08 aprile 2013

La volata verso la Champions League, cinque ragioni per le quali sperare...

Mancano sette partite, 630 minuti di pura passione per arrivare a strappare il biglietto per la prossima Champions League, o per lo meno per il turno preliminare.
ClockEndItalia vi offre una lista di dieci ragioni per le quali vale la pena essere ottimisti e altrettante per le quali conviene forse cominciare a fare scongiuri, macumbe e compagnia:

5. IL CALENDARIO
Sulla carta, le sfide che attendono i Gunners non sono tra le più proibitive, fatta eccezione forse per gli scontri con Everton e Manchester United i quali però vedranno come terreno di sfida l’Emirates Stadium, un piccolo vantaggio che potrebbe fare la differenza in partite così delicate. Il  Tra le dirette contendenti, il Chelsea dovrà affrontare Manchester United, Liverpool ed Everton, le prime due delle quali in trasferta mentre gli Sp*rs incontreranno il Manchester City in casa e rischiano di perdere ulteriore terreno dopo gli scivoloni recenti.

4. LA ROSA A DISPOSIZIONE
A differenza della stagione scorsa, questo Arsenal non è una squadra dipendente da un singolo fuoriclasse. Se la stagione scorsa RvP ci aveva praticamente trascinati in Champions, quest’anno la squadra sembra globalmente più pericolosa, rendendo difficile la vita agli avversari.
Al contrario, gli Sp*rs dipendono spudoratamente da Gareth Bale (attualmente infortunato) e potrebbero patire l’assenza del proprio salvatore qualora i postumi dell’infortunio gli impedissero di brillare. Seppur maggiormente attrezzato, il Chelsea deve ach’esso molto alla vena di Oscar e alla finalizzazione di Demba Ba, unico terminale affidabile viste le difficoltà di Fernando Torres.

3. ARSÈNE WENGER
Nè André Villas-Boas nà Rafa Benitez hanno l’esperienza e la sagacia dell’alsaziano, ormai uno specialista nel trovare le risorse giuste per una rincorsa a perdifiato. Proprio quando tutto sembrava perduto (1-2 a White Hart Lane, Sp*rs a +5), Arsène Wenger ha tirato fuori dal cappello le parole giuste per accendere il fuoco sacro tra le sue fila, ridando smalto ad una compagine che sembrava pronta a cadere.

2. PADRONI DEL PROPRIO DESTINO
Anche se ipotetico (per ora), il fatto di non dover più rincorrere ma di poter finalmente dipendere solo da sé stessi per raggiungere l’obbiettivo è cosa non da poco.
Niente più refresh isterici a Twitter e FB, niente più orecchie attaccate nervosamente alle radioline (per i più nostalgici) ma la consapevolezza che sia l’Arsenal stesso a decidere del proprio destino.
Una sensazione niente male.

1. I RIENTRANTI JACK WILSHERE, LUKAS PODOLSKI e THEO WALCOTT
Seppur non brillantissimi prima dei rispettivi infortuni, potrebbero d’improvviso diventare i nuovi motori dell’Arsenal per questo sprint finale. La lunga rimonta è usurante e i pochi ricambi in mezzo al campo hanno costretto agli straordinari sia Mikel Arteta che Aaron Ramsey, per non parlare di Tomas Rosicky. L’energia, tecnica, visione e cuore di Jack Wilshere potrebbero essere la spinta necessaria per scardinare le difese avversarie quando arriveranno all’Emirates per “parcheggiare il bus”
Al contrario, uno come Theo Walcott potrebbe essere letale in trasferta, sfruttando anche il minimo spazio e offrendo quei gol dall’ala che mancano sia a Gervinho che a Chamberlain. La sua capacità di partire da destra e convergere al centro potrebbe essere indigesta a tante difese.
Il tedesco infine, ormai pronto al rientro, potrebbe d’incanto riportare sotto gli occhi dei Gooners tutta la forza di una corsia mancina che ha spesso fatto le fortune dell’Arsenal. A differenza di tanti compagni di squadra, è una vera ala e sa dialogare con il terzino di turno (che sia Kieran Gibbs o Nacho Monreal) creando sistematicamente la superiorità sulla fascia sinistra. Poi, con quel piede, può risolvere la partita da un momento all’altro.

COMMON ARSENAL!!!

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