lunedì 8 aprile 2013

... e cinque ragioni per le quali tremare!

Ahimé, non è tutto rose e fiori.
Ci sono anche ragioni per le quali è bene mantenere la guardia alta e continuare a pedalare senza pensare alla linea d’arrivo.
Ognuna delle sette partite che separano l’Arsenal dalla qualificazione alla prossima Champions League rappresenta una potenziale trappola, poco importa chi sia l’avversario di fronte.

5. IL CALENDARIO
Sembra un paradosso, eppure il calendario non proibitivo potrebbe trasformarsi da vantaggio a handicap per i Gunners.
Trovandosi di fronte squadre che virtualmente non hanno nulla da perdere, partendo con lo status di sparring partner, le compagini che arriveranno all’Emirates potranno concedersi il lusso di giocare una partita senza pressione, lasciando all’Arsenal tutti gli oneri e le responsabilità.
Ricordiamo tutti come sono finite le partite contro Wigan, Norwich e QPR dell’anno scorso – vediamo di non ripetere l’errore.

4. GLI AVVERSARI
Inutile nascondersi, questa corsa allargata a quattro/cinque squadre rischia di essere usurante per i Gunners: tante variabili da tenere in conto, più possibilità di essere puniti al minimo errore ed una pressione crescente di partita in partita, proveniente inoltre da diverse angolazioni.
La situazione non è ideale per poter giocare a mente libera, giocoforza le notizie che arriveranno dai campi più caldi influiranno sulle prestazioni dei giocatori dell’Arsenal.
Toccherà ad Arsène Wenger e Steve Bould rendere impermeabili i giocatori, il fatto di essere padroni del proprio destino dovrebbe aiutare.

3. LA RINCORSA
Impossibile non tenerne conto, la grande rimonta realizzata fino a qui rischia seriamente di presentare il conto – e lo farà senza preavviso.
Tutti quanto sanno perfettamente che l’Arsenal dà il meglio di sé quando si trova con le spalle al muro, come reagiranno i Gunners a questo nuovo status di favoriti?
La speranza è che nessuno abbassi la guardia, l’influenza delle energie psico-fisiche spese finora per guadagnarsi il diritto allo sprint finale sarà uno degli indici principali nell’analisi finale di questa volata.

2. LA PRESSIONE DEI FAVORITI
Come detto, i Gunners sono passati da inseguitori ad inseguiti – un cambiamento radicale nelle menti dei giocatori.
Se finora l’Arsenal poteva far leva sui necrologi che esperti, giornalisti e avversari avevano già preparato per festeggiare il fallimento dei londinesi, ora questa enorme molla verrà meno e sarà quindi indispensabile non alzare il piede dall’acceleratore – nemmeno di un millimetro.
Al contrario, bisognerà correre ancora di più perché d’ora in avanti gli avversari avranno dalla loro parte la spinta di una rincorsa da compiere, una specie di miracolo da mettere in piedi.

 1. LA LEGGE DEI GRANDI NUMERI
Mi fa perfino paura scrivere una cosa del genere, però è ovvio pensare che questa serie magnifica debba – un giorno lontanissimo – arrivare a conclusione. Arsène Wenger è una specie di stregone e le sue rincorse sono sempre andate a buon fine, resta tuttavia la paura che un giorno o l’altro l’incantesimo finisca.
Fino a quando giocatori, manager e tifosi saranno ben consapevoli che la Champions League non è un diritto divino per l’Arsenal, le possibilità di non centrare l’obbiettivo resteranno al minimo – come successo fino a qui.

COMMON ARSENAL!!!

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