venerdì 24 maggio 2013

SAVE THE DATE - Bayern Monaco vs Arsenal 0-2: che orgoglio, la rimonta abbia inizio

Ci sono vittorie sofferte, vittorie meritate, vittorie fortunose, vittorie sacrosante e vittorie controverse.
Poi ci sono le vittorie apparentemente inutili, come quella dell’Arsenal all’Allienz Arena.
Un due a zero perentorio – più nel risultato che nella prestazione – che ha lasciato di stucco molti osservatori neutrali e pure parecchi tifosi dell’Arsenal, ancora scottati dall’esito della partita di andata.

Per quanto inutile ai fini della qualificazione, comunque finita al Bayern Monaco, l’inattesa vittoria a casa dei tedeschi è stata fondamentale per il proseguio della stagione dei Gunners, fino a lì molto deludente tra una vetta della classifica sempre troppo lontana, la FA Cup abbandonata per mano del Blackburn e la Capital One Cup letteralmente gettata alle ortiche in una serata abominevole a casa del piccolo Bradford City.
La serata dell’Allianz Arena è stata una sorta di resa dei conti tra Arsène Wenger e i suoi uomini, oltre che il capolavoro massimo dell’alsaziano, compiuto nel momento più delicato dell’anno.
In quella serata Arsène Wenger ha lasciato fuori squadra il capitano Thomas Vermaelen – che da allora non ha più ritrovato un posto tra i titolari – e il portiere Wojciech Szczesny, cui ha tolto il posto un Lukasz Fabianski letteralmente rinato dopo un brutto infortunio e che, da quella sera, è parso un giocatore di tutt’altra statura rispetto a quello ammirato (si fà per dire) fino a lì.

Quegli undici giocatori compatti, attenti in difesa, umili e disposti al sacrificio hanno sorpreso un Bayern Monaco che probabilmente contava sulle praterie di solito lasciate dalla retroguardia dei Gunners, quella sera al contrario estrememente unita e concentrata.
Il gol iniziale di Olivier Giroud e la capocciata finale di Laurent Koscielny non saranno servite a completare una rimonta apparsa impossibile ai più, però hanno suggellato una missione ancora più importante: restituire un’anima guerriera ad una squadra apparsa troppo spesso disunita.
Da quella serata in poi, gli uomini di Arsène Wenger (quasi sempre gli stessi di Monaco) hanno infilato dieci risultati utili consecutivi e sono stati capaci di vincere otto degli ultimi dieci incontri di campionato, rallentando solo in casa contro Everton e Manchester United; hanno recuperato i sette punti di distacco che li separavano dal quarto posto e hanno strappato la qualificazione alla prossima Champions League dalle mani del Tottenham, a dispetto di ogni previsione.
Scelte impopolari, coraggiose o addirittura pazze ma decisamente vincenti.

Ci sono stati momenti in cui Arsène Wenger sembrava il solo uomo abbastanza coraggioso (o folle) da credere nel suo gruppo di giocatori, il cammino eccezionale dei Gunners nel finale di stagione ci ha dimostrato ancora una volta che noi umani non riusciamo a vedere abbastanza lontano per capire le scelte dell’alsaziano, per quanto assurde possano apparire.
Non a caso Le Prof ha pronunciato queste parole alla fine della partita contro il Newcastle:

“Ho avuto tanti gruppi di giocatori, molti dei quali eccellenti, ma in termini di volontà e desiderio di migliorare questo è certamente il miglior gruppo di giocatori che abbia mai avuto”.

Questo gruppo di giocatori ha avuto la sua meritata serata di gloria perché ha saputo trovare l’unica risorsa in grado di sublimare la tecnica, l’inventiva, lo stile, la velocità e la potenza di cui abbondano gli uomini di Arsène Wenger: il cuore.

Altro che vittoria inutile!

COMMON ARSENAL!

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