lunedì 6 maggio 2013

QPR vs Arsenal 0-1 : la marcia continua, tra un patema e l’altro

Le premesse per un pomeriggio tranquillo c’erano tutte, fin dalla vigilia, e l’inizio della partita pareva lasciar intravedere novanta minuti di bel calcio, gol e giocate spumeggianti.
Invece abbiamo di nuovo assistito ad una partita durante la quale l’Arsenal, già in vantaggio dopo 19 SECONDI contro una squadra matematicamente retrocessa e totalmente allo sbando, ha smesso completamente di giocare e ha permesso all’avversario di restare in partita e farsi via via più pericoloso dalle parti di Wojciech Szczesny.
Una follia.

La partita di Loftus Road sarebbe dovuta finire tanti a pochi per i Gunners, che avrebbero potuto infierire sui rivali e migliorare così la differenza reti in vista di un possibile arrivo a pari punti nella corsa alla prossima Champions League, oltre al regalo di far trascorrere a noi Gooners un sabato finalmente libero da ansie e paure, dopo le troppe partite finite sul filo di lana nelle ultime settimane.
Invece, ancora una volta, abbiamo dovuto sperare che il gol messo a segno dopo nemmeno un minuto fosse sufficiente per portare a casa altri tre punti fondamentali per raggiungere l’obbiettivo minimo stagionale, soffrendo le pene dell’inferno ogni volta che Remy, Taarabt, Zamora e soprattutto Townsend passavano la metà campo.

In un pomeriggio in cui sono stati davvero in pochi ad eccellere – penso a Tomas Rosicky, Santi Cazorla, Laurent Koscielny e Wojciech Szczesny – è difficile capire quanta benzina abbia veramente in corpo questa squadra ed è complicato capire se qualcuno dei giocatori a disposizione di Arsène Wenger può offrire lo spunto decisivo: non è successo a Theo Walcott, tantomeno a Lukas Podolski e nemmeno ad Alex Oxlade-Chamberlain una volta entrato in campo, eppure in questo momento è proprio a loro che si chiede il passo extra che può fare la differenza tra uno scialbo pareggio ed una vittoria strappata per i capelli.
La mancanza di idee e di movimento da parte degli attaccanti negli ultimi venti metri ci ha condannati ad un possesso palla sterile, inoffensivo e confusionario per buona parte della partita e – vista la costante allergia alle conclusioni dalla distanza – il buon Robert Green ha passato un pomeriggio piuttosto tranquillo, esibendosi giusto in un paio di parate di spessore su altrettante conclusioni di Theo Walcott e Santi Cazorla.
Le due, decisive partite che dovremo giocare contro Wigan e Newcastle ci vedranno affrontare due compagini in piena lotta per retrocedere, due squadre che offriranno ben altre preoccupazioni ad un Arsenal che ha recentemente affrontato solo squadre senza più alcuna motivazione (Fulham, Manchester United, QPR).
Il test sarà interessante e pericoloso perché siamo in un momento in cui racimolare meno dei sei punti in palio ci vedrebbe quasi automaticamente fuori dalle prime quattro posizioni, con tutte le conseguenze del caso.
In questa ottica, la vittoria a sorpresa del Chelsea a casa del Manchester United potrebbe non essere la cattiva notizia indicata da tanti: con una vittoria in casa contro gli Spurs, infatti, gli uomini di Rafa Benitez si garantirebbero quasi matematicamente la qualificazione alla prossima Champions League e farebbero di riflesso un buon favore ai Gunners, pur strappando loro il terzo posto che evita di disputare i preliminari.
Il destino dell’Arsenal è in mani altrui – e tale resterà da qui alla fine – per questo non fare punteggio pieno da qui alla fine sarebbe la vera condanna: una volta sconfitti Wigan e Newcastle potremo sederci e vedere cosa succede, sperando di non dover implorare un’altra volta la divinità delle lasagne avariate...

COMMON ARSENAL!

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