04 aprile 2013

Due parole sul mercato che sarà, in via strettamente eccezionale!


Vista l’insolita (e preoccupante) tranquillità che sta aleggiando in casa Arsenal alla vigilia della trasferta a casa del temibile West Brom, in via del tutto eccezionale voglio fare un paio di considerazioni in chiave mercato: come sarà l’Arsenal del futuro?

Le voci si rincorrono sul web, il pettegolezzo svaria da un Arsenal pronto a lasciar partire più della metà della rosa – con qualche nome eccellente sulla lista dei partenti quali Wojciech Szczesny e Thomas Vermaelen – ad un Arsène Wenger pronto a fare follie e portare a Londra alcuni dei calciatori più corteggiati d’Europa.

I nomi che circolano sono sempre i soliti, da Stevan Jovetic a Isco, passando per il sempreverde Adrian, un clamoroso ritorno di Fàbregas e lo sbarco di David Villa, già molto vicino ai Gunners durante il mercato invernale.

Quanto ci sia di vero in tutto questo non è dato sapersi, soprattutto quando a condurre il mercato è un fissato dell’ermetismo come Wenger, però dove c’è fumo si trova spesso anche l’arrosto e quindi alcuni dei nomi citati fino a qui potrebbero essere obbiettivi reali dell’Arsenal.
Inutile dire che senza qualificazione alla prossima Champions League la lista è destinata ad impoverirsi – a dispetto di quanto ripetono Ivan Gazidis e il resto del direttivo – perciò tanti dei nomi più gettonati resteranno in una sorta di limbo da qui alla fine della stagione.
C’è chi si divertirà alle spalle dell’Arsenal per i possibili mancati acquisti, ci sarà il sempre nutrito partito dei “io l’avevo detto” (dicono tutto e il contrario di tutto, per forza di cose ogni tanto ci prendono!) e le voci non faranno altro che moltiplicarsi di giorno in giorno, è perciò molto importante non farsi risucchiare dal ciclone e chiedersi in maniera obbiettiva e distaccata quale tipo di giocatore servirebbe davvero all’Arsenal – Champions o non Champions.

Io la mia idea me la sono fatta, non mi piace molto sventolare nomi perché riesco ancora a distinguere le dinamiche del calcio giocato da quelle di Scudetto (voi chiamatelo pure Football Manager, per me resterà per sempre Scudetto) ma mi presto volentieri al giochino più in voga del momento. Personalmente non sono tra quelli che chiedono l’arrivo di un difensore centrale perché sono convinto che un singolo non possa da solo trasformare questa zoppicante linea difensiva in un fortino inespugnabile: a mio modesto parere Laurent Koscielny, Thomas Vermaelen e Per Mertesacker sono ottimi difensori e hanno ampiamente dimostrato di poter svolgere il loro compito in maniera egregia.
Quando sono lasciati in balìa degli avversari ovviamente vanno in difficoltà e si espongono a figuracce in prima persona, mentre le responsabilità andrebbero condivise per lo meno con terzini e centrocampisti.
Ben venga un quarto difensore affidabile per sopperire alle probabile partenze di Johan Djourou e Sebastien Squillaci, sarei però sorpreso se Arsène Wenger spendesse parecchi milioni per uno stopper.
Svanito (?) Mapou Yanga-M’Biwa, dovessi fare un nome sceglierei senza dubbio Micah Richards del Manchester City.

Chiuso da Kompany, Lescott e Nastasic, il ragazzo ha apertamente dichiarato di essere un Gooner da sempre e potrebbe esplodere definitivamente sia come centrale che come terzino destro, avendo dalla sua un fisico straripante e la giovane età.
Data la probabile partenza di Bacary Sagna, uno come lui potrebbe essere l’uomo giusto al posto giusto, nel momento giusto.

Altro tema caldo è quello del famoso mediano di rottura, il tassello magico che renderebbe perfetto il malconcio puzzle di Arsène Wenger: c’è chi invoca il ritorno di Alex Song, c’è chi rimpiange la partenza di Yann M’Vila e chi vorrebbe vedere l’alsaziano aprire il portafogli per strappare Marouane Fellaini all’Everton.
Anche qui – mi spiace – preferisco gli uomini attualmente a disposizione di Arsène Wenger: non rimpiango minimamente Alex Song, uno che ha brillato più per gli assist forniti a Robin van Persie che per i palloni recuperati; non rimpiango il fatto che Yann M’Vila abbia firmato un contratto faraonico con il Rubin Kazan, viste le frasche extra calcistiche e il poco o nulla messo in mostra fino a qui, perché mi ostino a credere che il centrocampista ideale l’Arsenal lo abbia già in rosa: si, parlo proprio di Abou Diaby.

Mi spiace per i tanti suoi detrattori, il ragazzo ha qualità straordinarie e se fino a qui non ha potuto metterle in mostra non è certo per colpe proprie, quanto purtroppo per un certo accanimento della sfortuna.
Non ci sto al gioco al massacro verso un calciatore giudicato irrecuperabile (ma non lo era anche van Persie, prima che ci trascinasse in Champions?) che tuttavia ha ancora davanti a sé anni in cui potrà finalmente conquistarsi quella carriera scintillante che merita.
Forse non sarà il perno del centrocampo dell’Arsenal per i prossimi dieci anni, potrà però essere una pedina fondamentale per i prossimi cinque anni.
Tecnica sopraffina, centimetri, progressione irresistibile e gambe telescopiche per arpionare il pallone, Abou Diaby ha tutte le caratteristiche per diventare lo scudo perfetto per la difesa dei Gunners e il trampolino di lancio ideale per innescare Santi Cazorla, Theo Walcott e Lukas Podolski.
Di Patrick Vieira ha tutto, gli manca solo quel carisma che ti regalano i minuti passati a lottare sul campo: se la sorte glielo concederà, Abou Diaby potrà mettere insieme quell’esperienza che lo renderà autoritario, combattivo e sempre più efficace.
L’Abou Diaby che conosco io è quello di Anfield e di fronte a quel giocatore il confronto diventa duro per molti dei suoi colleghi.

Diverso e condivisibile, invece, il discorso di un sostituto per sopperire alle assenze del francese, purtroppo più che prevedibili.
Al momento i centrocampisti che abbiamo in rosa hanno tutti le stesse caratteristiche e nessuno assomiglia minimamente a Diaby, servirebbe perciò qualcuno in grado di portare presenza fisica tra centrocampo e difesa: non fosse per il prezzo assolutamente fuori mercato, il nome di Marouane Fellaini sarebbe quello giusto ma l’idea di pagare per il belga più del doppio di quanto versato al Malaga per Santi Cazorla è francamente delirante.
Qui non ho un nome da proporre, mi spiace.

Chiudo con i due reparti più discussi della stagione, l’attacco e il parco portieri: come quasi tutti i colleghi, Olivier Giroud non ha deluso ma nemmeno convinto completamente critica e tifosi, alternando prestazioni incoraggianti a partite anonime per non dire scadenti; come lui anche Gervinho ha fatto poco per guadagnarsi la stima dei Gooners, sempre più inclini a considerare l’ivoriano più un personaggio pittoresco che una valida alternativa per i piani di Arsène Wenger.
Discorso leggermente diverso per Theo Walcott e Lukas Podolski: se il primo sta diventando sempre più letale sotto porta ma non trova la giusta continuità durante la stagione, il tedesco ha sempre risposto presente quando schierato ma ha spesso pagato un ruolo più da centrocampista che da attaccante.
A differenza di altri, tuttavia, Podolski ha sempre saputo rendersi utile e ha lottato ogni minuto passato con indosso la maglia dell’Arsenal – una qualità che dovrebbe essere trasmessa a tanti compagni di squadra.

L’arrivo di un attaccante di provata affidabilità sarebbe una manna dal cielo per l’Arsenal, sia dal punto di vista della finalizzazione che da quello psicologico perché un conto è sapere di affrontare Gervinho o Giroud, un altro invece sapere di avere a che fare con David Villa o simili.
Personalmente sceglierei subito l’attaccante del Barcellona, nonostante l’età, però il nome di Stevan Jovetic profuma di affare alla Santi Cazorla – arrivato senza troppo clamore e trasformatosi in protagonista fin dal primo giorno.

L’attaccante della Fiorentina – qualche anno fa considerato il prospetto più intrigante del calcio europeo – sarebbe quel tipo di centravanti atipico in grado di costruire e finalizzare tanto in voga tra i Club di prima fascia (e non solo).

Chiudiamo con i portieri infine, con Lukasz Fabianski e Vito Mannone ormai quasi certi di cambiare maglia durante l’estate.
Se non mi dispiace affatto per l’Italiano, quasi mai all’altezza dell’Arsenal, la metamorfosi di Fabianski nelle ultime settimane potrebbe portare Arsène Wenger a proporre un contratto nuovo al polacco: chiaramente Fabianski accetterebbe solo sapendo di giocarsela alla pari con Wojciech Szczesny, il che è tutt’altro che scontato.

Nonostante le critiche e gli attacchi, Szczesny resta il titolare di domani e – per quanto mi riguarda – uno dei talenti più interessanti tra i portieri d’Europa: non ho nemmeno bisogno di riflettere se qualcuno proponesse uno scambio con David de Gea, Hugo Lloris o Jack Butland – io mi tengo stretto Woj!
Sarei più che felice di vedere Arsène Wenger affiancare un uomo d’esperienza e affidabilità al polacco, qualcuno da cui Szczesny possa imparare per davvero e che lo costringa a sudare per guadagnarsi il posto da titolare.
Se Wojciech Szczesny si è riposati sugli allori è perché la concorrenza si chiamava Manuel Almunia, Lukasz Fabianski e Vito Mannone.
Il modo migliore per trasformare Chezzny in un campione è mettergli qualcuno alle calcagna: i nomi di Simon Mignolet, Asmir Begovic e del vecchio Mark Schwarzer sono perfetti per tenere Szczesny sulle spine.

Giochino finito, concentriamoci sulla trasferta a casa del West Brom e la rincorsa alla prossima Champions League.

Il cammino resta arduo, la salita è ancora lunga – meglio non staccare i piedi dai pedali.

COMMON ARSENAL!!!

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti