28 agosto 2013

Arsenal vs Fenerbahce 2-0: missione compiuta ma a quale prezzo?

Un Arsenal al piccolo trotto ha completato l’ottimo lavoro svolto ad Istanbul e guadagnato l’accesso alla prossima Champions League, un traguardo ormai abituale per i Gunners.
SEDICI ANNI CONSECUTIVI tra l’élite europea, un record di cui andare fieri, tutto sommato, ma che in tanti dimenticano.

Le buone notizie, tuttavia, si fermano qui.
Gli infortuni a Lukas Podolski, Aaron Ramsey e Jack Wilshere hanno infatti rovinato la buona serata dell’Emirates Stadium, togliendo il sorriso ad un Arsène Wenger contento solo a metà.
Se per i giovani centrocampisti non dovrebbe trattarsi di nulla di serio (speriamo), per il tedesco la sosta ai box dovrebbe essere di almeno tre settimane, complicazioni permettendo.
Una brutta tegola per l’Arsenal, già a corto di giocatori dopo le partenze dei vari Gervinho, Chamakh, Coquelin e Johan Djourou.
Con appena cinque giorni prima della chiusura del mercato, Arsène Wenger ora dovrà concentrarsi principalmente sulle operazioni in entrata e rinforzare la squadra – un refrain ormai abituale nel nord di Londra.
Servono giocatori, soprattutto dal centrocampo in su, che permettano una rotazione dell’undici titolare quantomeno decente e che possano sopperire ad eventuali infortuni e squalifiche: a quanto si dice in giro, l’unico affare in procinto di essere concluso (se non lo è già) è il ritorno di Mathieu Flamini dopo che il contratto del francese con il Milan non è stato prolungato.
Il marsigliese sarà utilizzato come jolly tra centrocampo e difesa, potendo essere schierato sia da mediano che da terzino, e chiuderà quindi qualsiasi altra possibile operazione per la difesa, data la trasformazione quasi completa di Bacary Sagna in stopper.
Mancano all’appello un centrocampista creativo e un centravanti, data la pochissima esperienza di Yaya Sanogo – oltre che un esterno, se possibile.

Impossibile capire chi saranno i prescelti di Arsène Wenger, anche se il nome di Yohan Cabaye è certamente sulla lista dell’alsaziano; gli altri – citati dalla stampa d’oltremanica – sarebbero Iker Casillas, Karim Benzema, Mesüt Özil e Angél Di Maria oltre agli storici Luis Suarez, Wayne Rooney e la new entry Juan Mata.
Nomi improbabili, operazioni estremamente complicate e budget faraonici che poco si addicono alle abitudini di Arsène Wenger e del Club, a meno di sorprese incredibili non credo che anche solo uno dei nomi citati fino a qui possa davvero sbarcare all’Emirates Stadium.
Inutile fare congetture, comunque, il domino della settimana finale di mercato partirà non appena Gareth Bale ufficializzerà il suo passaggio al Real Madrid, quindi per ora sembra tutto fermo.

Concentriamoci invece sulla prestazione di ieri sera, durante la quale si sono messi in luce il solito Santi Cazorla, un Aaron Ramsey sempre più autoritario e Per Mertesacker, che sta diventando il leader difensivo che è sempre mancato negli ultimi anni.
Buona prestazione anche da Bacary Sagna, Jack Wilshere e Carl Jenkinson, tutti in crescita costante, mentre qualche ombra è planata sull’efficacia di Nacho Monreal – spesso colto di sorpresa sulla sua corsia -  e di Theo Walcott, anonimo per buona parte della partita.
Se all’andata gli episodi (assist per Gibbs e rigore procurato) avevano deposto in favore dell’ala inglese, questa volta non c’è stata traccia di Theo Walcott in campo, incapace di trovare spazi nei quali far esplodere la sua velocità.
Speriamo che il copione cambi per il NLD, il Tottenham sembra essere una delle sue vittime preferite.

Rimandati Olivier Giroud, non abbastanza incisivo davanti e poco altruista, Lukas Podolski e anche Wojciech Szczesny, reattivo come pochi tra i pali ma ancora troppo insicuro sulle uscite – un vero tallone d’Achille per il polacco.
Una buona prestazione in generale, la partita è stata condotta con autorità soprattutto nel secondo tempo e la doppietta di Aaron Ramsey non può che far bene al gallese, come detto uno dei più impressionanti da qualche settimana a questa parte.

Avanti così quindi, stessa concentrazione e stessa determinazione anche quando di fronte ci saranno gli Sp*rs – che siano orfani di Gareth Bale oppure no.
I cugini si sono rinforzati sul mercato, hanno fatto cose mirabolanti in Europa League (!) e sembrano ancora una volta in procinto di scavalcare i nostri cari Gunners.
Una storia vecchia di 16 anni, come ha ripetuto Arsène Wenger.
Facciamo capire loro ancora una volta che NORTH LONDON IS RED!

COMMON ARSENAL!

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