lunedì 11 febbraio 2013

Sunderland vs Arsenal 0-1 : grande vittoria tra mille difficoltà

Dal momento che il campo dell’Arsenal non è mai stato tra i preferiti di Arsène Wenger e i suoi ragazzi, la vittoria di misura registrata contro i Black Cats assume i toni della vera e propria impresa – a discapito di un divario tecnico che avrebbe dovuto influire molto di più sulla gara.
Sarà per la formazione rimaneggiata, sarà per la tendenza suicida che vede i Gunners sprecare sistematicamente l’enorme lavoro svolto in partita, sarà perchè in fondo l’Arsenal è abbonato alle beffe finali ma mi aspettavo che Steven Fletcher, Danny Graham o magari Titus Bramble avrebbero trovato il pareggio in mischia, sfruttando uno dei troppi calci piazzati concessi ai padroni di casa.
Ironia della sorte, tutti e tre sono andati molto vicini al colpaccio e non fosse stato per i grandissimi riflessi di Wojciech Szczesny saremmo qui a rimuginare sull’ennesima occasione mancata, sull’ennesima rimonta concessa all’avversario e sulle possibilità di arrivare al quarto posto sempre meno concrete.

Godiamoci quindi una vittoria sofferta, fortemente voluta e soprattutto completamente meritata contro una compagine – quella di Martin O’Neill – che ha reso la vita difficile ad un Arsenal già di per sè in condizione d’emergenza: per colpa della solita epidemia d’infortuni e di un mercato gestito in maniera quantomeno discutibile che ha indebolito numericamente il settore difensivo rendendolo orfano di Johan Djourou e (anche se non fisicamente) di Sébastien Squillaci, Arsène Wenger non ha potuto fare altro che spostare Bacary Sagna centralmente per sopperire alle contemporanee assenze di Thomas Vermaelen e Laurent Koscielny, inserendo Carl Jenkison come terzino destro.
Se aggiungiamo il fatto che Nacho Monreal è solamente alla seconda partita con la maglia dei Gunners, ecco che la linea difensiva proposta da Arsène Wenger contro un collaudato ed affamato Sunderland non lasciava presagire niente di buono per il pomeriggio.

Teniamoci strette le prestazioni di Jack Wilshere a centrocampo (e la buona notizia che l’infortunio non sembra serio), di Aaron Ramsey nell’inedito ruolo di terzino dopo l’espulsione di Car Jenkison e la voglia di lottare messa in mostra da tutta la squadra, Olivier Giroud in primis, ma ricordiamoci bene che un secondo tempo come quello giocato allo Stadium of Light non basterà per superare il Bayern Monaco:  contro i bavaresi non ci sarà spazio per le ingenuità alla Jenkison nè per le ripicche messe in mostra prima da Olivier Giroud poi da Santi Cazorla, ma bisognerà giocare da squadra e prepararsi a lottare su ogni pallone.
Non ci saranno Stéphane Sessegnon né Sebastian Larsson ma Franck Ribéry e Arjen Robben, non ci saranno Steven Fletcher né Danny Graham ma Mario Gomez e Mario Mandzukic; della partita contro il Sunderland bisogerà tenersi stretta la voglia di non mollare ma poco altro, perchè tecnicamente avremmo dovuto stravincere la partita ed invece abbiamo accolto il triplice fischio dell’arbitro come una liberazione, consapevoli che il fortino non avrebbe retto all’infinito.

Un Arsenal combattivo e consapevole dei propri mezzi potrà rivelarsi un cliente molto scomodo per la squadra di Jupp Heynckes (e qualsiasi altra compagine in Europa), la minima flessione invece trasformerà i Gunners in quell’armata allo sbando che é stata in grado di perdere contro il Bradford e potrebbe fare altrettanto contro Blackburn, Queens Park Rangers o chissà chi altro.

Concentrazione, umiltà, voglia di stupire: tre armi che l’Arsenal possiede ma che non sa di avere – tre armi che potrebbero risultare decisive nel recupero di questa stagione altalenante.

COMMON ARSENAL!

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