21 maggio 2013

La stagione è finita ma non c’è tempo per riposare, lo sguardo è già rivolto al futuro

Già archiviata la sofferta qualificazione alla prossima Champions League, è tempo d’impostare la nuova stagione ed evitare di ritrovarsi ad acquisire giocatori all’ultimo secondo dell’ultimo minuto dell’ultima ora dell’ultima sera dell’ultima giornata di mercato – come accaduto nelle ultime stagioni.

Quest’anno, a differenza delle sessioni di mercato passate, non saranno calciatori capricciosi, agenti avidi o direttori prudenti a dettare il mercato dell’Arsenal ma solo ed esclusivamente Arsène Wenger, con tutti i vantaggi e gli inconveniente del caso.
Personalmente sono convinto che i pro siano ampiamente più numerosi dei contro, tuttavia per la prima volta l’alsaziano sarà l’unico responsabile dell’andamento della stagione, del rendimento dei suoi giocatori e della bontà dei nuovi acquisti – e credo non saranno pochi.

La rosa attuale, con tutti i suoi limiti, ha saputo mantenere il fondamentale piazzamento valido per la Champions League e – tra uno svarione e l’altro – ha pure espresso qualità importanti, una buona base sulla quale ricostruire: per quanto a Febbraio sembrava che l’intero parco giocatori dovesse essere sostituito, oggi non sono pochi gli intoccabili che godranno della fiducia quasi incondizionata del manager il che influirà giocoforza sul mercato – tanto in entrata quanto in uscita.

Mi piacerebbe – per una volta – che Arsène Wenger aggiungesse giocatori alla rosa attuale e non sostituisse semplicemente i calciatori ceduti per ripristinare il numero minimo di uomini a disposizione.
Per essere una grande squadra servono venti giocatori che siano più o meno dello stesso livello, in modo da poterli rimpiazzare in caso di infortunio, calo di forma o inefficacia.
In questo l’Arsenal deve fare enormi passi avanti, tanto nei numeri quanto nella mentalità: in qualsiasi altro Club di vertice, infatti, i giocatori finiscono in regolarmente in pachina anche se hanno nomi importanti, mentre stando a quanto racconta la stampa la situazione in casa dei Gunners non è esattamente la stessa.
Non appena Thomas Vermaelen e Wojciech Szczesny sono stati accantonati da Arsène Wenger (in maniera più che legittima), entrambi sono finiti sul mercato e sembravano avere già le valige pronte per il semplice fatto di aver perso il loro status di titolari inamovibili – come se la scelta fosse irreversibile.
L’Arsenal dell’anno prossimo avrà bisogno di Laurent Koscielny e Per Mertesacker ma anche di Thomas Vermaelen e pure di un ulteriore stopper di grande qualità che possa rendersi utile quando necessario e magari imporsi a sua volta come titolare.
Lo stesso dicasi di Lukas Podolski, Olivier Giroud, Aaron Ramsey e Jack Wilshere, tutti giocatori di grandissima qualità che dovranno sentire il bisogno di lottare per una maglia da titolare allenamento dopo allenamento, pena la panchina in favore di un compagno più in forma.

Se lo spirito sarà quello del recente finale di stagione e la voglia di lottare resterà intatta, anche la minima iniezione di qualità potrebbe essere decisiva per compiere finalmente un salto di qualità.
Con i vari Sébastien Squillaci, Johan Djourou, André Santos, Denilson, Marouane Chamakh, Francis Coquelin e Nicklas Bendtner praticamente certi di lasciare il Club, i nuovi innesti potrebbero davvero rappresentare il pezzo finale di una ricostruzione faticosamente portata avanti negli ultimi otto anni.
Arsène Wenger avrà l’arduo compito di scovare i giocatori giusti, muoversi rapidamente per aggiungerli alla rosa a disposizione e soprattutto mantenere tutti i giocatori costantemente sulla corda, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana.
Se i giocatori dell’Arsenal – vecchi e nuovi – sapranno mettersi completamente a disposizione del manager e decideranno di remare tutti nella stessa direzione potremmo davvero  assistere a qualcosa di straordinario, cui non siamo più abituati dal lontano 2005.
Attenzione però, non sarà facile convincere qualcuno a sedere tranquillamente in panchina durante un’annata che sfocerà nel Mondiale in Brasile, perché nessuno vorrà rischiare di perdere l’aereo per una delle Coppe del Mondo più affascinanti degli ultimi anni.
Chi tra Kieran Gibbs e Nacho Monreal partirà più spesso da titolare? Chi tra Laurent Koscielny, Thomas Vermaelen e Per Mertesacker saprà conservare una maglia da titolare? Lukas Podolski e Theo Walcott continueranno a sacrificarsi in ruoli che non ritengono propri oppure pesteranno i piedi e creeranno scontento nello spogliatoio?

In una situazione così complicata ho una sola certezza, assolutamente granitica: con Arsène Wenger sulla panchina, sono certo che le scelte saranno sempre e solo fatte per il bene dell’Arsenal.
Senza sconti o scorciatoie.

COMMON ARSENAL!!!

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