domenica 7 aprile 2013

West Brom vs Arsenal 1-2: venti minuti di terrore ingiustificato per una vittoria più che meritata


Ricorderemo tutti a lungo l’autentico terrore cui siamo stati sottoposti dall’Arsenal dopo l’espulsione di Per Mertesacker ed il successivo gol su calcio di rigore di James Morrison: venti minuti di sofferenza, tachicardia, preghiere e apnee prolungate finite solo quando Howard Webb ha deciso di mettere fine alla partita e liberare un grido di sollievo tra giocatori e tifosi, tanto allo stadio quanto davanti alla TV.

Bisogna dire che fino all’episodio del rigore, la partita stava andando nella maniera più semplice per i Gunners e gli uomini di Arsène Wenger sembravano aver fatto il necessario per portare a casa tre punti importantissimi nella corsa alla qualificazione alla prossima Champions League.
La prima doppietta in maglia Arsenal di Tomas Rosicky aveva infatti permesso ai Gunners di disinnescare gli ardori di un West Brom deciso a rendere la vita difficile agli avversari; nonostante qualche momento di difficoltà nelle fase iniziali della partita, l’Arsenal aveva saputo prendere possesso del campo e del pallone per poi colpire in maniera spietata prima con una bell’azione Arteta-Gervinho-Rosicky e poi – ad inizio ripresa – con un’altra combinazione Ramsey-Rosicky finalizzata da quest’ultimo con una precisa conclusione sul palo lontano dopo che Ben Foster aveva respinto il primo violento tentativo del centrocampista ceco.
Non fosse stato per l’imprecisione di Aaron Ramsey, l’Arsenal avrebbe anche potuto mettere a segno uno dei gol più belli della stagione grazie al magnifico passaggio filtrante di Santi Cazorla per Olivier Giroud, il cui colpo di tacco aveva messo il centrocampista gallese a tu per tu con il portiere avversario: questione di centimetri, la conclusione di Ramsey è finita a lato.

Poi, improvviso, è arrivato il temporale.

Per Mertesacker ha steso Shane Long in area di rigore, Howard Webb ha indicato il dischetto ed estratto il cartellino rosso per il tedesco, dando il via all’assedio dei padroni di casa: prima James Morrison ha realizzato il calcio di rigore – anche se Fabianski avrebbe dovuto respingere la conclusione del centrocampista dei Baggies – e da lì in poi l’Arsenal è stato incapace di conservare il pallone e dare respiro ad una difesa sempre più sotto pressione.
Arsène Wenger ha tolto Gervinho per inserire Thomas Vermaelen, poi Santi Cazorla per rinforzare la difesa con Kieran Gibbs ed infine Tomas Rosicky per aggiungere un centrocampista difensivo come Francis Coquelin.
Tra una sostituzione e l’altra ci sono state tante occasioni per i padroni di casa, con McAuley, Shane Long e soprattutto il vero protagonista del finale di partita: Romelu Lukaku.
Il centravanti belga di origini congolesi, arrivato in prestito dal Chelsea, ha letteralmente messo in ginocchio la difesa ospite grazie a qualità fisiche impressionanti e due piedi niente male, sempre pronti a creare occasioni per i compagni oppure far sudare freddo Lukasz Fabianski e con lui tutti i Gunners: la conclusione del centravanti ex Anderlecht, fortunatamente, è finita di pochi centimetri a lato della porta dell’Arsenal.

 Dopo sei, lunghissimi, minuti di recupero, Howard Webb ha sancito una vittoria per l’Arsenal che potrebbe essere di capitale importanza per il seguito del campionato: è stata dura, è stata a rischio infarto ma la partita di The Hawthorns ci ha regalato la certezza di aver il destino tra le nostre mani, senza più dipendere da nessuno.
Il pareggio tra Tottenham e Everton ci lascia infatti ad un punto di distanza dagli Sp*rs, che hanno però giocato una partita in più rispetto ai Gunners e che potrebbero quindi perdere posizioni rispetto ai diretti avversari.
Non è ancora ora di rialzare la testa, restano ancora tanti ostacoli da superare prima di poter guadagnare l’ennesima partecipazione alla Champions League, però da qui in poi la strada da prendere la decidiamo noi, senza dipendere più da nessuno. Non un vantaggio da poco.

Restano tanti difetti da limare, tanti pericoli da cercare di limitare e per questo Arsène Wenger e Steve Bould hanno ancora tanto lavoro da svolgere: Olivier Giroud avrebbe dovuto tenere più palloni quando la squadra è andata in difficoltà, Aaron Ramsey, Santi Cazorla, Tomas Rosicky e Mikel Arteta avrebbero dovuto mantenere meglio il possesso del pallone a centrocampo e la squadra in generale non avrebbe dovuto soffrire tanto, soprattutto quando l’avversario non ha fatto altro che lanciare palloni in mezzo all’area di rigore.

La buona notizia è che il nostro fortino ha resistito, con una buona dose di fortuna, perciò il morale sarà molto alto tra le fila dei Gunners e questo non può che essere di buon auspicio per il rush finale.

Norwich
Everton
Fulham
Manchester United
QPR
Wigan
Newcastle

Sette ostacoli, sette potenziali trappole dalle quali uscire vincitori per poter festeggiare – ancora una volta – un finale di stagione da protagonisti.

COMMON ARSENAL!

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