lunedì 22 aprile 2013

Fulham vs Arsenal 0-1 : tre buoni punti ma poco altro

Ben consapevole dell’ostacolo che la trasferta a Craven Cottage avrebbe rappresentato per i Gunners, vedere l’arbitro estrarre dal taschino il (sacrosanto) cartellino rosso per sventolarlo sotto il naso di Steve Sidwell non mi è sembrato vero: giocare in superiorità numerica per la bellezza di 78 minuti più recupero in una partita cruciale come quella contro il Fulham, alla vigilia di due scontri fratricidi che mettevano di fronte Tottenham e Manchester City da una parte e Liverpool e Chelsea dall’altra, sembrava un regalo divino.

Un secondo dopo – tuttavia – ho sentito un brivido scendere lungo la spina dorsale.

Perchè?
Perchè l’Arsenal non sa giocare se non con le spalle al muro; perché se la missione diventa improvvisamente più facile del previsto, i giocatori in campo diventano insopportabilmente leziosi; perché se la squadra avversaria non ha niente da perdere e la pressione finisce tutta sulle spalle dei Gunners, gli scricchiolii si fanno sempre più insistenti; soprattutto, perché ogni volta che l’Arsenal sembra avere a portata di mano una facile vittoria, ecco che succede l’imponderabile.
Il pareggio nel derby di qualche anno fa (da 4-1 a 4-4), la sconfitta a casa del Wigan da 2-0 a 2-3 in dieci minuti, l’assurdo pareggio concesso al Newcastle dopo aver chiuso il primo tempo sul 4-0 (e i primi dieci minuti sul 3-0) sono tutte prove tangibili di quanto siano bravi i Gunners a commettere l’irreparabile.

Puntualmente, per quando cercassi di scacciare i brutti pensieri, ecco che ci siamo messi a giocare in maniera approssimativa, a mancare di determinazione quando si trattava di effettuare il passaggio decisivo e a mancare soprattutto di ferocia quando si trattava di concludere a rete.
Come prevedibile, e in maniera più che legittima, il portiere più impegnato della prima frazione di gioco è risultato essere Wojciech Szczesny, decisivo su Dimitar Berbatov lanciato a rete e reattivo nel disinnescare altre due situazioni molto pericolose.

Non fosse stato per l’inusuale combinazione aerea tra Laurent Koscielny e Per Mertesacker, il gol del vantaggio per i Gunners sarebbe potuto non arrivare mai.

Per quel che mi riguarda, la partita è finita lì.

Non so se per iniziativa personale o per direttive tattiche, fatto sta che l’Arsenal ha cominciato ad accontentarsi di mantenere il possesso del pallone e ha palesemente rinunciato a cercare il gol che avrebbe messo la partita in ghiaccio.
L’assurdo dato del possesso palla in favore degli ospiti stride fortemente con le occasioni da gol create – una in tutto il secondo tempo – e ha permesso agli uomini di Martin Jol di provare addirittura a recuperare il risultato, mettendo sotto pressione i terzini avversari e tagliando qualsiasi rifornimento a Olivier Giroud.
Per lunghi tratti del secondo tempo la squadra in inferiorità numerica sembrava essere proprio l’Arsenal che, nonostante la netta superiorità tecnica, non è mai stata in grado di approfittare dell’uomo in più, perdendo palloni a ripetizioni a centrocampo e non sapendo (ancora una volta) permettere alla difesa di respirare con un possesso palla efficace nella metà campo avversaria.
Non ricordo una sola parata di Mark Schwarzer, il cui unico compito della partita è stato raccogliere dal fondo della rete il pallone deviato in maniera vincente da Per Mertesacker.

Ancora una volta sia Olivier Giroud che Theo Walcott sono stati deludenti, incapaci di creare un vero pericolo alla difesa avversaria, mentre il rientro di Tomas Rosicky non ha garantito i soliti cambi di ritmo cui il piccolo Mozart ci ha abitutati.

L’importante era vincere – mi direte – però in questa maniera di vittorie se ne ottengono molto poche: chiaramente questo atteggiamento e questo tipo di prestazione non basterà a battere il Manchester United perciò è meglio che Arsène Wenger infonda una nuova sicurezza ai fragili nervi dei suoi uomini se non vuole lasciare per strada punti fondamentali.
A proposito di Manchester United, sembra inevitabile che toccherà all’Arsenal e all’Emirates Stadium rendere omaggio ai campioni d’Inghilterra visto che tre punti stasera contro l’Aston Villa consegnerebbero il titolo agli uomini di Sir Alex Ferguson: sono curioso di vedere come reagiranno gli spalti quando dal tunnel uscirà Robin van Persie, Arsène Wenger ha già invitati gli spettatori a mostrare rispetto all’olandese ma dubito fortemente che la maggioranza si farà convincere.
Detto questo, molto meglio concedere la Guard of Honour piuttosto che vederli vincere il titolo a casa nostra.

Domenica prossima in palio ci saranno altri tre punti vitali per la qualificazione alla prossima Champions League, tre punti che hanno lo stesso valore di quelli strappati al Fulham e di quelli che l’Arsenal dovrà fare in modo di conquistare anche contro QPR, Wigan e Newcastle.
Il resto sono solo chiacchiere.
Amarissime chiacchiere.

COMMON ARSENAL!

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