08 maggio 2013

Goodbye Sir Alex...é stato un piacere, anche se raramente a dirla tutta!

La notizia, preceduta da centinaia di pettegolezzi, è stata confermata questo pomeriggio: Sir Alex Ferguson lascerà la panchina dei Red Devils alla fine della stagione e prenderà posto nel direttivo del Manchester United.


Senza falsa retorica, è la fine di un’era ed il tramonto di una delle figure più marcanti della storia del calcio inglese.

26 anni passati sulla panchina del Manchester United.

26 anni passati a masticare chewing-gum in maniera nervosa.
26 anni passati ad inveire  in maniera oltremodo veemente arbitri, guardalinee, quarti uomini e chiunque osasse interferire sul cammino glorioso della sua squadra.
26 anni di provocazioni agli avversari, diventate negli anni più raffinati Mind Games.
26 anni passati a stappare vini rossi di prestigio dopo ogni partita, quando il manager avversario era invitato nell’ufficio per stemperare le tensioni della partita.
26 anni a mettere insieme record su record.
26 anni a creare fuoriclasse per poi cacciarli a pedate (per certo con Beckham, meno con Jaap Stam).
26 anni di gol all’ultimo secondo di un tempo di recupero infinito, sempre a favore.
26 anni senza praticamente aver visto un rigore fischiato contro la propria squadra ad Old Trafford.
26 anni di cartellini rossi dubbi e fuorigioco discutibili (sempre a favore!)
26 anni di grandi acquisti, da Cristiano Ronaldo a Jaap Stam a Ruud van Nistelrooy
26 anni di clamorosi bidoni, da Eric Djemba-Djemba a Kléberson fino a Bébé

26 anni che – bisogna ammetterlo – hanno fatto del suo faccione dal naso inverosimilmente rosso l’immagine simbolo della Premier League.

Sarei comunque bugiardo se dicessi che mi mancherà.
Insieme a José Mourinho è sicuramente l’allenatore che ho meno digerito negli ultimi anni, con il portoghese che resta comunque inarrivabile.
Non mi mancheranno le sue proteste ingiustificate, non mi mancheranno le sceneggiate a fine partita, non mi mancheranno le polemiche né lo stile che ha spesso inculcato nei propri giocatori quando non erano i favoriti in campo.
Ricordo il trattamento riservato da Gary Neville a José Antonio Reyes, ricordo il tuffo di Wayne Rooney che è valso il rigore in grado di rompere la striscia d’imbattibilità degli Invincibles che durava da 49 partite; ricordo ancora i tuffi di Ashley Young e Nani, tanto quanto le meschinità di Roy Keane e Teddy Sheringham.

Sono però consapevole che senza di lui, il Manchester United sarà un rivale meno affascinante: non ci saranno più i Pizzagate, non ci saranno più le bordate a distanza con Arsène Wenger e nemmeno gli scontri epici che hanno reso la Premier League il torneo più bello del Mondo a cavallo del millennio.
È un peccato che i due vecchietti terribili non abbiano potuto sfidarsi un’ultima volta ad armi pari, con buona pace di Chelsea e Manchester City.
Sarebbe stato bello vederli battagliare un’ultima volta per il titolo di campione d’Inghilterra e sono sicuro che anche gli stessi protagonisti hanno il mio medesimo rimpianto.

Goodbye Sir Alex, mi mancherai poco e sono contento di non vedere più il tuo naso impresentabile.
Perché tutto sommato sono consapevole che con te ancora al timone, il Manchester United sarebbe sempre stato un osso duro.

Esiste un omaggio migliore?

COMMON ARSENAL!!!

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