11 giugno 2013

Ivan Gazidis risponde ai tifosi, poche novità ma qualche spunto interessante...


Il Chief Executive dell’Arsenal ha partecipato ad una sessione di domande e risposte con l’AST (Arsenal Supporters’ Trust) e ha fatto il punto sulle strategie di mercato presenti e future, oltre che sulla situazione finanziaria del Club.
Nessuna novità eclatante, leggendo tra le righe però qualche frase intrigante emerge...
 

D: Da quando lei (Ivan Gazidis) è arrivato al Club, siamo diventati una squadra di seconda fascia. A mio parere non sappiamo più attirare fuoriclasse come successo con Sol Campbell e Dennis Bergkamp. Che prova può fornire del fatto che siamo ancora in grado di acquistare dei grandi giocatori?
 
IG: “So che le mie risposte sono spesso troppo lunghe quindi cercherò di essere breve questa volta! Il panorama è cambiato molto negli ultimi dieci anni and ancora di più da pochi anni a questa parte ma non la nostra idea di non consegnare il Club alle tasche di un ricco proprietario. L’importante per noi è poter generare abbastanza risorse da essere in grado di competere ai massimi livelli. Siamo convinti di poter incrementare i nostri profitti fino a £ 300m nei prossimi due anni, il che ci avvicinerebbe al giro d’affari prodotto dal Bayern Monaco, un Club che segue una filosofia simile alla nostra e ha deciso di puntare solo sulle risorse generate dal Club stesso.
Nessuno può dire che il Bayern Monaco non sia in grado di attirare i migliori giocatori sul mercato; se prendiamo le decisioni giuste non c’è ragione per la quale non potremmo competere sullo stesso livello dei tedeschi. Continueremo a fidarci del giudizio del manager riguardo il talento in squadra e supporteremo le sue decisioni. Prevedere il futuro è impossibile, non avremmo mai immaginato che Abu Dhabi avrebbe fatto confluire così tanti soldi e non sappiamo ancora come funzionerà il FFP ma con un profitto di £ 300m saremo capaci di competere con i migliori Club.
D: Perché abbiamo consegnato il titolo al Manchester United cedendo loro Robin van Persie?
 IG: Quella è stata una delle scelte più difficili che abbiamo mai dovuto fare. Capisco che i tifosi dicano che avremmo dovuto portarlo a scandenza di contratto e sono d’accordo che il modo in cui sono andate le cose sia difficile da accettare. La nostra motivazione non è mai stata intascare il £ 24m, abbiamo preso la decisione migliore per sfruttare al meglio il potenziale della squadra con le opzioni a disposizione – nessuna delle quali era positiva. Mi ferisce vedere che segna tanti gol e vince il titolo con il Manchester United, ovviamente non mi sento affatto felice o contento di me stesso quando vedo ciò. Trattenere i giocatori alle condizioni odierne è stata un’impresa complicata per noi, con ciò non voglio però dire che sarebbe stato impossibile trattenerlo durante l’ultimo anno di contratto: da 20 anni mi occupo di negoziare i contratti dei giocatori e a volte funziona e altre no perciò non voglio mentire dicendo che sarebbe stato impossibile – però nessuna delle opzioni circa la situazione di Robin era buona per noi.
D: Certo, ma allora perché non invogliarlo a restare? Magari con dei bonus legati ai gol segnati o ai trofei vinti?
IG: I vantaggi economici non sempre sono la soluzione. Robin van Persie è un ragazzo che dà sempre il massimo, prima con l’Arsenal e ora con il Manchester United. Gli incentivi economici non erano tanto importanti nel suo caso.
D: Arsène Wenger dice, testualmente, di essere interessato solo a giocatori di grandissima qualità, però finora non abbiamo visto nessun giocatore del genere arrivare all’Arsenal. Lei ha confermato che ci sono fondi a disposizione del manager, può confermare che Arsène Wenger è pronto a spendere e se necessario a investire molti soldi per giocatori di grande livello?
IG: Arsène è pronto a spendere per i giocatori nei quali crede. Non sempre si tratta dei più costosi, Santi Cazorla non è costato molto però è un giocatore di grande qualità. Non voglio far passare il messaggio che tutti gli acquisti saranno come Santi Cazorla e che quindi saremo a posto però è bene ricordare che ogni trasferimento inizia con un talento nel quale il manager crede. Noi ci fidiamo del suo giudizio, se non lo facessimo staremmo puntando sull’uomo sbagliato. Siamo convinti che abbia fatto un lavoro straordinario nelle condizioni attuali. Da parte nostra abbiamo sempre messo a disposizione i fondi che siamo stati in grado di generare, è molto semplice come filosofia. Purtroppo non è stato sufficiente per competere con Club come Manchester United, Chelsea e Manchester City. L’eccezionalità del lavoro di Arsène Wenger sta nell’aver mantenuto il Club nelle posizioni di vertice – anche se non esattamente dove vorremmo essere, ma comunque a contatto con i migliori Club – nonostante un budget relativamente limitato. (Arsène Wenger) Non ha certo paura di spendere ma dev’essere sicuro di stare investendo in un fuoriclasse. L’unico limite resta il fatto di poter spendere unicamente ciò che il Club riesce a generare e il mio ruolo è quello di creare più fondi possibili da mettere a disposizione di Arsène, in modo che possa concentrarsi sull’identificazione del talento sul quale investire nel miglior modo possibile. Arsène Wenger,  Stan Kroenke ed io abbiamo una missione comune che consiste nel portare l’Arsenal in cima al mondo del calcio. Non siamo riusciti ad avanzare, ma non abbiamo nemmeno fatto passi indietro. Ora è il momento di andare avanti. Mi chiedete una garanzia che i fondi a disposizione saranno investiti, però bisogna anche capire quali giocatori saranno disponibili sul mercato. Se troviamo un solo giocatore che faccia al caso nostro non spenderemo certo il doppio del prezzo richiesto solo per poter dire di aver investito molti soldi, non ha alcun senso. Il vero obbiettivo sarà investire per i giocatori nei quali Arsène Wenger crede.
D: È stata riportata una sua dichiarazione nella quale dice che la strategia riguardo gli stipendi dovrà essere rivista per poter permettere di pagare i salari migliori ai giocatori migliori, però non troppo tempo fa Arsène Wenger ha detto che è lui stesso a decidere degli stipendi dei giocatori e che preferisce un approccio più “socialista”. Può confermare che è lei a decider degli stipend dei giocatori?
IG: Ripeto che tutto inizia con l’identificazione di un obbiettivo, prima di ciò non pensiamo nemmeno all’eventuale stipendio. Una volta che Arsène ha individuato un calciatore da aggiungere alla squadra allora riflettiamo sul come integrarlo. Dovremo adattarci all’andamento del mercato e per questo dovremo evolverci in questo senso, credo che da qui in avanti i grandi giocatori guadagneranno cifre più alte mentre i giocatori meno imprescindibili resteranno all’incirca alla situazione attuale – perciò la nostra struttura deve evolversi. Arsène è completamente d’accordo con questo approccio, non ha assolutamente paura di pagare grandi somme per talenti di grande qualità. Non abbiamo mai detto che esista una struttura in termini salariali e non sono nemmeno convinto di sapere a quali dichiarazioi di Arsène Wenger lei si riferisca. Abbiamo lottato con Club che hanno investito molto più denaro rispetto a noi e in generale – so che questa è una parola che Arsène ama utilizzare – crediamo di aver fatto un buon lavoro.
D: Perché l’Arsenal fatica così tanto nel portare a termine un trasferimento? Non sembriamo mai in grado di chiudere un affare in fretta e in anticipo.
IG: Le ultime due sessioni di mercato non sono state delle più semplici. Abbiamo perso dei giocatori importanti, il che ha reso difficile qualsiasi pianificazione. Con un budget illimitato è molto più semplice. Non voglio di nuovo dover fare come fatto due anni fa, quando abbiamo acquistato tanti giocatori in chiusura di mercato, alcuni dei quali si sono dimostrati buoni acquisti, altri meno. L’anno scorso abbiamo agito in maniera diversa e abbiamo completato le transazioni presto. Sapevamo di volere Santi Cazorla ma abbiamo dovuto capire quale fosse la situazione del Màlaga prima di chiudere. In questa sessione di mercato non avremo le stesse incertezze affrontate negli ultimi anni, anche se sarà un’estate complicata visti i numerosi cambi di manager e le prime ristrettezze economiche che iniziano a farsi sentire. Ovviamente il nostro obbiettivo è quello di effettuare i trasferimenti il prima possibile ma deve esserci l’accordo del giocatore e del Club. Il fatto di giocare i preliminari di Champions League non avrà alcuna influenza sulla campagna acquisti, non è mai stato un problema in passato e non lo sarà nemmeno questa volta.
D: Tra quanto tempo sarà effettivo e qual impatto avrà il Financial Fair Play?
IG: L’UEFA ha passato gli ultimi due anni ad assestare le regole e questa sarà l’ultima stagione prima che vengano presi i provvedimenti previsti dal nuovo regolamento. La maggior parte dei risultati finanziari non saranno resi pubblici prima di Ottobre quindi inizieremo a vedere qualche conseguenza a partire dalla prossima estate. Il tetto salariale è già in vigore per quei Club che non saranno in grado di continuare a spendere grosse cifre, a meno di una significativa crescita dei fondi generati da sponsor e accordi commerciali. Noi siamo in un’ottima posizione ma nessuno sa ancora quale sia l’impatto del Financial Fair Play, dipenderà dalla UEFA e della Premier League, non abbiamo alcun controllo sulla faccenda.
D: Quali è il suo ruolo specifico e quali quelli di Dick Law e Stan Kroenke all’interno del Club? Quali crede che siamo i vostri successi finora?
IG: La domanda mi è già stata posta in passato in maniera molto meno educata, quindi grazie! Noi abbiamo un proprietario che non ha aggiunto nessun debito al Club, non ha preso alcun bonus e che non tratta il Club come il suo personale giocattolo. È estremamente rispettoso verso l’indipendenza del Club e siamo fortunati ad avere un proprietario con una così vasta esperienza nel mondo dello sport e nel management sportivo, con una grande rete di contatti e che ha aiutato il Club in maniera molto chiara. Molti dei nostri recenti successi commerciali sono dovuti alle sue grandi capacità.
Il mio lavoro si svolge lontano dal campo, rappresento il Club nel sostenere il manager e le sue condizioni di lavoro. Dick Law lavora con me e con Arsène nella negoziazione dei contratti e dei trasferimenti, grazie alla sua grande esperienza in materia e al fatto che parla 5 lingue è in giro per il mondo a negoziare. Arsène è responsabile dell’individuazione dei giocatori ed io e Dick Law gli offriamo supporto.
D: Molte persone hanno preso di mira lei e Arsène Wenger durante la stagione, sia all’interno che all’esterno del Club. Qual è l’impatto di ciò sul Club? Ha mai influenzato le sue decisioni? L’ha mai fatta dubitare di lei stesso?
IG: Tante persone lavorano attorno al Club e non considero me stesso come un singolo individuo, noi tutti diamo il massimo ogni giorno. Siamo tutti motivati per portare il Club sulla vetta. Questo non è un lavoro o un Club cui arrivi senza una vera passione. Ognuno qui ha una grande passione e dà tutto per ottenere un risultato. Mi rattrista sapere che non tutti capiscono questa cosa ed è colpa mia, del fatto che non abbia saputo trasmettere adeguatamente il messaggio.
Siamo tutti più deboli se non siamo uniti tra Club e tifosi. Le critiche fanno male e non aiutano in nessun caso i giocatori ma non giudico ciò, capisco perfettamente perché siamo tutti frustrati. Se crede che sia andato via dallo stadio dopo la partita contro il Bradford o contro il Blackburn contento di me stesso, si sbaglia. Abbiamo tutti a cuore le stesse cose. Stiamo costruendo un Club e lo stiamo facendo nella maniera più difficile ma siamo sicuri di progredire. Ripenso ai momenti più difficili degli ultimi due anni e mi rendo conto che in quei frangenti i tifosi ci sono stati vicini; penso alla sconfitta 8-2 contro lo United e poi penso alla seconda metà delle scorse due stagioni, quando i tifosi si sono uniti nel supportarci. Quell’unità può davvero spingerci oltre il traguardo.
D: Sono sicuro che lei è d’accordo, Ivan, se dico che l’Arsenal ha una delle tifoserie più fedeli e calde del paese quando si tratta di andare in trasferta. Di solito vendiamo tutti i biglietti per le trasferte sia in inghilterra che in Europa, nonostante in Premier League il tifo in trasferta sia spesso preso per garantito. I tifosi dell’Arsenal devono pagare biglietti di categoria A dovunque vadano e spesso si trovano in condizioni davvero pessime. L’AST ha parlato con altre associazioni di tifosi per spingere affinché la Premier League riveda centralmente la gestione delle trasferte. Potreste lei ed il Club fare sentire il vostro peso e sostenere questa iniziativa?
IG: Credo lei abbia ragione. I tifosi sono fantastici. Sia in casa che in trasferta, come lei ha detto, abbiamo sempre una grande partecipazione. Abbiamo già invitato la Premier League a gestire la questione delle trasferte e siamo a disposizione per trovare una soluzione. È una questione complessa e delicata perché riguarda la maniera in cui sono trattati i tifosi di casa rispetto a quelli in trasferta ma siamo molto propensi ad una revisione dell’intera organizzazione e pronti ad ascoltare qualsiasi consiglio in merito.
D: Il Club ha già preparato una strategia per quanto riguarda la successione dell’attuale direttivo?
IG: Ho letto i suggerimenti dell’AST e sono a conoscenza del rapporto che l’AST ha fatto pervenire al direttivo, per il quale i dirigenti sono molto grati. Attualmente stiamo analizzando l’argomento. Non è un segreto il fatto che il direttivo sia in generale piuttosto anziano, i membri lo sanno e non ne fanno un problema. Resta un aspetto che stiamo analizzando al momento.
D: Club come Aston Villa, Sunderland e West Ham hanno pubblicamente appoggiato la campagna “Safe Standing”. C’è qualche possibilità che lo faccia anche l’Arsenal?
IG: Sia Arsène che il sottoscritto si sono già espressi in favore di quest’idea. C’è un sacco di lavoro da fare in quest’ottica visto l’enorme impatto emotivo e le complicazioni che possono nascere. Se il governo dovesse aprire all’idea noi saremmo sicuramente interessati, siamo molto attenti alla questione. Però devo essere onesto e dire che, al momento, il governo non sembra intenzionato ad aprire la porta a questa proposta.
D: Sono sorpreso dal fatto che non sia stato fatto alcun riferimento alla Red & White Holding questa sera: visto che hanno espresso l’intenzione di versare fondi nel Club, perché non accettare?
IG: Abbiamo sostenuto la creazione di regole finanziarie più restrittive e queste non permettono iniziezioni di capitali come quelle da lei suggerite. Non è affatto certo che un esplosione dei costi dei trasferimenti e degli ingaggi sia salutare per il calcio in generale. L’Arsenal Football Club seguirà sempre una certa linea, ma la questione è estesa a tutto il mondo del calcio, non riguarda solo l’Arsenal.
D: Dal 2005 in poi, l’aspetto difensivo della squadra non è sembrato abbastanza buono. È sembrato che il manager abbia aspettato fino a Marzo prima di concentrarsi sulla questione e ha mostrato di saper trovare le giuste soluzioni una volta applicatosi. I membri dello staff hanno abbastanza influenza sulle decisioni del manager in materia?
IG: Abbiamo avuto la seconda miglior difesa del campionato quest’anno, forse le cattive prestazioni erano dovute alla forma dei singoli. Sono sicuro che avere giocatori in grado di proteggere la linea difensiva ha aiutato molto, i giocatori sono cresciuti molto in termini di prestazioni e fiducia e sono riusciti ad essere molto coesi. Abbiamo avuto molti giocatori nuovi e ci sono stati molti cambiamenti nelle ultime stagioni e se volete la mia opinione è chiaro che siamo stati sempre più uniti man mano che la stagione andava avanti.
Arsène Wenger ovviamente ascolta il proprio staff e, potete credermi, nessuno dei membri è particolarmente timido quando si tratta di proporre il proprio punto di vista. Ognuno ha aggiunto il proprio tocco personale alla preparazione, Arsène si prende la responsabilità finale ma la collaborazione è totale.
D: Qualche anno fa lei ha parlato di puntare il suo “laser” su alcuni giocatori che non stavano dando il giusto contributo. Questa settimana, il Club ha lasciato liberi tre giocatori che non hanno dato un buon contributo. Continuerà a puntare il suo laser sul resto dei giocatori meno performanti?
IG: Questo è il genere di domanda che mi spaventa! Non voglio intavolare alcuna discussione a proposito di singoli giocatori, alcuni non hanno saputo contribuire alla causa come avremmo voluto, è chiaro a tutti. Dobbiamo essere certi di dare la massima importanza a questo aspetto, anche se il nostro rapporto spese/incassi è il migliore in Premier League. Non sto dicendo che non possiamo migliorare, anzi dobbiamo farlo.
D: La serata si è incentrata sulle cattive prestazioni sul campo e le difficoltà in fase di mercato, ragioni per le quali molte domande sono state poste nel modo in cui sono state poste. Crede che abbiamo già perso una buona occasione non effettuando trasferimenti mentre Murinho, Moyes e Pellegrini non erano ancora alla testa dei rispettivi Club?
IG: No, non abbiamo sprecato nessuna occasione. Abbiamo bisogno di trovare un accordo con i giocatori e con i Club. Lavoriamo su un gruppo piuttosto ristretto di giocatori di alto profilo e stiamo lavorando duro e, in ogni caso, so perfettamente perché alcuni trasferimenti non sono ancora stati finalizzati.
COMMON ARSENAL!!!

Nessun commento:

Posta un commento

I Vostri Commenti