione (bella o brutta che sia l’azione) ma è chiaro che l’idea di dover creare cinque o sei occasioni per poterne finalizzare una – per quanto bellissima – non è la via più semplice verso il successo.

Il pareggio casalingo dell’Everton contro il disperato Aston Villa e la sconfitta del Chelsea di Rafa Benitez sul campo del Newcastle hanno dato una grossa mano all’Arsenal, speriamo quindi che questo slancio possa protrarsi oltre e che aiuti i Gunners a mettere insieme una buona serie di vittorie, a partire dal prossimo impegno che vedrà gli uomini di Arsène Wenger affrontare il Sunderland in trasferta.
Teniamo la testa bassa e mettiamoci bene in testa che quest’anno si dovrà lottare fino all’ultimo per arrivare in Champions League e che la sola soddidfazione stagionale potrà arrivare dalla FA Cup, anche se la strada è molto lunga e piena di insidie, molto più per demerito di un Arsenal inaffidabile che per merito di avversari davvero troppo forti: con Liverpool e Tottenham già fuori dalla competizione ed il Chelsea costretto al replay dal modesto Leeds, non resterebbero che le due squadre di Manchester come reali contendenti per la coppa ma il problema è che questo Arsenal può tranquillamente vincere contro il City e perdere contro il Bradford perciò fare previsioni non è consigliato.

Mettiamoci l’anima in pace, prendiamo quanto di buono arriverà da ogni partita ed evitiamo di volare troppo alti visto che questa squadra non ce lo permette – chissà che un cambio di punto di vista non possa giovare anche ad una squadra che ha ancora tendenza a sopravvalutarsi, salvo poi sbattere i denti sull’ostacolo più insignificante.
Il lato positivo è che ogni dente rotto aiuta a crescere, quindi concentratevi sul fatto che dente dopo dente stiamo diventando grandi!

COMMON ARSENAL!

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