mercoledì 29 maggio 2013

A DAY TO FORGET - Bradford vs Arsenal 1-1 (3-2 ai rigori): Gunners allo sbando ed eliminati dal piccolo Bradford

Se esiste una specialità in cui l’Arsenal supera ogni eccellenza, questa è certamente la capacità di fare la storia nel modo sbagliato.
È la storia che ce lo dice, più e meno recente: dalla sconfitta contro il Birmingham nella finale di Carling Cup (e la maniera in cui è maturata) alle sconfitte in FA Cup per mano di West Ham e Ipswich a fine anni ’70, sono tanti gli esempi nei quali un favoritissimo Arsenal è inciampato davanti al più insospettabile degli ostacoli.

La serata al The Valley Parade entra di diritto nella categoria.
Non che ce ne fosse davvero bisogno, peraltro.

Fin dal sorteggio era chiaro che una qualsiasi altra squadra del livello dell’Arsenal avrebbe comodamente passato il turno contro il piccolo Bradford City, però dal momento che si trattava dei Gunners io avevo già provveduto a qualsiasi scongiuro.
Memore della figuraccia rischiata nel turno precedente al Madjeski Stadium contro il Reading (0-4 dopo mezz’ora), Arsène Wenger aveva deciso di rompere una delle sue tradizioni storiche e mandare in campo una formazione zeppa di titolari, a discapito di giovani e riserve.
Per riassumere, una squadra con Szczesny, Sagna, Mertesacker, Vermaelen, Gibbs, Coquelin, Wilshere, Ramsey, Cazorla, Gervinho e Podolski si apprestava ad affrontare un Club di League Two, un campionato appena sufficiente per essere chiamato professionistico.

Proprio perché c’erano tutti gli ingredienti per una serata divertente e vincente, i cattivi presentimenti hanno iniziato a popolare la mia mente e quella di tanti altri Gooners di buona memoria.
Al fischio d’inizio poi i brutti pensieri sono stati prontamente corroborati da un atteggiamento superficiale, approssimativo e arrogante della squadra, incapace di contenere la prevedibilissima fiammata iniziale dei padroni di casa e quindi calmare le acque.
Dopo sedici minuti il Bradford City era già avanti, Wojciech Szczesny aveva dovuto compiere due ottime parate per tenere in partita i suoi e là davanti nessuno sembrava in grado di creare un’occasione da rete degna di tale definizione.
Tutto come da copione, purtroppo.

I Gunners hanno dovuto aspettare fino al minuto 88 per trovare finalmente il pareggio, dopo aver sbagliato tutto lo sbagliabile dalla seconda metà del primo tempo in poi.
Tra occasioni mancate, pali e traverse l’Arsenal era certamente la squadra che meritava di passare il turno ma ovviamente il destino di questa partita era un altro e – una volta arrivati ai rigori – gli errori di Marouane Chamakh, Santi Cazorla e Thomas Vermaelen hanno condannato i Gunners alla clamorosa eliminazione.
Il fatto poi che Wojciech Szczesny sia riuscito a parare i due rigori che potevano essere decisivi per i padroni di casa è solo un’ulteriore beffa per l’Asenal.

Questione di destino, forse.
Il problema resta il fatto che il destino non dev’essere qualcosa che ti cade addosso ma piuttosto ciò che ti costruisci con le tue stesse mani (e un pizzico di fortuna) e questo Arsenal sembra in grado solamente di costruirsi la zappa che regolarmente si darà sui piedi.
Se la partita contro il Bradford City si giocasse altre mille volte, novecentonovantanove volte finirebbe tanti a pochi per i Gunners.

Peccato che questo Arsenal abbia la capacità innata di rendere realtà quella possibilità su mille di consegnare alla storia un’altra figuraccia.

COMMON ARSENAL!

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