lunedì 27 maggio 2013

A DAY TO FORGET - Arsenal vs Bayern Monaco 1-3: addio Champions, Gunners umiliati dai tedeschi

Che il sorteggio non fosse stato dei migliori lo si sapeva fin da subito, però credo di non sbagliare se dico che nessuno si aspettava una serata come quella vissuta all’Emirates il 19 Febbrio scorso.
L’Arsenal sceso (si fa per dire) in campo quella sera per affrontare i vice campioni d’Europa del Bayern Monaco non aveva nessun’arma credibile per affrontare da pari a pari i vari Schweinsteiger, Lahm, Ribéry e Mandzukic – e si è visto perfettamente.
La superiorità fisica, tattica, mentale e tecnica degli uomini di Jupp Heynckes sui Gunners è stata lampante e a tratti umiliante per i ragazzi di Arsène Wenger, mai entrati davvero in partita.

Come confermato dallo stesso Frank Ribéry subito dopo la partita, i bavaresi si aspettavano una sfida molto più complicata di quella effettivamente affrontata in campo, dove nessun giocatore dell’Arsenal è mai apparso anche solo lontanamente della stessa categoria degli avversari.
I gol di Toni Kroos, Thomas Müller e Mario Mandzukic hanno messo a nudo tutte le lacune di un gruppo di giocatori apparso non ancora pronto per certe sfide.
Il fatto che questo Bayern Monaco sia ora diventato campione d’Europa a spese del Borussia Dortmund e sia stato capace di rifilare SETTE gol al Barcellona (tra andata e ritorno) può solo parzialmente lenire la delusione di una serata in cui tutto è andato storto, fin dal primo secondo.

Nonostante l’innegabile buona volontà e la determinazione – anche se insufficiente in alcuni membri della squadra – il risultato finale e ancor più il modo in cui è maturato sono stati due colpi durissimi per il morale della squadra, apparsa semplicemente non all’altezza della situazione, non appartenente alla stessa categoria.
Senza nemmeno dover spingere troppo, i tedeschi hanno letteralmente messo a soqquadro sia il centrocampo che la difesa dell’Arsenal, costantemente in difficoltà centralmente come sugli esterni.
Mikel Arteta, Santi Cazorla, Aaron Ramsey e Jack Wilshere non hanno mai saputo contrastare efficacemente il trio di centrocampisti del Bayern, mentre Philipp Lahm e David Alaba sono state delle autentiche spine nel fianco per Thomas Vermaelen e Bacary Sagna, sempre in inferiorità numerica al cospetto degli esterni bavaresi.
Una sconfitta morale, fisica e tecnica talmente grave da portare un manager abitualmente riflessivo come Arsène Wenger a rivoluzionare la squadra da quel momento in poi, con Thomas Vermaelen, Lukas Podolski, Jack Wilshere e Wojciech Szczesny tutti esclusi dalla formazione titolare in seguito alla disfatta dell’Emirates Stadium.

Se – e questo resta da provare – queste delusioni sono indispensabili per crescere come squadra allora ben vengano, anche se fanno male.

Molto male.

COMMON ARSENAL!

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti