01 maggio 2013

Alisher Usmanov, se vuoi bene all’Arsenal non aprir più bocca!

Poco propenso a starsene dietro le quinte, Alisher Usmanov si è di nuovo dato in pasto a cronisti e detrattori sparando l’ennesima cannonata verso il direttivo del Club e più precisamente verso il suo acerrimo nemico Stan Kroenke.

Partiamo da un presupposto non da poco: a me Silent Stan convince poco, non lo vedo abbastanza presente e soprattutto non si espone abbastanza per farsi apprezzare dai tifosi di quello che in fondo è – a tutti gli effetti – il suo Club.

Detto questo, preferisco mille volte il suo profilo basso alla tracotanza del padrino uzbeko – viscido come la pelle di un anfibio e dotato di lingua altrettanto lunga e appiccicosa.
Sono stufo di sentire Alisher Usmanov che blatera di fondi illimitati da mettere a disposizione del Club, della mancanza di ambizione dell’attuale proprietario, dell’incapacità del comparto dirigente nel fare il proprio lavoro e soprattutto quel suo professarsi tifoso sfegatato della squadra – come a voler indicare che LUI è quello che vuol bene al Club, non l’americano.

Anche oggi il miliardario che sembra uscito da uno sceneggiato sulla mafia americana negli anni ’70 si è conquistato le pagine sportive dei maggiori tabloid, attaccando aspramente il direttivo e sottolineando la mancanza assoluta di un qualsiasi fuoriclasse nella rosa attuale dell’Arsenal.

Complimenti, ottimo modo per caricare la squadra in vista delle tre – decisive – partite finali del campionato.

Mettiamo anche che la sua dichiarazione sia forte ma corretta (cosa della quale dubito fortemente), quale sarebbe la strategia di Tony Ciccione per riportare l’Arsenal in cima alla classifica?
Vorrebbe gettarsi sul mercato, spalancare il suo portafogli e dispensare moneta sonante per accaparrarsi i giocatori più costosi che ci sono in circolazione?
Un applauso all’originalità, avanti!
Secondo la logica del mercato contemporaneo, le superstar sono quei giocatori che costano un mucchio di soldi perchè – come ovvio – il prezzo è direttamente proporzionale al talento e soprattutto all’efficacia: lo dimostrano esempi come Fernando Torres ( 58m), Andriy Shevchenko (46m), Robinho (43m), Juan Sebastian Véron (42m), Andy Carrol (41m) e Shaun Wright-Phillips (31m).

C’è qualcosa che non ti torna, Tony Ciccione?

Noi tifosi – credo di parlare a nome di numerosi Gooners – non vogliamo un Club che vinca a qualsiasi costo, vogliamo un Club che vinca attraverso i propri valori: c’è un un’unica cosa che distingue ormai un Club come l’Arsenal da un Chelsea, Manchester United o PSG qualsiasi – è il MODO in cui vinci.
Anche gli sceicchi ormai hanno imparato a vincere, la cosa che però fanno fatica a mettersi in testa è che non basta vincere per entrare nei libri di storia e nei cuori dei tifosi, bisogna vincere attraverso un’idea!
Come ho già ripetuto fino alla nausea, non scambierò mai un trofeo con il modello che l’Arsenal ha saputo impiantare tra l’élite europea – ora sempre più seguito anche da altri Club come Bayern Monaco, Barcellona, Borussia Dortmund e Milan: bilancio in ordine, calciatori giovani e talentuosi da lanciare in orbita e una filosofia comune a tutti i livelli del Club stesso.

Io mi tengo il mio fustino e non lo scambio con due, nemmeno tre dei vostri!

Esiste una differenza tra perseguire un obbiettivo (sportivo o di mercato che sia) ed essere disposti a fare carte false pur di raggiungerlo; i nodi vengono invariabilmente al pettine e quando il giochino finisce per stancare l’emiro, il principe, il petroliere o il trafficante di turno, ciò che resta sono solo macerie.

Caro il mio Padrino, non è attraverso dichiarazioni che ricordano tanto da vicino i proclami dei vari Abramovich, Mansour o Nasser Al-Khelaifi che otterrai la fiducia e l’amore di noi Gooners, anzi.
Non è certo attraverso le critiche feroci al Club e ai suoi giocatori che qualcuno all’Emirates Stadium comincerà a nutrire una qualsivoglia stima nei tuoi confronti.
Dici di voler solo il bene dell’Arsenal, allora perché continui nel tuo giochino di divide et impera?
Se avessi voluto entrare a far parte del direttivo, pestare i piedi e attaccare tutto e tutti non è il modo giusto per presentarsi; fare il martire poi, sfiora il ridicolo.

È per colpa delle tue promesse mirabolanti e dei tuoi attacchi virulenti che nessuno nel Club si fida di te: chi può dar loro torto?

COMMON ARSENAL!!!

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