mercoledì 22 maggio 2013

SAVE THE DATE 12/13 - Reading vs Arsenal 5-7: benvenuti a bordo dell’ottovolante biancorosso

Dopo trentasei minuti il tabellone luminoso del Madjeski Stadium indicava questo risultato:

READING
ARSENAL
4
0
Roberts

Koscielny (OG)

Leigertwood

Hunt


 
Un risultato assolutamente impensabile alla vigilia e tremendamente impietoso, un risultato che di fatto stava estromettendo i Gunners dalla Capital One Cup, erede di quella che fino all’anno scorso era la Carling Cup.
Trattandosi della minore delle competizioni cui i Gunners stavano prendendo parte e continuando la tradizione che da sempre accompagna le scelte di Arsène Wenger in questi casi, la formazione iniziale era un insieme di giovani e riserve, con appena un paio di titolari chiamati a scendere in campo al Madjeski Stadium.
Nemmeno una squadra con così pochi titolari era una scusa valida per spiegare l’andamento della partita e la prestazione globale degli uomini di Arsène Wenger, assolutamente impresentabile.

I commenti e le prese in giro dei tifosi avversari erano già cominciati, i titoli catastrofici dei giornali già confezionati e pure la sonora richiesta di licenziamento dell’alsaziano da parte di una large fetta di Gooners stava cominciando a farsi largo; quando Theo Walcott ha insaccato il pallone alle spalle del portiere del Reading con un delizioso pallonetto, capitalizzando al meglio un pallone filtrante del redivivo Andrey Arshavin, ai più sembrava solo il classico gol della bandiera e niente di più.

Ed invece, per quanto non potessimo ovviamente saperlo, quel gol stava dando il là ad una delle rimonte più clamorose degli ultimi anni.
Prima una zuccata di Olivier Giroud al 63esimo minuto ha instillato preoccupazione negli avversari, poi due gol incredibili tra l’88esimo ed il 90esimo minuti hanno suggellato il pareggio, mandando le squadre ai supplementari.
Prima un perentorio colpo di testa di Laurent Koscielny, già in rete ad inizio partita ma nella porta sbagliata, poi una saetta di Theo Walcott avevano mandato in estasi i tifosi presenti allo stadio, consegnado ai libri di storia uno dei pareggi più pirotecnici che si ricordino.

E non era ancora finita.

Un raro gol dalla distanza di Marouane Chamakh allo scadere del primo tempo supplementare sembrava aver consegnato il passaggio del turno ai Gunners, però un colpo di testa ravvicinato da parte di Pavel Pogrebnyak aveva rimesso in bilico la qualificazione, assestando un duro colpo al morale dei Gunners.
Per quanto desiderosi di staccare il biglietto per il turno successivo, gli uomini di Arsène Wenger cominciavano ad apparire affaticati perciò i calci di rigore sembravano la logica conclusione di un match entusiasmante.
Peccato che di logico questa partita non abbia avuto nulla, fin dall’inizio.
All’ultimo minuto del secondo tempo supplementare, infatti, Andrey Arshavin si è inventato un discesca sulla corsia di sinistra, è rientrato sul piede destro e ha lasciato partire un rasoterra potente, respinto a fatica dal portiere avversario, che ha però indirizzato il pallone dritto sui piedi di Theo Walcott.
L’inglese non ha nemmeno controllato il pallone ma lo ha spedito di prepotenza in fondo al sacco, siglando così la personale tripletta.

Partita finita? No, non ancora.
Il Reading ha provato un ultimo assalto lanciando il pallone nell’area dell’Arsenal, Theo Walcott ha intercettato e spazzato lontano senza guardare, nella zona dove stava accorrendo Marouane Chamakh: il marocchino sembrava in netto ritardo rispetto all’avversario ma uno svarione di quest’ultimo gli ha consegnato il pallone ed un’enorme prateria da cavalcare, con il portiere come ultimo ostacolo sulla via della rete.
L’attaccante avanzava, il portiere sembrava indeciso se tentare l’uscita oppure tornare rapidamente in porta e allora Marouane Chamakh s’è inventato il pallonetto delicato, finito docilmente in rete.

Questa volta è finita davvero, ed è quasi un peccato!

READING
ARSENAL
5
7
Roberts
Walcott
Koscielny (OG)
Giroud
Leighterwood
Koscielny
Hunt
Walcott
Pogrebnyak
Chamakh

Walcott

Chamakh


In questa partia abbiamo visto tutto quello che si può amare e tutto ciò che si può detestare dell’Arsenal condensato in 120 minuti di assoluta follia.
Una follia particolare, di cui sono capaci solo i Gunners.

COMMON ARSENAL!

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