05 giugno 2013

Di cosa ha davvero bisogno questo Arsenal?

Tra voci che si rincorrono, pettegolezzi sempre più disparati, insiders non meglio specificati che si lasciano scappare una mezza frase e affari più o meno conclusi, riuscire a definire quali siano i veri obbiettivi di mercato dell’Arsenal e quali le priorità per rafforzare la squadra diventa un compito arduo.

In una sola cosa tifosi, esperti e osservatori neutrali sono concordi: ai Gunners servono disperatamente un portiere, un mediano e un centravanti.
Per i più puntigliosi, un terzino e un difensore centrale dovrebbero anch’essi far parte della lista della spesa di Arsène Wenger.
Incamerata l’informazione di base, ecco che i nomi accostati all’Arsenal si sono fatti sempre più numerosi e sempre più sorprendenti, da Stevan Jovetic a Wayne Rooney passando per Gonzalo Higuain; da Victor Waymana a Etienne Capoué passando per il sempreverde Yann M’Vila; da Simon Mignolet a Thibaut Courtois passando per Pepe Reina, tutti questi nomi hanno un denominatore comune: per portarli all’Emirates Stadium servono un bel po’ di milioni.

Una condizione che – come sappiamo fin troppo bene – stride non poco con il modo di operare di Arsène Wenger.
Lasciando da parte prezzi e trattative, quali sono le vere necessità dell’Arsenal e quali invece rischierebbero di essere trattative inutili (se non addirittura dannose)?

Wojciech Szczesny tra prestazioni eccezionali e pericolosi cali di forma – come far esplodere il talento del polacco?

La stagione di Woj è stata a tratti brillante e a volte insufficiente, come dimostra il periodo passato in panchina ad osservare il connazionale Lukasz Fabianski promosso titolare, però le qualità del giovane estremo difensore restano a mio avviso indiscutibili.
Il dibattito è aperto tra chi vedrebbe bene l’acquisto di un portiere di grande esperienza ed affidabilità e chi confermerebbe Wojciech Szczesny anche per la prossima stagione: se nel primo caso il polacco finirebbe in panchina per far posto ad un Pepe Reina, un Simon Mignolet o chi per loro, nel secondo rischierebbe di sentirsi troppo sicuro del posto da titolare, come successo quest’anno mentre Lukasz Fabianski era infortunato.

Quale strada prendere?
A mio avviso Wojciech Szczesny merita la riconferma e il fatto che tutti i portieri dell’Arsenal degli ultimi anni abbiano commesso spesso errori in fotocopia mi lascia pensare che il problema sia da cercarsi nell’allenamento più che nelle qualità del portiere stesso.
Idealmente, qualora dovesse essere ceduto Lukasz Fabianski, Arsène Wenger dovrebbe partire alla caccia di un secondo di qualità che obblighi Wojciech Szczesny a dare il massimo giorno dopo giorno, possibilmente con un allenatore di maggiore qualità.

Acquistare ora un portiere nel pieno della propria carriera come Pepe Reina o Simon Mignolet farebbe pensare che la fiducia nel portiere polacco non è totale, con il rischio di sprecare l’enorme talento di cui dispone Wojciech Szczesny.
Detto da uno che ha visto debuttare e crescere un certo Gianlugi Buffon, le qualità di Woj sono troppo impressionanti per anche solo immaginare di puntare su qualcun’altro sul lungo termine.


Dov’è l’erede di Gilberto Silva? Se cercate bene, non troppo lontano dall’Emirates Stadium

Da quando l’indimenticato Invisibile Wall è stato ceduto al Panathinaikos, l’Arsenal non ha mai più ritrovato un uomo in grado di fare da muro davanti alla difesa e allo stesso tempo da trampolino per le ripartenze.

O meglio, non l’aveva ancora trovato prima che Mikel Arteta si trasformasse in El Pivote.

Il suo acquisto non è mai stato elogiato abbastanza – quando non etichettato come panic buy – però oggi lo spagnolo è diventato il perno difensivo della squadra, l’uomo la cui sagacia permette alla difesa dell’Arsenal di essere meno esposta di quanto non succedesse con Alex Song, Denilson e compagnia bella.
A fregarlo – se così si può dire – è il suo fisico da numero dieci e quella faccia sempre gentile, tanto diversa da quella di quei duri cui è richiesto di distruggere il gioco altrui.
Se Mikel Arteta fosse meno imbrillantinato, meno bravo ragazzo di quanto sembri forse non staremmo nemmeno qui a porci il quesito se l’Arsenal ha bisogno o meno di un mastino di centrocampo.

Arsène Wenger ha trasformato un regista vecchio stampo in un mediano in grado di distruggere e ricucire tanto quando faceva Xabi Alonso a Liverpool o Andrea Pirlo al Milan.
Nonostante sia fisicamente leggero come mediano, Mikel Arteta ha spesso fermato i contropiede avversari con intercettazioni brillanti e – quando necessario – quel fallo tattico che nessuno tra Jack Wilshere, Aaron Ramsey, Santi Cazorla o Abou Diaby sembra avere nel proprio DNA.
In più, a differenza di tanti interditori di mestiere, Mikel Arteta sa perfettamente come trasformare un pallone recuperato in un attacco rapido e incisivo, un vantaggio non da poco per una squadra che conta sulla velocità di Theo Walcott, Gervinho, Alex Oxlade-Chamberlain e Lukas Podolski.

Il verdetto quindi è chiaro, almeno per quanto mi riguarda: niente mediano, semmai giusto un centrocampista in più per coprire il malandato Abou Diaby.

Numero nove cercasi: vero o falso?

Da quando quel furbetto di Pep Guardiola ha trasformato Lionel Messi in una macchina da gol, la definizione di numero nove si è sdoppiata in due categorie completamente diverse – tranne ovviamente che per il ruolo di competenza.
Da Lionel Messi in poi, si può parlare tranquillamente in pubblico di nove e falso nove senza paura di essere presi per matti.
Se il numero nove per antonomasia è un animale da area di rigore, spesso ben fornito a livello fisico e ben predisposto a dare e ricevere colpi, il falso nove non è altro che una seconda punta fredda abbastanza da mettere alle spalle dei portieri avversari il maggior numero di palloni possibili.

In definitiva, un falso nove è un vecchio numero nove con abbastanza fosforo e piedi sufficientemente educati da poter partecipare alla manovra d’attacco e non restare semplicemente impalato in area di rigore ad aspettare l’imbeccata giusta.

Il difficile, in casa Arsenal, è capire quale strada prendere.
Fino all’anno scorso avevamo un grandissimo falso nove, quel Robin van Persie creativo come un dieci e letale come un nove, poi dopo la sua cessione si è passati ad un centravanti vecchio stampo come Olivier Giroud, piedi ruvidi ma fisico possente e spirito battagliero.
I risultati, non esaltanti per quanto ampiamente sufficienti, hanno portato i tifosi a dividersi sulla scelta che Arsène Wenger dovrà operare in sede di mercato: prendere un centravanti vero più efficace di Olivier Giroud oppure tornare sul vecchio sentiero e scovare un falso nove degno di questo nome?

In entrambi i casi, i candidati ad un ruolo da protagonista nell’Arsenal non mancano – almeno stando a quanto raccontano i giornali: per la categoria falsi nove abbiamo Stevan Jovetic e Wayne Rooney, per i centravanti invece Gonzalo Higuain e Christian Benteke.
Tutti giocatori da £ 25m minimo – tutti giocatori che potrebbero (anche se ho qualche dubbio sul belga dell’Aston Villa) ridare entusiasmo ad una tifoseria depressa e garantire molti più gol, con buona pace di Olivier Giroud.

Non sono un grande ammiratore di Olivier Giroud – pur riconoscendone il grande impegno e qualche qualità interessante – però sono convinto che Arsène Wenger voglia puntare ancora sul centravanti francese e quindi virerà piuttosto su un giocatore di movimento da poter schierare indifferentemente in sostituzione o in complemento a Olivier Giroud.
Un falso nove, insomma.
Sono altrettando convinto inoltre che l’ex attaccante del Montpellier possa fare molto meglio di quanto fatto al debutto, esattamente come successo a Laurent Koscielny, Per Mertesacker e tutti gli stranieri arrivati recentemente in Premier League: mettergli davanti al naso un centravanti di fama internazionale farebbe precipitare l’autostima di Olivier Giroud, rischiando quindi di trovarsi tra le mani un altro Marouane Chamakh.

Continuo a pensare che Stevan Jovetic sia l’obbiettivo numero uno, però è da parecchio tempo che non sento più parlare di David Villa...che qualcosa stia bollendo in pentola?
Con Neymar sbarcato a Barcellona e quindi la necessità dei catalani di recuperare qualche soldo, la duttilità che permette a El Guaje di giocare sia centralmente che sulla sinistra e il costo contenuto dell’operazione, gli ingredienti per un acquisto in pieno stile Arsène Wenger ci sono tutti.

Il mio comparto offensivo ideale vedrebbe Lukas Podolski, David Villa, Theo Walcott, Olivier Giroud e Gervinho (per ogni evenienza!) – con Alex Oxlade-Chamberlain progressivamente dirottato verso il centrocampo.
Niente male, no?

La Silly Season sarà lunghissima e piena di colpi di scena, tra qualche settimana sapremo se le mie previsioni saranno – ancora una volta – completamente sbagliate!

COMMON ARSENAL!!!

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